venerdì 3 luglio 2020

la Lumière - Matteo 11,25-30

foglio biblico, teologico, liturgico

DOMENICA 5 Luglio 2020

5a DOPO PENTECOSTE

versione biblica Nuova Riveduta

Evangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 11,25-30

25 In quel tempo Gesù prese a dire: «Io ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e agli intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli.  
26 Sì, Padre, perché così ti è piaciuto.  
27 Ogni cosa mi è stata data in mano dal Padre mio; e nessuno conosce il Figlio, se non il Padre; e nessuno conosce il Padre, se non il Figlio, e colui al quale il Figlio voglia rivelarlo.  
28 Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo.  
29 Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me, perché io sono mansueto e umile di cuore; e voi troverete riposo alle anime vostre;  
30 poiché il mio giogo è dolce e il mio carico è leggero».




BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole  


Dolcezza al centro della vita

Maurizio Abbà

La Rivelazione è lo svelamento della volontà di Dio
che in Gesù Cristo fa sbocciare una lode che diventa quasi un canto, 
un canto di lode di Gesù, una rivelazione che si rivolge ai 'piccoli',
essi sono graditi nella misericordia del SIGNORE così come attestato, ad esempio, in Salmi 145.

Il Figlio si rivela e come? Lodando il Padre!
La lode come genere letterario della Rivelazione.

Questo testo è uno dei testi base della teologia biblica trinitaria. Richiama in semplicità, in tutta semplicità che la lode e quindi la preghiera consente di aprire le porte della conoscenza rivolta ai 'piccoli'.

Chi sono i piccoli? Sono quelli che sono fieri della loro fede – ma non arroganti! - .

Attenzione, non si tratta di fare degli schematismi automatici del tipo:
persona semplice accolta da Dio - persona dotta respinta da Dio,
no, sarebbe soltanto un altro meccanismo ingiusto che non rende giustizia al fatto che Dio accoglie coloro che sono considerati degli scartati dai potenti,
-       perché nel piano di Dio perdente non vuol dire perduto.

Il messaggio della Buona Notizia è accolto da persona semplici perché l’Evangelo è semplice, certo richiede impegno, ma è più semplice di quanto si voglia far credere è l’amore misericordioso di Dio in azione.

Purtroppo l’ufficio affari complicazioni è attivo anche tra chi annuncia il messaggio evangelico, il risultato è quello di rendere la Buona Notizia farraginosa e spigolosa.

Seguire Gesù, abbiamo visto anche la settimana scorsa, è la Sequela il che vuol dire essere al seguito di Gesù Cristo Risorto e della sua croce.
Il riformatore Giovanni Calvino parlava del "servizio militare della croce", *
* La citazione di Calvino in LUZ, 285.

rettamente inteso, ciò che identifica questo servizio è la massima forza della nonviolenza e della saggezza: l'umiltà.

- Chissà se Giovanni Calvino è riuscito a praticarla sempre l’umiltà, qualche dubbio possiamo legittimamente averlo ma, quello che ci deve premere è cosa noi riusciamo a combinare in umiltà quando la facciamo diventare persino un pretesto per del risentimento.

Una delle letture, a corredo della liturgia di questa Domenica è tratta dal libro del profeta
Zaccaria 9,9-10, il re che giunge in forma mite, non trionfalistica, non bellicosa. Un testo dove si annuncia che gli strumenti per fare la guerra (i carri da guerra e gli archi) non ci sono più; che insegnamento valido anche e soprattutto per i nostri giorni! Giorni segnati invece da guerre e violenze continue e diffuse.
Nella pericope (termine tecnico che significa ‘estratto di un testo’) dell’evangelo matteano al capitolo 11 il
v. 27 riguardo a questo versetto la Bibbia TOB osserva, in nota: “ È uno dei tre passi (con 21,37 e 24,36) in cui Gesù afferma in modo indiretto la sua relazione unica con Dio, suo Padre (cf Mc 14,36; Lc 2,49; 24,46**; Gv 20,17),
** nel testo della versione italiana dell’importante Bibbia TOB, ed. Elledici, un refuso: a p. 2211, in nota, è indicato Lc 24,46 invece di Lc 23,46.

v. 28 una possibile traduzione: e io riposerò voi questa è la promessa di Gesù di accoglimento;

v. 29 si può tradurre anche così: e troverete ristoro per la vostra vita 
(così traduce questo passo del v. 29 la versione della CEI)


“ Agostino si è espresso in modo particolarmente pregnante:
« Se vuoi essere grande, comincia con la cosa più piccola. Se vuoi costruire un edificio alto, pensa prima alle fondamenta dell’umiltà... Chi scava le fondamenta, deve scendere molto in giù».
In modo altrettanto pregnante si esprime Lutero nella sua critica alle molte regole del monachesimo: «Impara, impara, impara dunque a essere gentile (mitis), e avrai fatto opere infinite! » “
(citazione dal commentario di LUZ, 285-286).
“ Prendere su di sé il suo giogo” vuol dire “imparare da lui”, diventare suo discepolo: non si tratta soltanto di studiare la Torà, ma di porsi alla sequela di Gesù, “mite e umile di cuore” come lo sono i piccoli, gli infanti. “
(MELLO, 210)

Senza idealizzazioni
in questa scìa si colloca l’apostolo Paolo in Romani 8,9.11-13 afferma che per vivere occorre lasciare abitare in noi lo Spirito Santo lo Spirito di Dio, e allora la prospettiva cambia, i piccoli, i miti sono riconsiderati nella loro dignità di creature di Dio.
Questo vale per le persone e possiamo dirlo anche per gli animali che hanno molto da insegnarci e su cui anche la teologia deve recuperare una dimensione dignitosa anche per essi.
Una domanda da far risuonare è certamente la seguente: riusciamo a liberare il messaggio evangelico nella predicazione e nella prassi comunitaria e individuale così da passare dalla schiavitù della mediocrità,
alla fede nel seguire Gesù
il massimo ristoro per la nostra vita.
Dolcezza
e leggerezza intesa come libertà nella vita non gravata dai fardelli dei sensi di colpa e dai lacci angosciosi,
leggerezza e dolcezza al centro della vita, adesso.

Maurizio Abbà




      

Piccola nota bibliografica


- FALLICA Luca, Un tesoro tra le mani Commento ai Vangeli festivi Anno A, (Spiritualità del quotidiano), Paoline, Milano, 2016

-GUTIÉRREZ Gustavo, Condividere la Parola Commento alle letture domenicali e festive del ciclo A-B-C, traduzione dallo spagnolo di Mauro Nicolosi, (Strumenti 57), Editrice Queriniana, Brescia, 1996

-LUZ Ulrich, Matteo Volume 2, Paideia Editrice, Brescia, 2010. Traduzione italiana di Franco Ronchi Edizione italiana a cura di Claudio Gianotto. Revisione redazionale di Donatella Zoroddu

- MANES Rosalba, Matteo traduzione e commento, in: I Vangeli a cura di Rosanna Virgili, tradotti e commentati da quattro bibliste. Traduzione e Commento di Rosalba Manes – Annalisa Guida – Rosanna Virgili – Marida Nicolaci, Àncora Editrice, Milano, febbraio 2015, prima ristampa aprile 2015

-MELLO Alberto, Evangelo secondo Matteo (spiritualità biblica), Edizioni Qiqajon Comunità di Bose, Magnano, 1995

-VITALI Alberto, «Io sono con voi tutti i giorni» Commento ai Vangeli festivi Anno A, (Spiritualità del quotidiano), Paoline, Milano, 2019