tratto da: www.riforma.it
L'inno più conosciuto fra gli evangelici
di Massimo Rubboli
«Amazing Grace», John Newton e la lotta contro la schiavitù
In un concerto
pasquale realizzato dentro e di fronte al Duomo di Milano,
Andrea Bocelli ha cantato fra l'altro il noto inno Amazing Grace.
Andrea Bocelli ha cantato fra l'altro il noto inno Amazing Grace.
Con il
professor Massimo Rubboli ricostruiamo la storia di questo celebre
brano.
Il film Amazing Grace (2006), diretto da
Michael Apted, racconta la storia dell’ex capitano di marina diventato
prete anglicano John Newton (1725-1807) e dell’influenza che ebbe sul
politico evangelico William Wilberforce (1759-1833), membro del
Parlamento inglese (House of Commons), che dedicò la sua attività pubblica all’abolizione della tratta degli schiavi (Slave Trade Act, 1807).
Nella prima parte della sua vita avventurosa,
Newton aveva rischiato più volte di morire; in una di queste occasioni,
nel 1747, ebbe inizio la sua conversione durante una tempesta che stava
per fare affondare la nave che comandava, con il suo carico di schiavi.
Contrariamente a quanto si ritiene, la riscoperta della fede nella quale
era stato educato dalla madre, devota puritana, non lo portò ad
abbandonare subito il commercio degli schiavi: egli fece ancora tre
viaggi come capitano di due navi schiaviste, la “Duke of Argyle” (1750) e
la “African” (1752-53 e 1753-54).
Come ebbe a scrivere più tardi, «I consider
this as the beginning of my return to God, or rather of his return to
me; but I cannot consider myself to have been a believer (in the full
sense of the word) till a considerable time afterwards» . Nel 1754,
in seguito a un ictus, abbandonò i viaggi in mare e gradualmente
orientò la sua vita in una nuova direzione, caratterizzata dallo studio
della Scrittura e dalla preghiera.
Ordinato curato nel 1764 della parrocchia
anglicana di Olney, nel Buckinghamshire (e, dal 1780, rettore di St.
Mary Woolnoth, London), creò nuovi inni da abbinare ai suoi sermoni
domenicali. Anche alla sua predicazione del 1° gennaio 1773, basata sul
testo di I Cronache 17, 16-17 («Allora il re Davide andò a presentarsi
davanti al SIGNORE, e disse: “Chi sono io, o SIGNORE, Dio, e che cos'è
la mia casa, che tu m'abbia fatto arrivare fino a questo punto? Questo è
parso ancora poca cosa ai tuoi occhi, o Dio; e tu hai parlato anche
della casa del tuo servo per un lontano avvenire, e ti sei degnato di
considerare me come se fossi uomo d'alto grado, o SIGNORE, Dio”»),
associò un nuovo inno, Amazing Grace, che comunicava il grande
messaggio del Vangelo: per la misericordia di Dio, ogni peccatore può
ottenere il perdono e la redenzione.
Amazing Grace sarebbe divenuto l’inno più
conosciuto nel cristianesimo evangelico e poi anche al di fuori delle
chiese, in particolare come canto di protesta contro le ingiustizie
sociali nel movimento per i diritti civili dei neri americani. Tuttavia,
l’inno non può essere considerato – se non indirettamente – come una
denuncia della schiavitù, perché soltanto nel 1788 Newton prese
pubblicamente posizione contro la tratta degli schiavi con l’opuscolo Thoughts upon the African Slave Trade,
ammettendo che si trattava di «una confessione pubblica che, per quanto
sincera, arriva[va] troppo tardi per prevenire e riparare l’infelicità e
il danno a cui ho contribuito. Per me, sarà sempre motivo di
riflessione umiliante l’avere un tempo partecipato attivamente a un
traffico che ora fa rabbrividire il mio cuore».
La straordinaria diffusione di questo inno è
legata sia a riferimenti letterari (a esempio, nel romanzo
antischiavista di Harriet Beecher Stowe, Uncle Tom’s Cabin, «La
capanna dello zio Tom», del 1852) sia alla sua esecuzione da parte di
artisti famosi, come Judy Collins, Ray Charles, Johnny Cash e Elvis
Presley. Una versione, resa famosa dalle cantanti Mahalia Jackson e
Aretha Franklin, ha indotto molti – ancora oggi – a considerarlo un
canto nato nella tradizione gospel americana. Un’altra versione molto
famosa è quella per cornamuse e tambuti lanciata all’inizio degli anni
Settanta dal reggimento dell’esercito britannico, Royal Scots Dragoon Guards.
Inoltre, nel campo musicale non religioso, si colloca il musical di Broadway del 2015.
Infine, vale la pena ricordare la commovente interpretazione del presidente Barack Obama che cantò Amazing Grace
il 26 giugno 2015, durante il servizio funebre in ricordo del pastore
Clementa C. Pinckney, membro democratico del senato della South
Carolina, che era stato ucciso una settimana prima da un attacco
razzista mentre guidava uno studio biblico serale nella chiesa metodista
episcopale di Charleston, South Carolina.
1. DUKE OF ARGYLE and AFRICAN slave ships. Journal kept by John Newton, Master and slave trader comprising of three voyages on in the DUKE OF ARGYLLE and two in the AFRICAN, 1750-1754. Diario manoscritto conservato nel National Maritime Museum, Greenwich (London).
2. Lettera del 20 gennaio1763, in The Works of the
Rev. John Newton, vol. 1, Uriah Hunt, Philadephia 1839, p. 99. Cit.
anche in D. Bruce Hindmarsh, John Newton and the English Evangelical
Tradition, Wm. B. Eerdmans Publishing Company, Grand Rapids, MI 2001,
pp. 32-3.
3. Steve Turner, Amazing Grace: The Story of America's Most Beloved Song, HarperCollins, New York 2002.
4. John Newton, Thoughts upon the African Slave
Trade, J. Buckland, London 1787, p. 2: «A public confession, which,
however sincere, comes too late to prevent, or repair, the misery and
mischief to which I have, formerly, been accessary. I hope it will
always be a subject of humiliating reflection to me, that I was once an
active instrument in a business at which my heart now shudders».
5. La più famosa interpretazione di Amazing Grace
da parte di Aretha Franklin si può ascoltare nel film documentario,
realizzato da Sydney Pollack, del concerto tenuto da lei alla New Temple
Missionary Baptist Church di Los Angeles nel 1972.
tratto da: www.riforma.it 14 aprile 2020
