foglio liturgico e di cultura biblica-teologica
gratuito
Domenica 23 agosto 2015 - 13a DOPO PENTECOSTE
BIBLICA
Evangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 6,56-69
Chi
mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me, e io in lui. Come
il Padre vivente mi ha mandato e io vivo a motivo del Padre, così chi mi mangia
vivrà anch'egli a motivo di me. Questo è il pane che è disceso dal cielo;
non come quello che i padri mangiarono e morirono; chi mangia di questo pane
vivrà in eterno».
Queste
cose disse Gesù, insegnando nella sinagoga di Capernaum.
Perciò molti dei suoi discepoli, dopo aver
udito, dissero: «Questo parlare è duro; chi può ascoltarlo?» Gesù, sapendo
dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano di ciò, disse loro: «Questo vi
scandalizza? E che sarebbe se vedeste il Figlio dell'uomo ascendere
dov'era prima? È lo Spirito che vivifica; la carne non è di alcuna
utilità; le parole che vi ho dette sono spirito e vita. Ma tra di voi ci
sono alcuni che non credono». Gesù sapeva infatti fin dal principio chi erano
quelli che non credevano, e chi era colui che lo avrebbe tradito. E
diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è dato
dal Padre».
Da allora molti dei suoi discepoli si tirarono indietro e
non andavano più con lui.
Perciò Gesù disse ai dodici: «Non volete
andarvene anche voi?» Simon Pietro gli rispose: «Signore, da chi andremmo
noi? Tu hai parole di vita eterna; e noi abbiamo creduto e abbiamo
conosciuto che tu sei il Santo di Dio».
BRICIOLE DI FEDE
PER UNA FEDE NON IN BRICIOLE
Maurizio Abbà
Gesù insegnava nelle sinagoghe.
Gesù ebreo frequentava e quindi partecipava ed insegnava nelle sinagoghe.
Le sinagoghe erano, e sono ancora oggi, i luoghi di adunanza delle
comunità ebraiche dove risuona la Parola di Dio letta e pregata.
Parola di Dio che si trova - se la cerchiamo si fa trovare - nella
Bibbia Ebraica, che i cristiani chiamano l’Antico Testamento.
(L'Antico Testamento è la chiave per aprire il Nuovo Testamento,
anch'esso Parola di Dio nell'ottica della fede cristiana).
Gesù Cristo offre un insegnamento che è pratica.
Pratica che sana le ferite.
È il pane della Sua Parola. Pane spezzato - pane da con-dividere.
Parole che aprono orizzonti che invitano a sperare concretamente.
Parole che non sempre sappiamo accogliere.
Proprio chi afferma di essere credente deve vigilare su di una fede che
rischia di restare solo in superficie. Una fede che rischia di essere senz'arte
né parte.
Più facile è tradire il messaggio di Gesù (anche con le migliori
intenzioni) che riuscire ad aderirvi per praticare il suo insegnamento. Bisogna
esserne consapevoli.
Bisogna essere altresì consapevoli che:
Gesù non esclude, non ha escluso neppure Giuda Iscariota che lo ha
tradito.
Nessuno escluso alla mensa di Gesù
Gesù non ha escluso nessuno dalla comunone con lui: non ha escluso Giuda
Iscariota, non ha escluso Pietro che rinnegherà poi Gesù ben tre volte, Giovanni
13,38; 18,27.
Nessuno escluso.
Alla Cena del Signore (l’Eucaristia) constatiamo che le chiese, quasi
tutte, separano ciò che Dio invece ha unito.
Dove andare? In Gesù Cristo siamo già a casa.
Una casa un po’ diversa da come immaginiamo: all’aria aperta, senza
recinzioni (quelle religiose, soprattutto senza recinzioni religiose), senza
barriere (neppure architettoniche in quanto nessuno è escluso).
- Con sorpresa, diciamo con enorme stupore, constatiamo che
l’insegnamento di Gesù da questo testo giovanneo, non ha successo dal punto di
vista proselitistico, “Da allora molti suoi discepoli si tirarono indietro e
non andavano più con lui” Giovanni 6,66.
Curioso vero? Le chiese solitamente (e le religioni in generale) bramano
di fare proseliti, desiderano aumentare il numero degli aderenti,
utilizzando a tal fine antichi e nuovi sistemi di attrazione.
- Gesù invece…la genuinità della Sua Parola e l’impegno richiesto non
risultavano accattivanti e c'era chi se ne andava e si allontanava da lui e dal
suo insegnamento.
- Sappiamo poi che se ne andarono tutti alla croce Gesù sarà solo, senza
i suoi discepoli, solo, senza i suoi apostoli.
Gesù sarà sulla croce tra altre due croci con due uomini considerati
anch'essi malfattori.
- Pietro una cosa l’aveva capita: che le parole di Gesù sono parole di
vita eterna
e sono le parole del Padre, parole di Dio.
Eppure, appunto, non è bastato, Pietro cadrà nella sua fragilità umana,
nella sua debolezza, nella sua poca fede.
Per questo l’apostolo Pietro possiamo sentirlo vicino a noi; non per
chissà quali meriti speciali acquisiti dall'apostolo sul campo della fede.
Possiamo allora un pochettino identificarci nelle sue magagne.
Pietro aveva compreso che le parole di Gesù erano parole che porgono senso
e sapore alla vita.
Eppure…
Eppure Pietro rinnegherà, come sappiamo, Gesù per tre volte.
La fede e la ricerca della comprensione del senso della vita richiede
una condivisione del pane costante, è pratica continua, pratica per tutta la
vita.
Per imparare che la pratica della fede non è esercizio di potere e la
ricerca del senso della vita non è monopolio di pochi, di nuovo: è
condivisione.
- Sono parole dure queste? A volte così sono state percepite e a volte
così sono ancora intese.
- Sono in realtà proprio le parole di cui abbiamo bisogno: le
parole di Gesù Cristo che non ci esclude e ci chiama a vivere ad un ritmo
diverso la nostra vita, un ritmo non frenetico che lascia spazio e fiato a ciò
che conta davvero.
E se nel corso della vita questo pane condiviso si sbriciola... ?
- Ne basteranno alcune briciole per ritrovare la via di casa e per
gustare i sapori di una fede che sarà sempre una fede liberatrice quindi
una fede che libera.
Quindi una fede liberata.
Una fede che libera da tutte le paure.
Una fede insieme agli altri nell'avventura della vita.
Una fede dono personale, individuale certo, ma altrettanto certamente
una fede da non vivere individualisticamente.
Dono da vivere nella compagnia della fede, nella compagnia della vita.