DOMENICA 11 FEBBRAIO - ESTO MIHI
Sii per me una forte rocca! - Salmi 31,2c
Evangelo di Gesù Cristo secondo Marco 1,40-45
Versione Interconfessionale (da: www.bibbiaedu.it)
Gesù ebbe compassione di lui, lo toccò con la mano e gli disse:
— Sì, lo voglio: guarisci!
42E subito la lebbra sparì e quell’uomo si trovò guarito.
Allora Gesù gli parlò severamente e lo mandò via dicendo:
la Lumière
Gesù guarisce il Lebbroso
Duomo di Monreale
BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole
TOCCARE L’INTOCCABILE
PER UNA POSSIBILITÀ DI PURIFICAZIONE
Meditazione di Maurizio Abbà
La persona bandita per la 'lebbra', viveva in una sorta di lockdown totale e permanente.
Era un confinamento rigido per una malattia che marchiava la carne della sua pelle.
La persona malata era senza la prospettiva sicura di miglioramenti.
L’assenza di luogo
Notiamo che non vi è l’indicazione del luogo dove si svolge l’accadimento della guarigione.
Come interpretare questo silenzio nel testo?
Quando vi è un’assenza possiamo inserire, al suo posto, qualcosa di noto, di familiare, per sentire la vicenda più vicina, per esserne maggiormente coinvolti;
oppure concentrarci non sul dove e tutto sommato neppure sul come,
ma sull’effetto della guarigione che apre nuove prospettive di vita.
I ‘rischi' della predicazione
L’accezione, qui, non è di contrasto polemico, ma ci rende l’idea dell’estrema friabilità di una diffusione, seppur entusiasta, ma rarefatta, non scevra da possibili ambiguità che, seppur involontariamente, potrebbe distorcere proprio la Buona Notizia salutare.
La persona guarita dalla 'lebbra' diffonde irresistibilmente, la notizia della sua guarigione richiamando l’attenzione e l’interesse delle folle, che inevitabilmente potremmo dire, esigono ulteriori guarigioni con il rischio di uno scivolamento meramente propagandistico della missione di Gesù.
Quando il lago di dolore diventa un mare e poi ancora più grande che ci pare un oceano di dolore, è nel dolore che la fede corre i suoi rischi, il rischio più grande:
la fede può diluirsi fino a disperdersi e poi dissolversi.
Se vuoi tu puoi,
Toccare l’intoccabile per una possibilità di purificazione
Non Tommaso detto Didimo (Giovanni 20,25), con il suo (che è poi anche il nostro):
Se non vedo non credo...
(anche questo Se ... era già presente nelle Tentazioni rivolte a Gesù nel deserto,
Matteo 4,3.6; Luca 4,3.9),
ma Gesù con il suo in-segnamento spirituale concreto:
credo che posso, quindi Risano.
Toccare vuol dire anche affrontare paure, pregiudizi, dolori,
per attraversarli
e non esserne spaventati
e non essere frammentati da essi.
Restando interi con le nostre fragilità,
ma cambiando davvero in profondità,
cambiando anche pelle.
disegno di Monique Bruant e Catherine Chion dalla rivista Signes d’Aujourd’hui,riportato da: Servizio della Parola strumento di lavoro per la comunicazione di fede nelle assemblee, 524/2021, Editrice Queriniana Brescia, 2020, 183.

