DOMENICA 18 FEBBRAIO
1a DEL TEMPO DI PASSIONE - INVOCAVIT
Egli mi invocherà, e io gli risponderò;
sarò con lui nei momenti difficili;
lo libererò, e lo glorificherò.
Salmi 91,15
Evangelo di Gesù Cristo secondo Marco 1,12-15
12 Subito dopo lo Spirito lo sospinse nel deserto; 13 e nel deserto rimase per quaranta giorni, tentato da Satana. Stava tra le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano.
la Lumière
(1872) Galleria statale Tret'jakov - Mosca
BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole
Gesù Cristo è solo ciò che conta davvero
Meditazione di Maurizio Abbà
Il passo per la denominazione di questa Domenica - Invocavit è tratto dal Salmo 91,
e proprio la citazione da Salmi 91,11-13:
Poiché egli comanderà ai suoi angeli
di proteggerti in tutte le tue vie.
Essi ti porteranno sulla palma della mano,
perché il tuo piede non inciampi in nessuna pietra.
Tu camminerai sul leone e sulla vipera,
schiaccerai il leoncello e il serpente.
notiamo che è proprio uno dei brani biblici citati dall’aggressore in:
Matteo 4,5; Luca 4,10-11.
-Gesù dice no e in questo no, c’è anche il fatto che non vuole dominare con violenza sul regno animale, un dettaglio sovente trascurato ma ora finalmente da rimarcare.
‘Conversione’ è un ritornare, un verbo di moto, non è statico,
è parte del programma di ‘contapassi’ del movimento cristiano originario denominato
La Via (Atti 9,2; 19,9; 19,23; 22,4; 24,14.22).
Nei passi paralleli di Matteo e Luca sono descritte in dettaglio le tentazioni,
in Mc appena un cenno. Questo fa riflettere. Il soffermarsi di Mt e Lc costituisce una presa di coscienza della diabolicità del potere che l’Aggressore vorrebbe inoculare anche in Gesù.
Le tentazioni in Mt 4,1-10: assenza di pane, sul pinnacolo del tempio, su un monte altissimo ad ammirare i regni mondani.
Le tentazioni in Lc 4,1-13: manca il pane, il fascino dei regni terreni e il dominio sul tempio dal pinnacolo del tempio medesimo, sono le stesse tentazioni riportate in Matteo ma con la variante, non insignificante, che l’ultima è quella diremmo oggi “ecclesiastica” con una serie di considerazioni che possono scaturire.
In Marco l’accento è sul mettere in guardia dal soffermarsi su di una demonologia devastante,
invece ciò che conta davvero è e sarà Gesù,
ciò che conta davvero è la con-centrazione in Gesù,
la concentrazione nella Cristologia.
Credere in
infatti non si crede nel diavolo, ma si crede in Dio.
Neppure nella chiesa (il pinnacolo del tempio!),
non è un credere nella chiesa,
ma con il Credo confessiamo: credo la chiesa.
Una possibile traduzione, a calco:
Il tempo è adesso e il regno di Dio è vicino:
convertitevi e credete in la buona notizia
mentre Matteo e Luca insegnano a fronteggiare il potere (attenzione senza presunzioni e sottovalutazioni, non bisogna dimenticare che il Potere è un professionista in materia...)
Marco insegna a spostare l’accento su ciò che conta davvero: l’Evangelo, che non è uno slogan ma la Buona Notizia, e noi desideriamo essere circondati da Buone Notizie.
Non basta citare la Bibbia, il Satana la cita a raffica, infatti non si rifà ad un trattato di demonologia per aggredire Gesù, ma sulle citazioni scritturali.
Ebbene Gesù proprio con la Scrittura resterà ancorata alla Parola di Dio con discernimento e puntualità sorprendente ed inaspettata: è il tempo appropriato e decisivo, è il kairòs.
