il testo seguente è tratto da: www.riforma.it
«L’infallibile parola di Dio»
È il titolo di un documento elaborato dalla Chiesa d’Inghilterra
in cui
si riconosce il ruolo del cristianesimo nella diffusione
dell’antisemitismo.
È la prima autorevole dichiarazione anglicana
sull’argomento
La Chiesa
d’Inghilterra ha pubblicato un documento in cui riconosce il ruolo del
cristianesimo in secoli di antisemitismo e la sua rinascita in tempi
moderni.
Il documento, intitolato L’infallibile parola di Dio,
è la prima autorevole dichiarazione della Chiesa d’Inghilterra,
anglicana, sull’argomento; in esso si delineano i fallimenti storici nei
confronti degli ebrei, tra cui il ruolo della teologia cristiana
nell’elaborazione dello stereotipo negativo e nella persecuzione del
popolo ebraico. Tali atteggiamenti, afferma il documento, hanno fornito
un «terreno fertile per l’antisemitismo omicida».
Il documento cita i commenti dell’arcivescovo di
Canterbury, Justin Welby, che in un rapporto del 2016 affermava che gli
insegnamenti teologici della Chiesa avevano «aggravato la diffusione del
virus» dell’antisemitismo invece di offrire un antidoto.
Il documento prosegue la riflessione su questo
punto, affermando: «L’attribuzione della colpa collettiva al popolo
ebraico per la morte di Cristo e la conseguente interpretazione della
sua sofferenza come punizione collettiva inviata da Dio ne è un chiaro
esempio. Tali idee hanno contribuito a favorire l’accettazione passiva
se non il sostegno positivo di molti cristiani alle azioni che hanno
portato alla Shoah. Il riconoscimento da parte della Chiesa di avere una
notevole misura di responsabilità nella diffusione dell’antisemitismo
richiede una risposta da parte della Chiesa».
Il documento è stato elabotato dalla Commissione Fede e Costituzione della
Chiesa d’Inghilterra e invita i cristiani a pentirsi dei “peccati del
passato” compiuti nei confronti degli ebrei. Il testo dice anche che i
cristiani hanno oggi il “dovere” di vigilare sul perpetuarsi degli
stereotipi negativi e “di respingere gli usi impropri della dottrina
cristiana”. “L’indagine teologica” è necessaria per scoprire la teologia
antisemitica presente in un’ampia gamma di ambiti: dalle borse di
studio accademiche agli studi sull’Antico Testamento, dai testi
ufficiali della chiesa alla predicazione quotidiana, dai metodi di
evangelizzazione agli inni, dall’iconografia religiosa ai riti.
Il documento chiede ai cristiani di vedere la
relazione cristiano-ebraica come un “dono di Dio alla Chiesa” avente un
“significato singolare”. Il vescovo di Coventry, il dott. Christopher
Cocksworth, presidente della Commissione Fede e Costituzione, ha
dichiarato: «Riconoscere i pregiudizi sull’ebraismo e sul popolo ebraico
ed esplorarli teologicamente sono una sfida che riguarda l’intera
Chiesa. Questa sfida è anche una preziosa opportunità. Siamo convinti
che il rapporto ebraico-cristiano è un dono di Dio alla Chiesa, che deve
essere ricevuto con cura, rispetto e gratitudine, in modo che possiamo
imparare più a fondo quali siano gli scopi di Dio per noi e per il mondo
intero».
Nella postfazione al documento, il rabbino capo
Ephraim Mirvis
ha parlato del «dolore che ha così spesso rovinato la lunga storia delle relazioni tra ebrei e cristiani».
ha parlato del «dolore che ha così spesso rovinato la lunga storia delle relazioni tra ebrei e cristiani».
Pur definendo il documento «sensibile e inequivocabile nel rintracciare il ruolo del cristianesimo nell’amara saga della persecuzione ebraica», Mirvis ha criticato le organizzazioni evangeliche anglicane che promuovono la conversione degli ebrei.
Nella prefazione, l’arcivescovo di Canterbury
afferma che la Chiesa d’Inghilterra ha ancora molto da imparare sui suoi
rapporti con la comunità ebraica. «La nostra comprensione della
rivelazione di Dio in Cristo è impoverita quando non riusciamo ad
apprezzare la chiamata di Dio rivolta al popolo ebraico», ha detto. «In
parole povere, la Chiesa impoverisce la sua stessa identità quando
rifiuta il dono dell’incontro ebraico-cristiano. (…) Comprendere il
rapporto tra cristianesimo ed ebraismo non è un optional, ma è una
componente vitale della formazione e del discepolato cristiani. Quel
rapporto modella la nostra lettura quotidiana della Bibbia, la
preghiera, l’adorazione, nonchè le relazioni che abbiamo con i nostri
amici e colleghi ebrei. La mia speranza è che il documento L’infallibile parola di Dio abbia
un impatto anche sull’insegnamento, sulla predicazione e sulle liturgie
delle congregazioni della Chiesa d’Inghilterra. Credo che come leader
laici e del clero abbiamo ancora molto da imparare su una presentazione
più veritiera e fedele del dono dell’incontro cristiano-ebraico».
Il documento è stato invece criticato dalla
studiosa ebrea, Dr Irene Lancaster, che ha dichiarato: «La Chiesa
d’Inghilterra ha ignorato per troppo tempo la difficile situazione del
popolo ebraico in termini sia di parole che di azioni. Il vero
pentimento sarebbe lavorare con gli illustri studiosi ebrei di questo
paese, dello Stato di Israele e degli Stati Uniti. Ma questo è qualcosa
che la Chiesa d’Inghilterra trova impossibile fare».
