DOMENICA 17 Maggio 2020
5a DOPO PASQUA – ROGATE (Pregate!)
Letture: Atti 8,5-8.14-17 Salmi 66 I Pietro 3,15-18
Evangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 14,15-21
15 «Se voi mi amate,
osserverete i miei comandamenti;
16 e io pregherò il
Padre, ed Egli vi darà un altro consolatore, perché stia con voi per sempre,
17 lo
Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo
conosce. Voi lo conoscete, perché dimora con voi, e sarà in voi.
18 Non
vi lascerò orfani; tornerò da voi.
19 Ancora
un po', e il mondo non mi vedrà più; ma voi mi vedrete, perché io vivo e voi
vivrete.
20 In
quel giorno conoscerete che io sono nel Padre mio, e voi in me e io in voi.
21 Chi
ha i miei comandamenti e li osserva, quello mi ama; e chi mi ama sarà amato dal
Padre mio, e io lo amerò e mi manifesterò a lui».
BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole
Maurizio Abbà
Le note
musicali della Preghiera
Il prof. Alberto
Mantovani immunologo, nel suo libro Il fuoco interiore ci aiuta a
capire che l’infiammazione è una delle maniere in cui il sistema
immunitario - preposto a fronteggiare le malattie e quindi a contrastare le
situazioni che possono causare pericoli per la nostra salute - è, al contempo
purtroppo, anche alla base di malattie molto diffuse.
In un certo senso è così anche per la
preghiera: risorsa basilare per la nostra fede, ma se diventa il bastone
violento che incute paure e alimenta sopraffazioni di una religiosità fondamentalista
che reca sofferenze infliggendo danni devastanti alla fede stessa.
La preghiera vera è dialogo, la preghiera è un delicato
comandamento.
Comandamento, biblicamente inteso è un segnale
indicatore di scelta per la Libertà.
-
Gesù
prega il Padre,
l’esempio di pregare, il contenuto della
preghiera (da non ripetere sempre come schema fisso, rigido e immutabile ma con
elasticità e fantasia) è certamente la preghiera universale e particolare del Padre nostro.
Qui l’insegnamento rinvia alla risorsa della
preghiera.
La preghiera non è un esercizio formale, non è
artificiale.
Nella sua veracità la preghiera è cercare di
strappare, con l’energia della tenerezza, quasi brandello dopo brandello, la
risposta dell’esaudimento nell’avventura della vita che richiede, come si
diceva una volta, il pane e le rose.
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Dalle
letture bibliche odierne:
in
Atti è,
finalmente, il male a gridare la sua sconfitta, ora i più deboli sono
rinvigoriti (Atti 8,7). Il segno del battesimo si evidenzia come preghiera
(Karl Barth) che abbisogna dell’attenzione e della solidarietà di tutti («imposero
loro le mani») e decisivo come sempre è lo Spirito Santo (Atti 8,17).
Il
Salmi 66 dà speranza che le nostre
preghiere possano essere accolte;
(annotazione
non secondaria: il sacrificio di buoi e capri, v.15, non è necessario. - Vedremo,
tra poco, ciò che invece dobbiamo imparare a sacrificare o meglio che dobbiamo imparare
a perdere, sarà Ezio Bosso a ricordarcelo).
In
I Pietro troviamo, v. 15b,
l’affermazione alla base della Teologia Fondamentale (non fondamentalistica!)
ossia la parte della teologia che dopo una fase storicamente apologetica si
occupa di dialogare a partire dalla propria identità e dalle proprie radici,
con tutti coloro che lo desiderano. «Render conto della speranza che è in voi»,
essere abitati dalla speranza e, su richiesta, saperla irradiare; v. 16b: «ma
fatelo con mansuetudine e rispetto». Vera Benedizione!
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Pregare Dio, è l’unica preghiera verace. Questa
Domenica è denominata Pregate!, rettamente inteso: non obbligare gli
altri a pregare, ma il pregare in prima persona.
Pregare Chi? Il
rivolgersi in preghiera a qualcuno che non è Dio: - se si tratta di una persona
vivente è una forma di umiliante sudditanza; - se invece si tratta di una
preghiera rivolta ad una persona ormai defunta, allora risulta una preghiera
vuota.
La preghiera genuina è a Dio. Il Dio
d’Israele-Dio di Gesù Cristo.
Tutto questo
in quanto solo Dio è Dio. Dio Padre Figlio Spirito Santo.
Rivolgersi a Dio richiede una fede semplice e coraggiosa.
Fede che pur nella sua fragilità modella la preghiera.
Viceversa vale anche la seguente affermazione:
“La preghiera è figlia della fede, ma la figlia
deve nutrire la madre”,
frase che il filosofo danese Søren Aabye Kierkegaard
citava ed è una frase che ci ricorda
che la preghiera autentica sa, alla bisogna, con
sobrietà, Consolare per davvero;
v.16: «Paraclito» termine che nel linguaggio
giuridico indica l’avvocato difensore,
nel senso più prettamente biblico: consolatore, intercessore.
Questo termine si trova solo nell’opera giovannea e può indicare Gesù stesso (I Gv 2,1) o
lo Spirito (Gv 14,16.26, 15,26; 16,7). Indica anche il ‘Proclamatore’
ossia chi nella Sinagoga dopo aver compreso la volontà di Dio la proclama.
La preghiera chiede il compiersi della volontà
compassionevole di Dio.
Ci vuole chutzpah che in lingua yiddish ha
il significato di “audacia”.
L’ausilio verace dello Spirito Santo aiuta a
discernere ciò che conta davvero,
e così non restiamo soli, non siamo abbandonati,
anche se perdiamo non siamo perduti.
Con queste parole, al Festival di Sanremo 2016, l’artista
Ezio Bosso, delinea il brano musicale Following a Bird [Album The
12th Room]:
«Proprio seguendo quell’uccellino che volava mi sono perso e mi
sono messo a ragionare sull’importanza di perdersi per imparare a seguire significa
anche questo: perdere per imparare a seguire un’altra strada: perdere è brutto
ma non è brutto perdere i pregiudizi, perdere le paure, perdere il dolore».
Maurizio Abbà