giovedì 22 febbraio 2024

Estetica della Fede: la bellezza dell'ascoltare per poter vedere

 

DOMENICA 25 FEBBRAIO 

2a DEL TEMPO DI PASSIONE - REMINISCERE

Ricòrdati, o SIGNORE, 

delle tue compassioni e della tua bontà, perché sono eterne

                                                                                      Salmi 25,6


Versione Nuova Riveduta

   Evangelo di Gesù Cristo secondo Marco 9,2-10

Mt 17,1-13; Lc 9,28-36; II Pietro 1,16-18

2 Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo, Giovanni e li condusse soli, in disparte, sopra un alto monte. E fu trasfigurato in loro presenza; 3 le sue vesti divennero sfolgoranti, candidissime, di un tal candore che nessun lavandaio sulla terra può dare. 

4 E apparve loro Elia con Mosè, i quali stavano conversando con Gesù. 5 Pietro, rivoltosi a Gesù, disse: «Rabbì, è bello stare qua; facciamo tre tende: una per te, una per Mosè e una per Elia». 6 Infatti non sapeva che cosa dire, perché erano stati presi da spavento. 

7 Poi venne una nuvola che li coprì con la sua ombra; e dalla nuvola una voce: 

«Questo è il mio diletto Figlio; ascoltatelo». 

8 E a un tratto, guardatisi attorno, non videro più nessuno con loro, se non Gesù solo.

9 Poi, mentre scendevano dal monte, egli ordinò loro di non raccontare a nessuno le cose che avevano viste, se non quando il Figlio dell'uomo fosse risuscitato dai morti. 

10 Essi tennero per sé la cosa, domandandosi tra di loro che significasse quel risuscitare dai morti.


la Lumière

- I racconti della Trasfigurazione sono narrati con l'affermazione:

 "dopo 6 giorni", in Marco e Matteo, "otto giorni dopo" in Luca,

i biblisti hanno fornito diverse ipotesi per la variante numerica in Lc, sono ipotesi appunto,

ora non mi soffermo su questo.


- Non c’è indicazione, in alcun brano neotestamentario,

dell’ubicazione esatta del monte della Trasfigurazione 

('Tabor' è della tradizione, ma non è scritturale).

Il 'monte' Tabor, con i suoi 575 metri di altitudine resta verosimile come accessibilità

rispetto ad altri,

 es: il monte Hermon, massiccio montuoso, con tre cime, la più alta arriva a 2814 m.


Trasfigurazione: in Marco e Matteo è, alla lettera, metamorfosi,

tradotto con: 'trasformare'

parola che invece non ritroviamo in Lc, 

per esigenza di comprensibilità e rispetto dell'uditorio specifico cui Luca si rivolge, 

uditorio composto soprattutto da lettori di estrazione greca, 

che sarebbe andato subito con il pensiero alle 'metamorfosi' degli dèi greci.

- Torniamo a Marco, 'metamorfosi', 'trasformazione', 

è un termine presente solo qui in Mc,

è un cambiamento esteriore che in Gesù irradia bellezza, ma la sua personalità è intatta.

Questo per insegnare, al contrario, a noi

un cambiamento di una bellezza profondamente interiore

e non di sola facciata (che pure non è disdicevole, ma è conseguente).


Giovanni Bellini  La Trasfigurazione di Cristo   (1478-1479 circa)  

olio su tavola    116x154 cm    Museo nazionale di Capodimonte - Napoli


BRICIOLE DI FEDE

per una fede non in briciole

Estetica della Fede:

la bellezza dell'ascoltare per poter vedere

                   

                                    Meditazione di Maurizio Abbà

 

Questo racconto di Marco esorta a riscoprire il senso di una Estetica della Fede 

certo non frivola, sicuramente non superficiale, 

ma una bellezza dai pregnanti e profondi risvolti etici (ma non moralistici).

Estetica della Fede: 

teologicamente con le sue radici antiche è un ramo molto giovane

della riflessione teologica ed è un ramo in vigorosa crescita.


In Genesi nel primo racconto che ci è narrato della creazione 

il termine tob, che ricorre più volte, 

vuol dire bello e buono, bella e buona, massima inclusività!

La bellezza è anche nell’ascoltare, 

quando non è solo un mero sentire, 

ma un ascolto vero che è sensibilità, empatia, 

per poter vedere soprattutto con gli occhi del cuore. 

Un cuore che cerca di lasciarsi trasformare 

e con esso la mente, un cambiamento di mentalità evangelicamente inteso 

che può sorprendere e che può lietamente sorprenderci. 

Seppur in una ricerca che conosce dapprima le salite, 

poi tende da campo, certamente provvisorie e successive discese doverose. 

Il tutto vincendo le paure, anche le paure dei momenti silenziosi meditativi,

e, ancora una volta, con l'accorgimento mai da soli.