foglio liturgico e di cultura biblica-teologica
gratuito
Domenica 2 agosto 2015 - 10a DOPO PENTECOSTE
BIBLICA
Evangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 6,33
Poiché il pane di Dio è quello che scende dal cielo,
e dà vita al mondo
Theologica I.
Giorgio GIRARDET
Secondo un'antica tradizione la manna aveva un sapore diverso per ogni persona che ne mangiava.
Il cibo donato da Dio nel deserto era pane per il giovane e miele per il vecchio, era latte per il bambino.
Per tutti la stessa manna era nutrimento, era vita.
Anche la Bibbia ha sapori diversi: secondo chi la legge e la interroga, secondo i tempi e le circostanze. Ma è sempre la stessa Bibbia.
- Giorgio Girardet, Bibbia perché Il linguaggio e le idee guida
Editrice Claudiana, Torino, 1993, 5.
In copertina: Marc Chagall, Adamo ed Eva, 1912.
The Saint Louis Art Museum, USA.
Theologica II.
The Saint Louis Art Museum, USA.
Theologica II.
Anselm GRÜN
Da sempre gli esegeti si sono arrovellati sul perché Giovanni non ci riporti nulla dell'istituzione dell'eucaristia durante l'Ultima cena.
Al suo posto egli ci tramanda il cosiddetto discorso del pane riportato dopo i due segni di Gesù, quello della moltiplicazione dei pani e quello del cammino sulle acque. Alcuni ritengono che, con il suo vangelo, Giovanni volesse mettere in dubbio la prassi dei sacramenti della sua epoca.
Sicuramente Giovanni non vuol criticare la festa dell'eucaristia; tuttavia egli intende richiamare l'attenzione sul centro di questa festa: nella festa eucaristica è in gioco l'incontro personale con Gesù Cristo. E, sulla base di ciò, è in gioco l'incontro dell'uomo nell'amore. Probabilmente l'evangelista vuole impedire una comprensione falsa, magica dell'eucaristia, quale allora era assolutamente palese nell'ambito dell'ellenismo.
Giovanni ci mostra che non vi è alcun sacramento che non si ripercuota in una nuova condotta. L'eucaristia come esperienza dell'amore di Dio ci intima: «Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato» (15,12).
Wes HOWARD-BROOK
[...] Ma il Gesù giovanneo non offre alcun sermone, né della montagna, né della pianura, come in Matteo o Luca. Al contrario, le «opere» si riducono al v. 29 a un'unica «opera»: «credere in colui che egli ha mandato».
[...] questa «semplice» esigenza di fede contiene implicitamente tutto ciò che è necessario per la sequela.
tratto da: - Wes HOWARD-BROOK, Essere Pace Seguire Gesù con il Vangelo secondo Giovanni
Traduzione: Gianni Gualanduzzi (capitoli 1-13) Romeo Fabbri (capitoli 14-29)
(collana «La Missione»), Editrice Missionaria Italiana, Bologna, 2001, p. 237.
Klaus WENGST
Il v. 33 spiega il dono da parte di Dio del vero 'pane del cielo': «il pane di Dio è quello che discende dal cielo e dà la vita al mondo». Il fatto che essa 'discenda dal cielo' non è un'affermazione particolare rispetto alla manna. Tali parole indicano qui la provenienza di Dio, che ne è il donatore. Ciò è similmente contenuto nella formulazione 'pane di Dio', che riprende le denominazioni «cibo che dura per la vita eterna» (v. 27) e «pane dal cielo» (v. 31s.) e che inoltre potrebbe avere di nuovo un accento eucaristico.
Perciò questo pane di Dio dà 'vita'.
Dopo la contrapposizione del v. 32 è chiaro che il termine vita non significa qui il semplice mantenimento della vita fisica, bensì indica il dono della vita reale non più annientabile nemmeno dalla morte.
Questo dono «pane per il mondo» che «dà la vita al mondo». Qui Giovanni dischiude di nuovo una dimensione a cui ha già accennato più volte e che possiamo scoprire anche nel tratto del racconto del miracolo, secondo il quale il pane fu distribuito a tutti e distribuito in misura più che sufficiente.
La promessa della vita reale qui collegata con la metafora del 'pane' corrisponde alla promessa di 4,14, là collegata con la metafora dell'"acqua".
tratto da: - Klaus Wengst, Il Vangelo di Giovanni
Traduzione dal tedesco di Carlo Danna Edizione italiana a cura di Gastone Boscolo
(Commentari Biblici), Editrice Queriniana, Brescia, 2005, 259-260.
BRICIOLE DI FEDE
PER UNA FEDE NON IN BRICIOLE
Maurizio Abbà
In memoria di Marcella Marconi 1958-2015
Evangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 6,33
Poiché il pane di Dio è quello che scende dal cielo,
e dà vita al mondo
Vi sono molti pani, tra questi è particolarmente importante: quello della consolazione in momenti difficili: come malattia, lutto, anche in momenti meno 'pesanti' ma comunque aspri, molto aspri: quando il lavoro è a rischio (se c'è...), quando gli studi non sembrano delineare gli orizzonti del futuro sperato; quando un'amicizia evapora, quando finisce un amore, quando termina bruscamente un legame, anche un legame con un'istituzione (ecclesiastica, religiosa).
Il pane di consolazione è un alimento di cui abbiamo sempre bisogno di ricevere e per questo occorre anche saperlo porgere, è una scuola che dura tutta la vita.
Il pane di consolazione, per chi osa dirsi credente, proviene da Dio: quindi è nutrimento che consente l'avventura vitale della fede nel mondo.
Avventura tutta da vivere, insieme.
Con tutto l'amore per l'arte, il cinema, il teatro, la fotografia, l'insegnamento, con tutto l'amore per il sorriso, nonostante tutto.
Con tutto l'amore per la fede in Gesù Cristo.
Una Fede inevitabilmente terrestre con tutte le nostre fragilità ma certamente immenso dono celeste.
Il pane di consolazione è un alimento di cui abbiamo sempre bisogno di ricevere e per questo occorre anche saperlo porgere, è una scuola che dura tutta la vita.
Il pane di consolazione, per chi osa dirsi credente, proviene da Dio: quindi è nutrimento che consente l'avventura vitale della fede nel mondo.
Avventura tutta da vivere, insieme.
Con tutto l'amore per l'arte, il cinema, il teatro, la fotografia, l'insegnamento, con tutto l'amore per il sorriso, nonostante tutto.
Con tutto l'amore per la fede in Gesù Cristo.
Una Fede inevitabilmente terrestre con tutte le nostre fragilità ma certamente immenso dono celeste.
Bars d’la taiola
parole benefiche scavate dall'avventura della vita
L'UOMO NON VIVE DI SOLO PANE
L'uomo non vive di solo pane
ma di ogni parola uscita
dalla bocca di Dio.
L'uomo prima della legge,
l'uomo prima dei regolamenti,
l'uomo prima del profitto,
l'uomo prima degli interessi,
l'uomo prima del denaro,
l'uomo prima di tutto,
l'uomo e la sua felicità.
Per Gesù,
qualsiasi essere umano
vale più di tutto l'oro del mondo.
Per Gesù, quello che conta
è il cuore dell'uomo,
la sua capacità di amare,
il suo interesse per l'altro,
la sua lotta per la giustizia,
la sua apertura verso l'universale.
Pierre Imberdis e Xavier Perrin
tratto da: - In Attesa del Mattino, Comitato Italiano per la CEVAA, raccolta di testi di fede, (stampato ma non pubblicato), 1991, 77.
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la Balma
Parole sporgenti per dare riparo
Quello che chiedi alla folla, Gesù,
tu lo domandi ad ognuno di noi.
Ci inviti a passare dall'esperienza
di un segno incoraggiante
ad un rapporto basato sulla fiducia,
una fiducia in te, l'Inviato di Dio,
una fiducia disinteressata,
non fondata su qualche vantaggio,
una fiducia che è risposta
ad un amore che ci è offerto
in modo smisurato.
Tu ci conduci verso una relazione autentica
che non ha i connotati
di una transazione commerciale,
che non è dettata
dal bisogno di essere sottratti
ai casi difficili della vita.
Tutt'altro, Gesù! Chi crede in te
sa che sei tu il bene più prezioso,
tu che sfami e disseti,
tu che sostieni e accompagni,
tu che dai la vita per l'umanità.
[...]
tratto da: - Roberto Laurita, La preghiera
il testo integrale in: Servizio della Parola
il testo integrale in: Servizio della Parola
Editrice Queriniana, Brescia, n. 468, luglio-agosto 2015, anno XLVII, 103.
O Dio, la terra non può contenerti né il cielo racchiuderti.
Vorrei renderti libera la via verso il mio cuore, affinché cielo e terra si uniscano qui,
dove sono, come si sono riuniti in Cristo.
Jörg ZINK
Signore, non è affatto necessario un fremito dal cielo,
la tempesta sopra i popoli e le terre; dacci soltanto
il fiato, un soffio, un respiro per cambiare
un piccolo pezzo del nostro mondo; sì, dacci lo Spirito,
il Tuo spirito di vita, per cambiare noi stessi e il mondo.
Lothar ZENETTI
Signore, insegnaci ad aprire le nostre porte, le porte del nostro cuore,
le porte della nostra intelligenza, ad aprirle all'ascolto, al perdono,
all'amicizia. E quando tutto sembra bloccato, condannato, come Tu
hai promesso, apri a colui che bussa e donaci il tuo Spirito Santo.
Paroles pour tous 1992
tratto da:
- Un Giorno Una Parola letture bibliche quotidiane per il 2009
pp. 130. 152. 161, Editrice Claudiana, Torino, 2008.
L’angolo della preghiera
per non deporre la preghiera in un angolo
BASTA A CIASCUN GIORNO IL SUO AFFANNO
Ieri è passato, domani non è ancora venuto;
oggi Dio ti aiuterà.
Rifiuta al giorno di ieri di oscurare il tuo presente.
La vita non è ieri: è oggi.
Il contrario della fede è l'ansietà per il domani:
non lasciarti paralizzare dalla paura del domani.
Non portare la croce di ieri con quella di oggi,
né quella di oggi con quella di domani,
altrimenti ne sarai schiacciato.
La vita è oggi.
Saluta con gioia ogni aurora
e con fede saluta l'Iddio della tua vita.
Egli si occupa del tuo passato
per sbrogliare la matassa del presente
e per preparare con amore il tuo avvenire.
A. Hunziker
Ieri è passato, domani non è ancora venuto;
oggi Dio ti aiuterà.
Rifiuta al giorno di ieri di oscurare il tuo presente.
La vita non è ieri: è oggi.
Il contrario della fede è l'ansietà per il domani:
non lasciarti paralizzare dalla paura del domani.
Non portare la croce di ieri con quella di oggi,
né quella di oggi con quella di domani,
altrimenti ne sarai schiacciato.
La vita è oggi.
Saluta con gioia ogni aurora
e con fede saluta l'Iddio della tua vita.
Egli si occupa del tuo passato
per sbrogliare la matassa del presente
e per preparare con amore il tuo avvenire.
A. Hunziker
tratto da: - Comunità di Chiese in missione,
Comitato italiano per la CEVAA
Un Sentiero nella Foresta
raccolta di testi di fede, a cura di Renato Coïsson,
Stampato ma non pubblicato, 2006, Torre Pellice (TO), 165.
Una parola per Te, proprio per Te
- Il pane ha una caratteristica sostanziale che l'acqua non possiede.
È, come afferma la liturgia, frutto della terra e del lavoro dell'uomo.
- Il pane ha una caratteristica sostanziale che l'acqua non possiede.
L'acqua sgorga dalla terra o cade dal cielo, ma non è fabbricata dall'uomo.
Questo è il motivo per cui chi domanda il pane quotidiano, domanda implicitamente di poter lavorare e guadagnarsi un mezzo di sostentamento, e anche di aver cura della terra come matrice di ogni nutrimento terrestre.
Le preoccupazioni legate alla disoccupazione e all'ecologia vanno qui mano nella mano.
Se la citazione del pane fa pensare alla parte attiva dell'uomo, dobbiamo però ricordarci che il Padre nostro dà priorità all'idea del dono. «Dacci...». Infatti, ogni attività umana suppone un dono iniziale, cioè delle condizioni di vita favorevoli che non abbiamo creato da soli e che ci rendono capaci di agire.
La domanda di Paolo, posta in un contesto particolare: «Che cosa possiedi che tu non l'abbia ricevuto?» (1Cor 4,7), ha anche una portata universale, poiché ricorda che l'uomo vive di dati che sono davvero donati e che rappresentano le condizioni fondamentali di ogni agire.
La lista di queste condizioni è interminabile, poiché comprende tanti fattori, sia del mondo della natura che del mondo della storia, che collaborano per creare la base di una vita buona. Per farsene un'idea, è sufficiente che ciascuno pensi alla dipendenza dal suo corpo e dal suo ambiente naturale, così come dal suo contesto familiare e culturale, che lo precede e lo condiziona.
tratto da:
- Flemming Fleinert-Jensen, La preghiera fondamentale Conversazioni sul Padre Nostro
Traduzione dal francese: di Paola Scopece Revisione e adattamento: Alfio Filippi
(Itinerari Collana di spiritualità Dottrina esperienze testimonianze),
Edizioni Dehoniane Bologna, Bologna, 98.
Edizioni Dehoniane Bologna, Bologna, 98.





