Un testo di Dietrich
Bonhoeffer
... per noi non c’è nulla che possa rimpiazzare l’assenza di una
persona cara né è cosa questa che dobbiamo tentare di fare; è un fatto che
bisogna semplicemente sopportare e davanti al quale bisogna tenere duro.
A prima vista sembra molto difficile, mentre è anche una
grande consolazione; perché, restando effettivamente aperto il vuoto, si resta
anche da esso reciprocamente legati.
Si sbaglia quando si dice che Dio riempie il vuoto; non lo
riempie affatto, anzi lo mantiene appunto aperto e ci aiuta in questo modo a
conservare l’autentica comunione tra di noi – quantunque accompagnata dal
dolore.
Inoltre: quanto più belli e densi sono i ricordi, tanto più
pesante è la separazione. Ma la gratitudine trasforma il tormento del ricordo in
una gioia silenziosa.
Portiamo allora dentro di noi la bellezza del passato non
come una spina, ma come un dono prezioso.
Bisogna guardarsi dal frugare nel passato, dal consegnarsi ad
esso, così come un dono prezioso non lo si rimira continuamente, ma solo in momenti
particolari, e per il resto lo si possiede come un tesoro nascosto della cui
esistenza si è sicuri;
allora dal passato si irradiano una gioia e una forza
durature.
Resistenza
e Resa Lettere e altri scritti dal carcere
Lettera a Renate e a Eberhard Bethge, sera di Natale 1943.
Edizione italiana a cura di Alberto Gallas,
Editrice Queriniana, Brescia, 2002, 238.
Edizione italiana a cura di Alberto Gallas,
Editrice Queriniana, Brescia, 2002, 238.