venerdì 9 febbraio 2024

TOCCARE L’INTOCCABILE PER UNA POSSIBILITÀ DI PURIFICAZIONE

 

DOMENICA 11 FEBBRAIO - ESTO MIHI 

Sii per me una forte rocca! - Salmi 31,2c


Evangelo di Gesù Cristo secondo Marco 1,40-45

Versione Interconfessionale (da: www.bibbiaedu.it)

Un *lebbroso venne verso Gesù, si buttò in ginocchio e gli chiese di aiutarlo. Diceva:
— Se vuoi, tu puoi guarirmi.
Gesù ebbe compassione di lui, lo toccò con la mano e gli disse:
— Sì, lo voglio: guarisci!
42E subito la lebbra sparì e quell’uomo si trovò guarito.
Allora Gesù gli parlò severamente e lo mandò via dicendo:
— Ascolta! Non dir niente a nessuno di quel che ti è capitato. Va’ invece dal *sacerdote e fatti vedere da lui; poi offri per la tua guarigione quello che Mosè ha stabilito nella *Legge. Così avranno una prova.
Quell’uomo se ne andò, ma subito cominciò a raccontare quello che gli era capitato. Così la notizia si diffuse, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città. Se ne stava allora fuori, in luoghi isolati; ma la gente veniva ugualmente da lui da ogni parte.

la Lumière

Gesù guarisce il Lebbroso

Duomo di Monreale 


BRICIOLE DI FEDE

per una fede non in briciole


TOCCARE L’INTOCCABILE

PER UNA POSSIBILITÀ DI PURIFICAZIONE

                 

                          Meditazione di Maurizio Abbà


La persona bandita per la 'lebbra', viveva in una sorta di lockdown totale e permanente.

Era un confinamento rigido per una malattia che marchiava la carne della sua pelle. 

La persona malata era senza la prospettiva sicura di miglioramenti.


L’assenza di luogo

Notiamo che non vi è l’indicazione del luogo dove si svolge l’accadimento della guarigione.

Come interpretare questo silenzio nel testo?

Quando vi è un’assenza possiamo inserire, al suo posto, qualcosa di noto, di familiare, per sentire la vicenda più vicina, per esserne maggiormente coinvolti;

oppure concentrarci non sul dove e tutto sommato neppure sul come

ma sull’effetto della guarigione che apre nuove prospettive di vita.


I ‘rischi' della predicazione

v. 45a Ma quello, appena partito, si mise a proclamare e a divulgare il fatto
La persona risanata si mise, letteralmente, 
a predicare molto

in latino “At ille egréssus coepit praedicáre diffamáre sermónem” 
nella traduzione latina della Vulgata Clementina.

Laccezione, qui, non è di contrasto polemico, ma ci rende l’idea dell’estrema friabilità di una diffusione, seppur entusiasta, ma rarefatta, non scevra da possibili ambiguità che, seppur involontariamente, potrebbe distorcere proprio la Buona Notizia salutare.

La persona guarita dalla 'lebbra' diffonde irresistibilmente, la notizia della sua guarigione richiamando l’attenzione e l’interesse delle folle, che inevitabilmente potremmo dire, esigono ulteriori guarigioni con il rischio di uno scivolamento meramente propagandistico della missione di Gesù.

Quando il lago di dolore diventa un mare e poi ancora più grande che ci pare un oceano di dolore, è nel dolore che la fede corre i suoi rischi, il rischio più grande:

la fede può diluirsi fino a disperdersi e poi dissolversi.

Se vuoi tu puoi,

richiesta non da intendere come tentazione, ma è proprio qui, che possiamo vedere la forza straripante della Misericordia che si esprime in Gesù, v.41.
Misericordia che richiede non propaganda, ma il contagio dell’amore. 


Toccare l’intoccabile per una possibilità di purificazione

La persona malata resta una persona con una malattia (per quanto grave) che, seppur provata, ha ancora desiderio di voler ri-cominciare, ha sete e fame di vita.
Per dirla con la filosofa e scrittrice ebrea Esther detta Etty Hillesum (1914-1943), 
uccisa ad Auschwitz nella Shoah, sono sue parole:
«“Temprato” distinguerlo da “indurito”».

Non Tommaso detto Didimo (Giovanni 20,25), con il suo (che è poi anche il nostro): 

Se non vedo non credo... 

(anche questo Se ... era già presente nelle Tentazioni rivolte a  Gesù nel deserto, 

Matteo 4,3.6; Luca 4,3.9),

ma Gesù con il suo in-segnamento spirituale concreto: 

credo che posso, quindi Risano


Toccare vuol dire anche affrontare paure, pregiudizi, dolori, 

per attraversarli 

e non esserne spaventati 

e non essere frammentati da essi.


Restando interi con le nostre fragilità,

ma cambiando davvero in profondità,

cambiando anche pelle.

disegno di Monique Bruant e Catherine Chion dalla rivista Signes d’Aujourd’hui

riportato da: Servizio della Parola strumento di lavoro per la comunicazione di fede nelle assemblee, 524/2021, Editrice Queriniana Brescia, 2020, 183.