mercoledì 15 luglio 2015

Un solo raggio della luce di Gesù

Ernst Käsemann:

"[…] Gesù non ha fatto il processo a nessuno per sapere se credesse alla nascita verginale, alla sua resurrezione dai morti o alla discesa all'inferno. 
La solidarietà umana è stata invece da lui realmente vissuta, donata e richiesta. 
Se non sapessi altro che questo, saprei pur sempre qualcosa di lui
Se non vivessi e non credessi null'altro vivrei e crederei pur sempre con lui, 
ed un solo raggio della sua luce nella nostra esistenza mi sembra più importante 
di tutto il sole di un'intera ortodossia. 
Poiché secondo la mia teologia, appresa faticosamente in 40 anni, è decisivo per il tempo presente e per l'eternità non la quantità delle cose che abbiamo creduto, ma il fatto che abbiamo creduto in lui e l'abbiamo seguito, anche se non ne abbiamo capito molto. 
Chi la pensa in modo diverso mi metta tranquillamente fra gli eretici. 
Io mi appellerò ad un'istanza superiore.
Se ciò rimane assodato, con la ferma volontà di non modificarlo e di non lasciarlo contestare, occorre tuttavia sottolineare che l'espressione della solidarietà umana, pur illuminando la nostra comprensione di Gesù non risponde del tutto a quelli che erano i suoi veri intenti. 
La sua parola d'ordine era il «Regno di Dio»." 

tratto da: 
- Ernst Käsemann, Appello alla Libertà. Indagine polemica sul Nuovo Testamento
Traduzione di Emmanuele Paschetto
(Piccola biblioteca teologica / 6), Editrice Claudiana, Torino, 1972, p. 47.