"Pasqua?
Il nostro sguardo cade più sul morire che sulla morte: per noi è più
importante come veniamo a capo del morire che non come vinciamo la
morte.
Socrate ha vinto il morire,* Cristo ha vinto la morte in quanto ἔσχατος ἐχθρὸς (1Cor
15,26). Venire a capo del morire non significa ancora venire a capo
della morte.
La vittoria sul morire rientra nell'ambito delle
possibilità umane, la vittoria sulla morte su chiama risurrezione. Non è
dall'ars moriendi, ma è dalla risurrezione di Cristo che può spirare nel mondo presente un nuovo vento purificatore.
Qui c'è la risposta al datemi il punto dove stare e muoverò il mondo.
Se un po' di persone lo credessero veramente e si lasciassero guidare
da questo nel loro agire terreno, molte cose cambierebbero.
Vivere
partendo dalla risurrezione: ecco questo spiega la Pasqua.
Non trovi
anche tu che la maggior parte delle persone non sanno a partire da che
cosa vivono? La perturbatio animorum si sta estendendo in modo
straordinario.
È un'attesa inconsapevole della parola risolutrice e
liberante. Ma non è ancora il tempo in cui può essere udita.
Nondimeno
verrà, e questa Pasqua è forse una delle ultime grandi occasioni per
prepararci ai nostri compiti futuri.
Ti auguro di poterne godere,
nonostante le privazioni che ti sono imposte"
* Della morte di Socrate tratta il dialogo platonico Fedone, soprattutto ai nn. 116e-118a.
** «L’ultimo nemico ad essere annientato sarà la morte».
tratto da:
- Dietrich Bonhoeffer, dalla lettera n. 124, scritta nel marzo 1944 all'amico Eberhard Bethge, in: Resistenza e Resa. Lettere e altri scritti dal carcere Edizione italiana a cura di Alberto Gallas, Editrice Queriniana, Brescia, 2002, p. 346.