Lidia
Maggi
La narrazione dell’amore
Ci si interroga sull’amare, dopo
aver percorso il credere e lo sperare. Mi viene da pensare che credere sperare
e amare hanno a che fare con la necessità di scegliere. Anche la fede, per
quanto un dono, per quanto «ti succeda» di credere, è una scelta, un sì che tu
rivolgi a un qualcosa che ti chiama, che ti interpella. Lo sperare è una
scelta, qualcosa che ti chiama a strappare i cieli, a strappare la realtà, per
sognare un altro mondo possibile.
L’amare si sposta tra due coordinate che sembrano in
antitesi, in tensione. Da una parte ci viene testimoniato che amare è una
scelta, scegliamo di amare: addirittura nella Scrittura il paradosso è che
l’amore viene comandato. Ma si può comandare l’amore? «Ama il prossimo tuo, ama
il tuo Dio con tutto il tuo cuore». D’altra parte però noi sentiamo che l’amare
è davvero legato a una dimensione che appartiene al nostro essere, alla nostra
dimensione di esseri umani. Si crea così una tensione tra lo scegliere di amare
e il sentire che l’amare è una parte costitutiva del vivere, come il respirare,
il mangiare, una parte che non viene dissolta e che entra in dialogo.
[…]
Nell’ascolto pastorale io
sperimento come le ferite più difficili da lenire siano le ferite affettive: di
chi non si sente amato, di chi si sente sbattuto nella dura terra senza essere
abbracciato da uno sguardo empatico, da qualcuno che lo accompagni e lo cresca
nell’amore, di chi si sente orfano, smarrito, solo. È interessante che l’amore
abbia una duplice tensione: da una parte ne riconosciamo uno stato identitario
dell’essere umano senza il quale necessariamente si va incontro a un malessere,
a delle patologie, a delle malattie, ma dall’altra parte la Scrittura ci
testimonia anche che l’amore appartiene alla dimensione della scelta, come il
credere e lo sperare.
In questa tensione, che nella sapienza biblica non
vorrei sciogliere, perché la Bibbia è il libro delle tensioni e queste sono
feconde, vanno tenute presenti
tratto da: - Lidia Maggi – Luigi Zoja, Amare oggi,
prefazione di Francesco Ghia, (Cattedra del Confronto), Il Margine, Trento, 2012, 17-18.
prefazione di Francesco Ghia, (Cattedra del Confronto), Il Margine, Trento, 2012, 17-18.
