collana Fondamenta
EDB Edizioni Dehoniane Bologna, 2019-2020.
schede tratte dal sito: www.dehoniane.it
La formazione della Chiesa come istituzione corre parallela a quella del
cristianesimo come religione. Verso la fine del II secolo, infatti, è
ormai attestata l'esistenza di un'istituzione che comprende una
costellazione di Chiese locali disseminate nel bacino del Mediterraneo,
tra cui spiccano Roma, Alessandria e Antiochia.
Incentrate sulle figure
dei vescovi, dotati di ampi poteri di governo e assistiti da presbiteri e
diaconi, le Chiese locali comunicano tra di loro attraverso la
corrispondenza e si coordinano mediante sinodi che decidono in merito a
questioni importanti.
Dotate di un canone di scritti rivelati - le
Scritture ebraiche, rilette come Antico Testamento, e il corpus degli
scritti del Nuovo - posseggono forme di liturgia e culto comuni.
Alla
fine del II secolo si può dunque parlare dell'esistenza, oltre che della
«grande Chiesa» come istituzione, di una vera e propria religione
cristiana, distinta dalla sua matrice giudaica, che ha una chiara base
sociale, è strutturata istituzionalmente, ha proprie credenze, pratiche e
testi normativi, i caratteri fondamentali che definiscono una
religione.
Ancora oggi, nel linguaggio comune, tutto quanto è
«medievale» è soggetto a percezioni diametralmente opposte: da un lato
l'idea di un Medioevo ridente, una sorta di tenera infanzia
dell'Occidente, con l'aura mitica che avvolge cavalieri e santi,
trovatori e monaci copisti, e che fa il successo di grandi monumenti (da
Castel del Monte al cammino di Santiago); dall'altro la perdurante idea
di un Medioevo oscurantista e feroce, con la barbarie delle crociate,
le fiamme dei roghi inquisitoriali, la misoginia del potere soprattutto
ecclesiastico.
Questi modi opposti di pensare il Medioevo si riferiscono
soprattutto a fenomeni propri della storia della Chiesa, di cui si
esalta la provvidenzialità della funzione salvifica e «unificatrice» o,
al contrario, si biasima la prepotente violenza.
Il volume attraversa e
precisa i fattori che hanno generato questi luoghi comuni per raccontare
il Medioevo ecclesiastico con il passo della storia.
Sarà facile vedere
che non esistono né leggende nere né leggende auree, interpretazioni
che vanno anch'esse storicizzate, essendo imposte, rispetto al Medioevo,
rispettivamente dalla cultura illuministica e da quella romantica.
Il
volume si colloca in una collana di testi rigorosi e agili a un tempo,
rivolti soprattutto al pubblico di università, facoltà teologiche,
istituti di scienze religiose e seminari.
La Rivoluzione francese lascia nel mondo cattolico una profonda
impressione. Una tradizione millenaria, caratterizzata da una società
che si richiamava in tutte le sue articolazioni ai valori cristiani,
viene bruscamente interrotta e il periodo del Terrore giacobino produce
uno choc difficilmente riassorbibile.
Si fa ricorso alla violenza per
costringere i sacerdoti ad abbandonare lo stato clericale, si
impediscono ai fedeli le pratiche religiose, si cancella la presenza
cristiana dallo spazio urbano riorganizzando la scansione del tempo
(calendario rivoluzionario), trasformando la sonorità pubblica
(sostituzione del tamburo alle campane) e rifondando la ritualità
civile.
Il tentativo di scristianizzazione si accompagna a un altro
fenomeno che aumenta le preoccupazioni degli ambienti cattolici: la
nascita di nuove religioni che pretendono di sostituirsi al
cristianesimo.
I culti rivoluzionari manifestano, infatti, la tendenza a
sviluppare religioni secolari che, sacralizzando forme della politica,
prendono il posto della religione cristiana come via per fornire una
legittimazione ultima, assoluta e intangibile agli assetti del consorzio
umano.


