Domenica 14 Giugno 2020
2a DOPO PENTECOSTE
Letture:
Deuteronomio
8,2-3.14b-16a Salmi 147 I
Corinzi 10,16-17
Evangelo
di Gesù Cristo secondo Giovanni 6,51-58
51 Io sono il pane vivente,
che è disceso dal cielo; se uno mangia di questo pane vivrà in eterno; e il
pane che io darò per la vita del mondo è la mia carne».
52 I Giudei dunque discutevano tra di loro, dicendo:
52 I Giudei dunque discutevano tra di loro, dicendo:
«Come
può costui darci da mangiare la sua carne?»
53 Perciò Gesù disse loro: «In verità, in verità vi dico che se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avete vita in voi. 54 Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha vita eterna; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno.
53 Perciò Gesù disse loro: «In verità, in verità vi dico che se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avete vita in voi. 54 Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha vita eterna; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno.
55 Perché
la mia carne è vero cibo e il mio sangue è vera bevanda.
56 Chi
mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me, e io in lui. 57 Come il Padre
vivente mi ha mandato e io vivo a motivo del Padre, così chi mi mangia vivrà
anch'egli a motivo di me.
58 Questo
è il pane che è disceso dal cielo; non come quello che i padri mangiarono e
morirono; chi mangia di questo pane vivrà in eterno».
BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole
Morsi e sorsi di vita eterna
Morsi e sorsi di vita eterna
Maurizio ABBÀ
Per la teologia protestante è la ricerca di essere disponibili alla vocazione cui Dio ci chiama. Vocazione: Dio in Gesù Cristo ci raduna per fare memoria di una presenza la Sua, che ci accompagna.
In questo periodo in cui la Cena del SIGNORE comunitaria non è possibile per motivi
precauzionali a tutela della salute, possiamo soffermarci senza nostalgie ma con il desiderio
e la prospettiva di tornare a viverla e a condividerla in un tempo che speriamo non sia
troppo lontano.
Cos’è la Cena del Signore? Si possono porgere diverse risposte, ognuna può dare la sua a
seconda del suo vissuto, a seconda della sua sensibilità di fede.
Per la teologia protestante è la ricerca di essere disponibili alla vocazione cui Dio ci chiama. Vocazione: Dio in Gesù Cristo ci raduna per fare memoria di una presenza la Sua, che ci accompagna.
La Chiesa nasce dall’’alto’ cioè da Dio e cresce dalla base, cresce dalle nostre speranze e
dalla nostra fede fragile, fragile sì ma c’è.
E allora la Chiesa non è solo istituzione ma diventa, come voleva Lutero, soprattutto
Comunità,
anzi Com-Unità, dove il singolo è valorizzato e non annullato in una massa indistinta.
Com-Unità dove il collettivo è rivitalizzato dall’apporto della fede di ciascuno, come
voleva ed è ciò che conta in definitiva Gesù Cristo.
Il pane delle emozioni e dei sentimenti richiede di essere mangiato, assimilato, un pane
nutriente per il nostro agire, il nostro pensare.
Vuol dire che deve trovare spazio l’Educazione Sentimentale: imparare a conoscere e a conoscerci.
Siamo sentimenti ed emozioni a volte da liberare generosamente, a volte occorre invece saperle governare per non esserne dominati.
-Mentre per la fede islamica la Parola di Dio si è fatta Libro nel Corano per la fede cristiana la Parola di Dio si è fatta Carne in Gesù Cristo
(si veda anche il Prologo dell’IV Evangelo, l’Evangelo secondo Giovanni).
La terrestrità della nostra fede sta tutta in questa carnalità la nostra fragilità
v. 54 Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue
versione della Bibbia TOB: «Lett. masticare, stritolare con i denti. Gv utilizza un vocabolario particolarmente realista per caratterizzare la partecipazione all’eucaristia.»
Parole aspre quelle di Gesù ma che vanno dritte al contenuto.
La Cena del Signore/Eucaristia è collegata alla Risurrezione, alla vita.
La relazione è vita.
Ruminare la Parola, come insegnava il cristianesimo antico (in realtà era, cronologicamente, il cristianesimo giovane!) vera assimilazione degl’insegnamenti per il discepolato cristiano.
Vita eterna a morsi e sorsi.
Mordere la vita il che vuol dire accarezzarla,
e non farsi morsicare oltremodo da essa.
« il cibo dolce siccome il miele» fin dal III secolo l’Eucaristia è simboleggiata dal miele. Dolcezza che si è chiamati a riscoprire e ad iniziare idealmente ad assaporare proprio ora
che ne siamo, seppur solo temporaneamente, privati.
Vita eterna a sorsi, assaporare la vita, centellinare i momenti lieti e poi altruisticamente irradiarli ampiamente.
Vuol dire che deve trovare spazio l’Educazione Sentimentale: imparare a conoscere e a conoscerci.
Siamo sentimenti ed emozioni a volte da liberare generosamente, a volte occorre invece saperle governare per non esserne dominati.
-Mentre per la fede islamica la Parola di Dio si è fatta Libro nel Corano per la fede cristiana la Parola di Dio si è fatta Carne in Gesù Cristo
(si veda anche il Prologo dell’IV Evangelo, l’Evangelo secondo Giovanni).
La terrestrità della nostra fede sta tutta in questa carnalità la nostra fragilità
v. 54 Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue
versione della Bibbia TOB: «Lett. masticare, stritolare con i denti. Gv utilizza un vocabolario particolarmente realista per caratterizzare la partecipazione all’eucaristia.»
Parole aspre quelle di Gesù ma che vanno dritte al contenuto.
La Cena del Signore/Eucaristia è collegata alla Risurrezione, alla vita.
La relazione è vita.
Ruminare la Parola, come insegnava il cristianesimo antico (in realtà era, cronologicamente, il cristianesimo giovane!) vera assimilazione degl’insegnamenti per il discepolato cristiano.
Vita eterna a morsi e sorsi.
Mordere la vita il che vuol dire accarezzarla,
e non farsi morsicare oltremodo da essa.
« il cibo dolce siccome il miele» fin dal III secolo l’Eucaristia è simboleggiata dal miele. Dolcezza che si è chiamati a riscoprire e ad iniziare idealmente ad assaporare proprio ora
che ne siamo, seppur solo temporaneamente, privati.
Vita eterna a sorsi, assaporare la vita, centellinare i momenti lieti e poi altruisticamente irradiarli ampiamente.