Giacomo Poretti
(del trio artistico: Aldo Giovanni e Giacomo)
porge questa intensa riflessione sulla Preghiera:
PERCHÉ PREGO
Tra
poco dovrò leggere alcune tra le preghiere più strazianti, tenere e
strabocchevoli di desiderio che l’umanità abbia mai composto. Ma prima
volevo dire qualche cosa anch’io sulla preghiera, in particolare cosa è,
per me, la preghiera.
Devo
premettere che il Signore, per me, era una specie di mamma, papà e
maresciallo dei carabinieri messi assieme, a cui ti rivolgevi per farti
esaudire richieste che non erano di competenza dei genitori: quando il
nonno o le zie stavano poco bene si pregava quel Signore di farli
guarire o quando il nostro vicino di casa, il sig. Mario, ha perso il
lavoro si è pregato sempre quel Signore. Una volta il babbo mi disse di
pregare per la nostra squadra che doveva giocare una partita importante,
ma mi disse anche di non dirlo alla mamma. Forse è per quello che la
nostra squadra ha perso: perché la mamma, non sapendolo, non si è unita
alle nostre preghiere. Si, perché avevo maturato una specie di
statistica nella quale emergeva confusamente un dato: e cioè, che le
preghiere rivolte a quel Signore là in alto venivano tanto più esaudite
quanto più erano collettive.
Io
credo di avere iniziato a pregare da solo verso i cinque anni, sarebbe
meglio dire ad esigere qualche cosa da quel Signore potentissimo che se
ne stava in alto da qualche parte: lo pregavo di farmi tornare presto
dalla colonia estiva dove i miei genitori mi mandavano tutti i mesi
d'agosto. La permanenza nella colonia era di un mese e io iniziavo a
pregare di farmi tornare a casa appena il treno si staccava dai binari
di Milano per andare in direzione della Liguria. Forse il Signore non
aveva tempo per un bimbo di sette anni che se ne stava un mese senza
vedere i suoi genitori. Per sei lunghe estati ho pregato in maniera
estenuante, senza che il Signore mi ascoltasse. Apparentemente.
Poi,
verso gli anni delle medie, a undici-dodici anni, ho cambiato
preghiera, anzi, richiesta: gli chiedevo di farmi diventare alto, glielo
chiedevo con tutto il cuore o, forse, con tutta la rabbia che avevo nel
cuore: «Fammi diventare alto! Fammi diventare alto!». Era
insopportabile una vita sotto il metro e cinquanta: i compagni mi
deridevano, le compagne mi ignoravano! «Fammi diventare alto, ti
prego!!!». Non mi ha ascoltato. Apparentemente. In quegli anni non avevo
un' ottima opinione di Lui: non mi ascoltava mai... e la lista delle
richieste inesaudite era diventata lunghissima.
Poi ci sono stati anni in cui ho smesso di pregarlo; ero convinto di poter fare a meno di Lui. Apparentemente.
Qualche
tempo fa una mia cara amica, mia e di mia moglie, si è ammalata
gravemente e nel volgere di qualche mese le sue condizioni erano tali
che da lì a poco avrebbe lasciato noi e la sua famiglia. Mi sono
ricordato delle zie e del nonno e mi sono messo a pregare; dopo poco ho
inteso che sarebbe stato inutile pregarlo di restituirle la vita e
allora ho espresso una preghiera strana, forse nemmeno così impegnativa
per Lui: lo pregai di togliere la paura a quella nostra amica, di
toglierle l’angoscia di sentirsi sola e abbandonata in quel momento
terribile: «Signore, ti prego, toglile la paura; donale, se possibile,
serenità, ti prego… ». E forse ho compreso. Ho compreso che quel
miracolo che chiedevo a Lui non solo era possibile, ma era già
realizzato: Il Signore guardava noi amici, il marito, i figli, guardava
me e diceva: «Solo se non scapperete lei non avrà paura, solo se
rimarrete lì lei non si sentirà sola ...».
Lui
ci indica il modo, ma gli artefici del miracolo siamo noi. Noi con Lui.
I miracoli bisogna desiderarli, ma soprattutto dobbiamo avere voglia di
realizzarli: noi con Lui, o meglio, Tu con noi. Noi preghiamo, ma forse
ancora di più Lui prega: e forse prega così: «Speriamo che smettano di
delegarmi, speriamo che capiscano che sono un loro alleato... Ah quanto
vorrei fare delle cose belle con loro....
A proposito Giacomo, cosa hai chiesto? Alto o grande?».
Il Signore ci ascolta sempre,
bisogna stare attenti a cosa gli si chiede!
Giacomo Poretti
tratto da:
www.youtube.com/watch?v=IhAt3dFgEKY
www.youtube.com/watch?v=IhAt3dFgEKY
www.biblia.org