foglio liturgico e di cultura biblica-teologica
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Domenica 12 luglio 2015 - 7a DOPO PENTECOSTE
BIBLICA
Evangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 8,12
Gesù Cristo dice:
«Io sono la luce del mondo.
Chi mi segue non camminerà nelle tenebre,
ma avrà la luce della vita»
Theologica I.
Ulrich WILCKENS
Ulrich WILCKENS
[…] nel vangelo di Giovanni solo Gesù è «la luce della vita» che egli comunica ai suoi discepoli comunicando loro se stesso. Qui la luce ha funzione e forza creatrice (Gen. 1,3). In questo Gv. concorda sostanzialmente con la tradizione del cristianesimo primitivo, nella quale soprattuto il battesimo è sentito e concepito come un atto d'illuminazione: «Risvegliati, dormiente, alzati di tra i morti - e il Cristo sarà la tua luce» (Ef. 5,14; cf. 1,18; 2 Cor. 4,6; I Tess. 5,5; I Pt. 2,9; 2 Tim. 1,10). Non si trova invece nel vangelo di Giovanni (e nemmeno nelle lettere di Giovanni) che anche gli stessi discepoli di Gesù debbano diventare la «luce del mondo» (Mt. 5,14-16; Fil. 2,15).
traduzione di Franco Bassani
(collana Nuovo Testamento seconda serie), Editrice Paideia, Brescia, 2002, p. 184.
tratto da - Valdo Vinay, Commenti ai Vangeli, appendice di Paolo Ricca, (collana Cieli Aperti), Editrice Morcelliana, Brescia, 1992, pp. 225-226.
Ogni giorno può spuntare una luce nuova
da una pubblicazione:
- Paul Deselaers - Dorothea Sattler,
Sia fatta la luce! Il messaggio dei testi biblici della creazione,
traduzione di Dino Pezzetta, Queriniana, Brescia, 2007;
ho tratto dalla suddivisione in capitoli i seguenti titoli:
…… Piccole Luci……
La croce è la risposta del mondo all'amore di Cristo.
Luce e amore, forza e fuoco sono uniti nella tua Parola; fa' che essa operi efficacemente sempre di più in noi, e donaci di conservare con fedeltà ciò che hai messo nei nostri cuori; opera in modo tale che anche altri possano sperimentare che tu hai la Parola della vita.
tratto da: - IL CENACOLO Meditazioni giornaliere per il culto individuale e familiare, Anno LXII - N. 3 - maggio- giugno 2014, p. 50.
Theologica II.
Wes HOWARD- BROOK
Alla fine della festa delle Capanne è difficile immaginare parole più impressionanti di quelle che Gesù proclama nel v. 12: «IO SONO [egō eimi] la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita». Ricordiamo la cerimonia dei candelieri alla festa, in cui Gerusalemme era tutta sfavillante di luci che rappresentavano la luce di Dio. È durante quella cerimonia, o subito dopo, che Gesù afferma di essere lui stesso quella luce, la luce annunciata ai lettori per la prima volta nel prologo.
[…] quest'ultima affermazione aggiunge un'altra potente sfumatura ai precedenti brani: Gesù è la luce del mondo. Ciò significa non solo che Gesù è come una torcia che illumina dove c'è tenebra, ma anche che la sola luce che il mondo ha viene da Gesù. La sua luce non si aggiunge ad altre luci, ma è l'unica luce grazie alla quale il mondo può veramente vedere.
tratto da: - Wes Howard-Brook, Essere Pace Seguire Gesù con il Vangelo secondo Giovanni,
Traduzione:
Gianni Gualanduzzi (capitoli 1-13)
Romeo Fabbri (capitoli 14-29)
(collana «La Missione »), Editrice Missionaria Italiana, Bologna, 2001, p. 293.
Il riferimento alla frase contenuta nel prologo del IV Evangelo è il seguente:
La luce splende nelle tenebre, e le tenebre non l'hanno sopraffatta.
Giovanni 1,5.
Theologica III.
Valdo VINAY
[…] Qualche altra volta, è la persona che ha avuto successo, che ha fatto tanto, che è riuscita in tante imprese, e poi dice: «La mai vita è senza senso, è vuota». Sono le ombre: le ombre della vita personale. Ed allora la luce, la luce di Cristo, la parola che ci ricorda l'apostolo: «Cristo è morto per tutti noi», e nessuno può più vivere per se stesso, ma per il Signore. Vivere per il Signore in un servizio d'amore per i poveri, per i suoi minimi fratelli. Questo è il senso della vita, questa è la luce di Cristo nella nostra vita. La vita bella, buona, gioiosa, libera.
La vita che non è vissuta per noi stessi, ma la vita che è donata, che è servizio di amore, servizio gioioso, libero, spontaneo, che può essere soltanto l'amore.
E poi questo Vangelo: «Io sono la luce del mondo». Ci sono tante zone oscure nella città, che taluni non vorrebbero far vedere. Ci sono i disperati perché sono sfrattati e non hanno un alloggio, e ci sono tanti alloggi vuoti, non affittati perché non conviene. La luce del Vangelo mette in chiaro questa mancanza di amore, questa mancanza di solidarietà umana, questa mancanza di fraternità.
E poi altre ombre: ci sono i barboni, sparsi per la città. Creature alle quali nessuno rivolge la parola, che non possono parlare con nessuno, che non hanno un futuro, non hanno domani, hanno soltanto un tentativo di sopravvivenza, chiedono un pezzo di pane.
Sembra che non abbiano nessuna dignità umana, sembra che in loro l'umanità sia finita. Nessuno vede la luce che getta il Vangelo di Cristo sui barboni. Hanno una dignità, una dignità che voi non vedete, ma che il Signore vede. Perché il Signore è morto anche per i barboni! La dignità umana del barbone è che è amato da Dio, che Cristo è morto anche per il barbone. Cristo è la dignità del barbone.
BRICIOLE DI FEDE
PER UNA FEDE NON IN BRICIOLE
Maurizio Abbà
Gesù Cristo dice:
Io sono la luce del mondo.
Chi mi segue non camminerà nelle tenebre,
ma avrà la luce della vita.
da una pubblicazione:
- Paul Deselaers - Dorothea Sattler,
Sia fatta la luce! Il messaggio dei testi biblici della creazione,
traduzione di Dino Pezzetta, Queriniana, Brescia, 2007;
ho tratto dalla suddivisione in capitoli i seguenti titoli:
In principio tutto è luce
Insieme al tempo irrompe il buio
Ogni giorno può spuntare una luce nuova
Alla fine tutto diventerà chiaro
La base, l'orientamento e la meta poggiano sul testo biblico indicato.
- In principio tutto è luce:
Il principio ha il suo fascino e la sua tentazione;
fascino: la Bibbia stessa inizia con: In principio... la grande narrazione comincia, tante scintille di senso si propagano nei giorni, nelle notti, nei secoli, nei millenni...
tentazione: il principio può essere anche tentazione, costellato di buone intenzioni, in cui poniamo l'asticella troppo in alto e... non riusciamo più a reggere il peso di qualcosa che si rivela poi oltre le nostre reali possibilità.
Eppure iniziare (a volte ri-cominciare) è importante, è decisivo. La possibilità di una seconda chance: quando abbiamo la possibilità nella vita di porgerla è bene donarla anche se ci dovesse costare uno sforzo notevole; a nostra volta, se c'è la possibilità di coglierla è bene farsi raggiungere da questa seconda possibilità, non essere oppressi dai sensi di colpa che a volte ci attanagliano dall'infanzia.
L'inizio
il matrimonio è raro come la fede, diceva Vittorio Subilia, il segreto, nel matrimonio, è restare fidanzati.
Poter cominciare bene è il piedistallo migliore per la buona riuscita di un progetto.
- Il teologo Eberhard Jüngel ci ricorda la connessione Principio/Fine nella prospettiva del regno di Dio:
Poter cominciare bene è il piedistallo migliore per la buona riuscita di un progetto.
- Il teologo Eberhard Jüngel ci ricorda la connessione Principio/Fine nella prospettiva del regno di Dio:
«Ogni principio è difficile, saper iniziare lo è ancora di più […]
Per natura la libertà è un predicato di Dio: nella sua creatività è Dio l'autentico principiante. Ma Dio non si è riservato solo per se stesso la splendida facoltà di saper iniziare. La sua libertà è libertà liberatrice e rende veri principianti anche noi esseri umani. Saper iniziare caratterizza perciò l'uomo che corrisponde a Dio: costui è un uomo che inizia. Egli proviene dall'evento della libertà liberatrice e il regno a venire della libertà è la sua meta, cosicché lo attende un inizio anche alla 'fine delle cose'.»
(tratto da: Eberhard Jüngel, Principianti Origine e futuro dell'esistenza cristiana,
Traduzione di Anna Bologna
(collana meditazioni 181), Editrice Queriniana, Brescia, 2005, pp. 7-8.
- Insieme al tempo irrompe il buio:
in estate le giornate, com'è ben sappiamo, sono gradevolmente più lunghe,
ma purtroppo non è sempre come vorremmo: luce fino a sera, allora bisogna gustarle le ore di chiaro.
Però il buio non per forza è solo negatività, può essere anche un limite salutare, infatti, non ogni buio è per forza tenebra.
C'è un limite anche alle ore lavorative, il buio segna anche questa salutare delimitazione, il sostare ed il ristoro sono necessari.
- Questo ci fa comprendere come sia delicato e bisognoso di attenzioni, cautele ed accorgimenti il pur necessario lavoro notturno, inevitabile in alcuni doverosi ambiti - .
- Questo ci fa comprendere come sia delicato e bisognoso di attenzioni, cautele ed accorgimenti il pur necessario lavoro notturno, inevitabile in alcuni doverosi ambiti - .
- Ogni giorno può spuntare una luce nuova:
definizione di discepolo di Gesù (letteralmente) nel citato testo giovanneo: Il seguente me.
Seguire Gesù, è la sequela. Gesù richiede la fiducia di chi lo segue.
Questo lo esprime molto bene il teologo Karl Barth:
«Gesù pretende lui. Pretende fiducia da lui. La sequela nasce dalla fede e diviene subito un atto dell'obbedienza nei confronti di Gesù. La chiamata alla sequela è sempre un invito a fare un primo, preciso passo nella fede. La chiamata significa per lui in tutti i casi: fuori! Fuori dal riparo di tutto quello che fino ad allora gli appariva ovvio, utile, possibile e pienamente perseguibile nel futuro! Fuori anche dal riparo di un movimento puramente interiore nel quale di fatto egli non compie ancora nulla, in cui si lambicca soltanto il cervello con vuote considerazioni. la chiamata alla sequela comporta una rottura. È il regno di Dio che si rivela in questa chiamata, la rivoluzione di Dio che già si è compiuta nell'esistenza dell'uomo Gesù. L'uomo deve corrispondere con quello che fa e con quello che lascia a questa rivelazione in cui Gesù lo chiama a sé. Perderebbe la sua anima se mancasse di assumersi la responsabilità pubblica che prende con sé quando diviene discepolo di Gesù. »
(tratto da: - Karl Barth, Momenti Testi di meditazione, a cura di Eberhard Busch,
Traduzione di Andrea Aguti
(collana Meditazioni 180), Editrice Queriniana, Brescia, 2005, pp. 121-122).
Karl Barth riferisce la sua meditazione a Matteo 9,9: «Gesù gli disse: Seguimi!», le considerazioni barthiane sulla sequela sono senz'altro riferibili anche al testo giovanneo.
Ogni giorno può spuntare una luce nuova: è un impulso ed un orizzonte di senso e di speranza. Cercare di farsi coinvolgere dalla possibilità di poter vedere le cose diversamente, oltre gli stereotipi, oltre i fondamentalismi, oltre le solite negatività che offuscano i nostri giorni.
- Alla fine tutto diventerà chiaro:
fine: solo un nuovo principio? O forse si tratta di una vita qualitativamente e non solo quantitativamente diversa.
La domanda: - chi è per me Gesù Cristo? Domanda che mi avrà accompagnato ogni giorno nell'avventura della vita di fede, sarà dissetata.
Per questo, per tutto questo e per molto altro ancora, l'annuncio dell'Evangelo di Gesù Cristo è perché il mondo abbia la possibilità di riscatto, è la sua seconda chance. La prima possibilità era quella basata sulle proprie forze è sfumata, ma questo ci è già chiaro fin da ora.
Gesù ci chiama individualmente per la Sua Comunità, non è il progetto di una cristianità affamata di potere.
La luce di Gesù non è fissata in un solo luogo in una sola maniera una volta per tutte. Essa richiede la nostra dinamicità, anche a piccoli passi, anche piccolissimi se non possiamo fare di più, perché Gesù è luce.
'Luce' nel IV Evangelo significa 'verità' una verità che i cristiani dovranno saper coniugare con amore.
Possiamo ricordare che Battesimo era menzionato come 'Alluminazione'.
I battisteri erano anticamente denominati «illuminatori», il richiamo alla luce risulta evidente. Una luce di verità e vita, la luce di Gesù Cristo che invita alla fiducia e alla speranza e per questo basta:
un solo raggio della Sua luce
Bars d’la taiola
parole benefiche scavate dall'avventura della vita
Perdono senza inizio e fine
Dietrich Bonhoeffer
Ce la caviamo facilmente con gli altri uomini. Smussiamo le asperità e
pensiamo che il non nutrire cattivi pensieri verso il prossimo sia lo stesso
che averlo perdonato. Con ciò però manchiamo del tutto di vedere che non
abbiamo alcun buon pensiero su di lui, e perdonare significa invece
proprio nutrire dei buoni pensieri su di lui, sostenerlo dove possiamo.
Così ci comportiamo con il prossimo: non lo sosteniamo, ma gli passiamo accanto
e ci abituiamo al suo silenzio, senza prenderlo sul serio. Ma l’importante è
proprio sostenere il prossimo. Sostenerlo completamente, in tutti i suoi
lati difficili e sgradevoli, sostenerlo nella sua ingiustizia e nel suo peccato
contro di me. Tacere, sostenere e amare senza tregua, questo significherebbe
avvicinarsi al perdono. […]
Il perdono è senza inizio e fine, accade incessantemente ogni giorno,
poiché viene da Dio. Questo ci libera da ogni compulsività nello stare assieme
al prossimo, poiché qui siamo liberati da noi stessi, qui possiamo cedere ogni
nostro diritto e aiutare e servire il prossimo.
DBW 14,907s.
tratto da: - Dietrich Bonhoeffer, Voglio vivere questi giorni con voi, A cura di Manfred Weber, traduzione di Andrea
Aguti e Guido Ferrari, Editrice Queriniana, Brescia, 2007, p. 233.
la Balma
Parole sporgenti per dare riparo
Pour sa lumière, acclamons Dieu ! Son éclat brille à nos yeux.
L'obscurité jalouse fuit, un monde neuf s'accomplit.
La paix nous vient des mains du Fils ;
Regardant à la croix du Christ,
Dans sa promesse, avançons !
tratto da - Notre Pain Quotidien 2015, Éditons Olivétan - Société Luthérienne, p. 256.
Il Dio che ama ti liberi dalla tua angoscia e dal tuo dolore, e sollevi la tua vita con la sua forza vivificante. Questa ti orienti, ti conduca e ti conservi perché tu possa vivere per lui.
Dio ti redima, ti metta in piedi e ti protegga con il suo amore.
da una liturgia delle comunità mennonite
La croce è la risposta del mondo all'amore di Cristo.
Ernst Bloch
Luce e amore, forza e fuoco sono uniti nella tua Parola; fa' che essa operi efficacemente sempre di più in noi, e donaci di conservare con fedeltà ciò che hai messo nei nostri cuori; opera in modo tale che anche altri possano sperimentare che tu hai la Parola della vita.
Philipp Spitta
i testi sono tratti da:
- Un Giorno Una Parola letture bibliche quotidiane per il 2015
Claudiana, Torino, 2014.
- Un Giorno Una Parola letture bibliche quotidiane per il 2015
Claudiana, Torino, 2014.
L’angolo della preghiera
per non deporre la preghiera in un angolo
Temo che noi non sappiamo comprendere abbastanza quanta forza, quanta efficacia sia nascosta nella preghiera. Se la preghiera è semplice e schietta, può contenere un'enorme profondità e ricchezza, e nessuno potrà mai investigarla.
Martin Lutero
Una parola per Te, proprio per Te
Camminare nella sua luce
Gesù parlò loro di nuovo dicendo: "Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita".
Giovanni 8:12
Il giorno in cui ci siamo trasferiti nella nuova fattoria, il mio mondo di bimba di otto anni è diventato improvvisamente più grande ma anche minaccioso. Prima di andare a letto, papà m'invitava ad accompagnarlo a fare il giro di controllo degli animali. mentre camminavamo, la fiammella della lampada oscillava, creando ombre minacciose che sembravano avvicinarsi sempre più. "Papà!", gridavo terrorizzata. Si fermava ed io gli cadevo addosso. Sorridendo, mi rassicurava: "Non aver paura; cammina seguendo il bordo della luce". Ero tranquilla e confortata.
Il nostro Padre celeste fa lo stesso quando in noi prevale la paura e le tenebre diventano minacciose. Come dice il versetto scelto per oggi, se seguiamo Gesù, non cammineremo mai nelle tenebre.
Il telegiornale è un susseguirsi di notizie di crisi economica, terrorismo, disastri naturali, futuro incerto per le famiglie. Oscurità e paura sembrano incombere su di noi. Tuttavia, anche nei momenti più bui, la luce di Cristo illumina il nostro cammino, splende nella notte, le tenebre non l'hanno sconfitta. Non temiamo.
Gesù con la sua luce ci offre sempre un luogo dove sentirci sereni e sicuri.
Gesù con la sua luce ci offre sempre un luogo dove sentirci sereni e sicuri.
Padre celeste, nonostante le incertezze sul futuro, fa' che mai dimentichiamo che tu sei qui a illuminare la via. Ti preghiamo nel nome di Gesù. Amen.
Gesù ci chiede di condividere la sua luce con il mondo.
Jack D. Kendall (Iowa, Stati Uniti)
tratto da: - IL CENACOLO Meditazioni giornaliere per il culto individuale e familiare, Anno LXII - N. 3 - maggio- giugno 2014, p. 50.
Edizione in lingua italiana di: UPPER ROOM Where the World Meets To Pray
www.upperroom.org
Redazione italiana a cura di:
O.P.C.E.M.I. – Via Firenze, 38
00184 Roma
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