mercoledì 16 settembre 2015

Interrogarsi sull'Amare


Lidia Maggi

La narrazione dell’amore

Ci si interroga sull’amare, dopo aver percorso il credere e lo sperare. Mi viene da pensare che credere sperare e amare hanno a che fare con la necessità di scegliere. Anche la fede, per quanto un dono, per quanto «ti succeda» di credere, è una scelta, un sì che tu rivolgi a un qualcosa che ti chiama, che ti interpella. Lo sperare è una scelta, qualcosa che ti chiama a strappare i cieli, a strappare la realtà, per sognare un altro mondo possibile.

   L’amare si sposta tra due coordinate che sembrano in antitesi, in tensione. Da una parte ci viene testimoniato che amare è una scelta, scegliamo di amare: addirittura nella Scrittura il paradosso è che l’amore viene comandato. Ma si può comandare l’amore? «Ama il prossimo tuo, ama il tuo Dio con tutto il tuo cuore». D’altra parte però noi sentiamo che l’amare è davvero legato a una dimensione che appartiene al nostro essere, alla nostra dimensione di esseri umani. Si crea così una tensione tra lo scegliere di amare e il sentire che l’amare è una parte costitutiva del vivere, come il respirare, il mangiare, una parte che non viene dissolta e che entra in dialogo.
[…]
Nell’ascolto pastorale io sperimento come le ferite più difficili da lenire siano le ferite affettive: di chi non si sente amato, di chi si sente sbattuto nella dura terra senza essere abbracciato da uno sguardo empatico, da qualcuno che lo accompagni e lo cresca nell’amore, di chi si sente orfano, smarrito, solo. È interessante che l’amore abbia una duplice tensione: da una parte ne riconosciamo uno stato identitario dell’essere umano senza il quale necessariamente si va incontro a un malessere, a delle patologie, a delle malattie, ma dall’altra parte la Scrittura ci testimonia anche che l’amore appartiene alla dimensione della scelta, come il credere e lo sperare.
   In questa tensione, che nella sapienza biblica non vorrei sciogliere, perché la Bibbia è il libro delle tensioni e queste sono feconde, vanno tenute presenti

tratto da: -  Lidia Maggi – Luigi Zoja, Amare oggi
prefazione di Francesco Ghia, (Cattedra del Confronto), Il Margine, Trento, 2012, 17-18.