sabato 16 novembre 2019

la Lumière - Isaia 65,17-25 - Domenica 17 novembre 2019

foglio biblico, teologico, liturgico

DOMENICA 17 NOVEMBRE - 23a DOPO PENTECOSTE


ISAIA 65,17-25

17 Poiché, ecco, io creo nuovi cieli e una nuova terra;
non ci si ricorderà più delle cose di prima;
esse non torneranno più in memoria.
18 Gioite, sì, esultate in eterno per quanto io sto per creare; 
poiché, ecco, io creo Gerusalemme per il gaudio,
e il suo popolo per la gioia.
19 Io esulterò a motivo di Gerusalemme e gioirò del mio popolo;
là non si udranno più voci di pianto né grida d'angoscia;
20 non ci sarà più, in avvenire, bimbo nato per pochi giorni,
né vecchio che non compia il numero dei suoi anni;
chi morirà a cent'anni morirà giovane
e il peccatore sarà colpito dalla maledizione a cent'anni.
21 Essi costruiranno case e le abiteranno;
pianteranno vigne e ne mangeranno il frutto.
22 Non costruiranno più perché un altro abiti,
non pianteranno più perché un altro mangi;
poiché i giorni del mio popolo saranno come i giorni degli alberi;
i miei eletti godranno a lungo l'opera delle loro mani.
23 Non si affaticheranno invano,
non avranno più figli per vederli morire all'improvviso;
poiché saranno la discendenza dei benedetti del SIGNORE e i loro rampolli staranno con essi.
24 Avverrà che, prima che m'invochino, io risponderò;
parleranno ancora, che già li avrò esauditi.
25 Il lupo e l'agnello pascoleranno assieme,
il leone mangerà il foraggio come il bue, e il serpente si nutrirà di polvere. 

Non si farà né male né danno su tutto il mio monte santo»,
dice il SIGNORE. 





BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole 

Una primizia del Regno di Dio
Maurizio Abbà

Il panorama, apparentemente idilliaco, tratteggiato da questo testo isaiano
ci fa riflettere.
Innanzitutto su come siamo, purtroppo, lontani dal respirare l'aria gioiosa 
di una pratica nonviolenta
qui offerta allo sguardo della nostra immaginazione. 
La dimensione della gioia è stata, solitamente, accantonata dalle chiese cristiane.
La gioia dovrebbe essere parte costitutiva della vita dei cristiani e di tutti.

Tutti, già tutti, anche gli animali che afferma Isaia pacificamente conviveranno insieme,
almeno in piccola parte non è impossibile già oggi,
il vero problema sono gli esseri umani che non sanno convivere tra loro
Le continue guerre che attraversano la Storia e il Presente
per avidità di possedere e dominare sono lì a confermarlo, purtroppo.


Il testo del libro biblico del profeta Isaia è, come detto, solo apparentemente idilliaco,
infatti, non scatta una 'fotografia' del paradiso.
Il brano del profeta è più realista di quanto appare ad una lettura troppo rapida.
Scorre davanti a noi la possibilità di vivere ad un ritmo diverso non frenetico,
con uno stile di vita da cambiare in molte abitudini, 
profondamente diverso, da quello cui siamo ormai abituati.

Il testo isaiano, occorre evidenziarlo con energia,
è certamente un testo evangelico proprio nel senso di Buona Notizia.
Sarebbe possibile l'orizzonte di vita prospettato, ma la responsabilità 
di poterlo realizzare ricade su noi esseri umani, sarebbe il nostro compito.

Il testo isaiano porge un assaggio del Regno di Dio, ma è solo un assaggio,
non è il Regno di Dio.
Lo comprendiamo dal fatto che la morte non è ancora... morta.
Sicuramente per nostra gioia e per il nostro impegno
questo passo profetico è una primizia del Regno di Dio che ci è offerta,
che sollecita il nostro agire e il nostro pensare.
La sconfitta definitiva della morte, già avvenuta in Cristo per la fede evangelica,
attende il suo pieno e definitivo compimento,
allora sì sarà pienamente arrivato il Regno di Dio.  
La realtà del Regno di Dio è oltre, molto oltre la pennellata delineata
dal profeta Isaia.
Gioia e ancora Gioia eterna sarà,
nel frattempo, ora, riuscire, ad accogliere, seppur solo a brandelli,
attimi di felicità.