martedì 30 giugno 2020

Meditare con Dietrich Bonhoeffer



«Circondato fedelmente e tacitamente 
da benigne potenze, 
meravigliosamente protetto e consolato, 
voglio questo giorno vivere con voi,
e con voi entrare in un nuovo anno; 

il vecchio ancora vuole tormentare 
i nostri cuori, ancora ci opprime 
il grave peso di brutti giorni. 
Oh, Signore,
dona alle nostre anime impaurite 
la salvezza per la quale ci hai creato.

E tu ci porgi il duro calice, l’amaro calice 
della sofferenza, ripieno fino all’orlo,
e così lo prendiamo, senza tremare, 
dalla tua buona, amata mano.

E tuttavia ancora ci vuoi donare gioia, 
per questo mondo
e per lo splendore del suo sole,
e noi vogliamo allora ricordare il passato 
e così appartiene a te la nostra intera vita. 

Fa’ ardere oggi le calde e chiare candele, 
che hai portato nella nostra oscurità; 
riconducici, se è possibile, ancora insieme. 
Noi lo sappiamo:
la tua luce risplende nella notte.

Quando il silenzio profondo 
scende intorno a noi,
facci udire quel suono pieno
del mondo, che invisibile s’estende
intorno a noi,
l’alto canto di lode di tutti i tuoi figli. 

Da potenze benigne 
prodigiosamente protetti, 
attendiamo consolati quello che accadrà. 
Dio ci è al fianco alla sera e al mattino, e certissimamente,
in ogni giorno che verrà». 


(Resistenza e resa, in Opere di Dietrich Bonhoeffer 8,
Editrice Queriniana, Brescia 2002, 565s.) 



 
«“Sì, mio rifugio sei tu, o Signore!”. Tu hai fatto dell’Altissimo la tua dimora: 
non ti potrà colpire la sventura, nessun colpo cadrà sulla tua tenda. 
Egli per te darà ordine ai suoi angeli di custodirti in tutte le tue vie. 
Sulle mani essi ti porteranno, perché il tuo piede non inciampi nella pietra» (Sal 91,9-12). 

Per l’approfondimento 

Da potenze benigne è forse la poesia più nota e insieme l’ultima testimonianza teologica di Bonhoeffer, che ci è stata tramandata. Per la sua interpretazione è utile la lettera di accompagnamento alla poesia, indirizzata a Maria von Wedemeyer il 19 dicembre 1944, nella quale Bonhoeffer scrive: 


È un grande regno invisibile, in cui si vive e della cui realtà non si dubita. 
La vecchia canzone d’infanzia sugli angeli dice: 
“Due che mi addormentino, due che mi sveglino”, 
ma questo essere protetti mattino e sera da invisibili potenze benigne 
è qualcosa di cui noi adulti abbiamo bisogno non meno dei bambini



Bonhoeffer spedisce questa poesia alla sua famiglia. 

Lo si può anche identificare con l’“io” sottinteso della prima strofa. 

È separato nello spazio da colei che è il suo amore – eppure le è legato spiritualmente, 
poiché sta sotto la protezione e la consolazione di potenze benigne. 

I desideri e i bisogni non saranno soddisfatti – ma la consapevolezza della buona guida di Dio e la sua presenza salvifica abbracciano le esperienze difficili.

Per prima cosa Bonhoeffer parla di “potenze benigne”, 
ma il punto d’arrivo è il “Dio” dell’ultima strofa. 

Innumerevoli persone hanno avuto vita facile, grazie a forti riferimenti esistentivi, 
ad associare le proprie esperienze di bisogno e di dolore a queste righe.

 Da potenze benigne è un piccolo capolavoro, con cui anche noi oggi possiamo metterci in cammino verso Dio, che si rivolge personalmente a noi e che noi dobbiamo percepire concretamente.

 
Sandro Göpfert

40 Giorni con Dietrich Bonhoeffer Un libro per la meditazione

Prefazione di Peter Zimmerling

Traduzione dal tedesco di Stefano Fenaroli

(meditazioni 251), Editrice Queriniana, Brescia, 2020,  245-248.