foglio biblico, teologico, liturgico
DOMENICA 28 Giugno 2020
4a DOPO PENTECOSTE
Evangelo
di Gesù Cristo secondo Matteo 10,37-42
37 Chi
ama padre o madre più di me, non è degno di me; e chi ama figlio o figlia più
di me,
non è degno di me.
38 Chi
non prende la sua croce e non viene dietro a me, non è degno di me.
39 Chi avrà trovato la sua vita la perderà; e chi avrà perduto
la sua vita per causa mia, la troverà.
40 Chi riceve voi, riceve me; e chi riceve me, riceve colui che mi ha mandato.
41 Chi
riceve un profeta come profeta, riceverà premio di profeta; e chi riceve un
giusto come giusto, riceverà premio di giusto.
42 E
chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d'acqua fresca a uno di questi
piccoli, perché è un mio discepolo, io vi dico in verità che non perderà
affatto il suo premio».
BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole
Fede che disseta
Chi ama...... chi osa ancora amare?
Se ami sei debole,
sei vulnerabile.
Terminata
la chiusura forzata tra le mura domestiche, dove le cronache ci raccontano che purtroppo
non sono stati rari i casi di disagio e le violenze, riprendono le guerre (anzi
non sono mai terminate...), i femminicidi. C’è il ritorno dell’incattivimento
(ma se n’era andato?) un ritorno forse più forte e ancor più eclatante con l’aumento
delle violenze su persone e animali, ferite recate all’ambiente nel pianeta
dove viviamo e l’unico che abbiamo, la “normalità” di prima impera .... più di
prima.
Insomma
è tornato il solito tragico tran-tran cadenzato dai ritmi di una
quotidianità da incubo.
Chi
ama? Chi osa ancora amare?
Di questo testo dell’Evangelo di Gesù
Cristo secondo Matteo le parole di Gesù, che paiono aspre e fuori luogo,
ci preoccupano?
Gesù
invita a non esasperare l’amore per la famiglia per cui si arriva anche a
sacrificare, per essa, la propria vita e, paradossalmente, si sacrifica la
famiglia stessa. Le nerissime pagine di cronaca di questi giorni ci dipingono questo
cupo ritratto con crudo realismo.
Attenzione
il passo evangelico rettamente inteso, invece, ci dice che qui Gesù vuol dare
delle priorità:
la precedenza è per il Regno di Dio.
Gesù
non chiede certo di amare meno, ma di dare la priorità a ciò che genera amore,
senza ricatti affettivi.
Seguire
Gesù vuol dire seguire il Regno di Dio, questo è uno dei contenuti di quella che
in teologia si chiama Sequela il cui significato non è trafila noiosa,
come si utilizza al solito questo termine, ma andare al seguito di Gesù.
Proprio
i teologi più avvertiti ci dicono che non bisogna prendere la comoda scorciatoia
di essere solo ammiratori di Gesù ma di esserne suoi imitatori, anche
nel nostro piccolo.
La
fede si deve dilatare per fare spazio a tutto l’amore di Dio.
Il
Regno di Dio ha come base la croce di Cristo che è il vero antidoto al veleno
delle superstizioni.
Trovare
e ri-trovare la propria vita quando si pensa di aver smarrito il filo dell’esistenza
e lasciarsi gradevolmente sorprendere.
Il
testo di II Re ci parla di una donna che giustamente non vuole essere
ingannata, e come Sara con Abramo (Genesi 18), non riteneva di avere un
futuro, soprattutto un futuro che si chiama ‘maternità’ e quindi ‘figlio’. Ci
tiene tanto e non vuole essere ingannata da un uomo che stima giustamente come ‘uomo
di Dio’; e la storia continua così:
II
Re 4,17:
Questa
donna concepì e, l'anno dopo, in quel medesimo periodo partorì un figlio, come
Eliseo le aveva detto.
Il
neonato cresce, diventa grande, improvvisamente lo coglie un malore e muore, e sarà
il profeta Eliseo a risuscitarlo!
Dalla
nostra piccola fede possono sorgere grandi cose a partire dalla nostra realtà, cominciando
con una fede che disseta. Allora come ampliare la fede?
S’inizia
con un bicchiere d’acqua, acqua fresca sulle nostre vite, vite che non bisogna
buttare via.
Maurizio
Abbà