giovedì 25 dicembre 2025

Sussurri natalizi

 

                                    

                   Evangelo di Gesù Cristo secondo Luca 2,14

«Gloria a Dio negli spazi piú altiB

e pace sulla terra

tra gli uomini a cui manifesta la sua benevolenza!C».


B. 2,14 Cfr. Sal 148,1; Lc 19,38. 

C. 2,14 Cfr. Lc 3,22. Alcuni mss. leggono: «sulla terra pace, [e] tra gli uomini benevolenza [divina]». La Vulgata invece rende: «pace agli uomini di buona volontà», ma ciò non corrisponde al senso del termine greco eudokia, che designa il beneplacito, la grazia, il volere di Dio, la sua benevolenza che è all’origine dell’opera di salvezza, culminante nell’invio del Figlio: il canto degli angeli non è un augurio, ma l’annuncio di un evento.

                                                          Versione e Note Bibbia Einaudi



                                           BRICIOLE DI FEDE

                   per una fede non in briciole

    Sussurri natalizi

                                                         Meditatio biblico-teologica di Maurizio Abbà


sulla tavola

Siamo nel noto passo lucano 2,1-14.

Un decreto imperiale decideva per gli altri.

Il Potere vuole sempre decidere sulle spalle degli altri, sulla pelle degli altri.


La Pax/Augustea imposta dal Potere imperiale,

non era il frutto né di una fraternità umana,

né di libere relazioni sociali.


prima Briciola

«La Parola si è fatta carne perché ogni carne si faccia Parola, cioè racconto di Dio»,

la nota citazione di Ermes Ronchi


Diventare racconto evangelico.

Un bel compito per ciascuna di noi, compito da non rinviare.

Ognuno, infatti, è chiamato a praticare l'Evangelo, non a teorizzarlo!


seconda Briciola

Facciamo un passo indietro, anzi in avanti, con Isaia 9,1.5-6


"1 Il popolo che camminava nella tenebra ha visto una luce intensa,

sugli abitanti di una terra oscurata dalla morte è sfavillata una luce.    

5 Infatti, un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio C. 

La sovranità è sulle sue spalle; gli verrà dato nome: “Meraviglioso-consigliere”, 

“Dio-forte”, “Padre-per-sempre”, “Principe-di-pace”A.    

6 Il dominio sarà esteso e la pace senza fine sul trono di David e sul suo regno,

che sarà stabilito e consolidato nel diritto e nella giustizia, da ora e per sempre.

La sollecitudine del SIGNORE dell’universo farà ciò.      



C. 9,5 «Un bambino ... un figlio». Il riferimento è ancora a Ezechia, figlio di Achàz, come in Is 7,14.

A. 9,5 I titoli riprendono probabilmente i protocolli di incoronazione che, almeno in Egitto per i faraoni, prevedevano l’imposizione di un nome regale. 

La tradizione patristica cristiana, ripresa dalla liturgia, li applica al Cristo.     

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Georges de La Tour
(anni '40 del XVII sec.)
Il neonato
olio su tela        76 x 91 cm
Museo delle Belle Arti di Rennes 

La donna con il bambino Gesù in braccio è Maria sua madre,
mentre la donna che si assicura della continuità della luce della candela, 
probabilmente, è Anna 
(secondo i vangeli apocrifi la madre di Maria, quindi la nonna di Gesù!)
                                                                                                                                                                                                                                                                                  _____________________________________________________                                                                                          

terza Briciola

Benevolenza tra gli uomini,

è il linguaggio eventivo, di constatazione.

Dunque non un augurio generico, 

ma l'annuncio di una realizzazione,

qui è realizzazione evangelica,

è la Buona Notizia!


Ai nostri giorni, come sempre, purtroppo,

è linguaggio per noi leggibile soltanto con la chiave della speranza. 

Niente di più, ma niente di meno.

Speriamo appunto di vederne dei frammenti nella quotidianità.


raccogli Briciole


Georges de La Tour
Adorazione dei pastori
(1644)
olio su tela       107x137 cm
Museo del Louvre - Parigi

Diverse e contrastanti considerazioni affiorano:

il neonato sembra morto, 

domanda: potrebbe essere un richiamo quasi in filigrana, alla teologia della croce?

Effettivamente l'atmosfera circostante non è proprio festosa,

sembra una veglia funebre...


Il bambino Gesú/Yeshua è tutto legato in fasce, 

quasi un sudario per un corpo deposto...

è il rischio perenne del cristianesimo,

legare e costringere il messaggio evangelico

che invece è di prorompente libertà e vitalità.


Al contempo però 

una interpretazione completamente diversa è altresì plausibile!

La salvezza viene con la fragilità di un neonato,

ma non nasce per successivamente soffrire,

la salvezza e la verità sono vulnerabili, 

quello che deve liberare in principio è legato,

ancora una volta, risuonano le parole  dell'apostolo Paolo

in II Corinzi 12,10:

"Quando sono debole, è allora che sono forte!".

Parole dal colore, dal sapore, dal profumo di Pasqua di Risurrezione!


Gli specialisti di Storia dell'Arte notano come, in questo dipinto,

è raffigurato un agnellino 

che porge un ramoscello di foglie in offerta al neonato Gesú,

sarebbe la prima offerta che Gesú ha ricevuto!

Altamente significative le simbologie di Pace: un agnellino, un ramoscello.


La scena è illuminata solo dal tenue chiarore di una candela. 

La candela è in mano a Giuseppe che protegge per così dire 

questa piccola fonte di luce, 

così che la luce inizia ad abitare nel buio.


In quella notte è nato qualcosa d'importante, di luminosamente importante davvero.

Bisogna custodirla questa piccola luce con generosa vitalità e libertà.


Effettivamente basta una sola candela per illuminare le tenebre!


                                       BUON VERO NATALE!