Penso al teologo che non aspetta Dio,
perché lo possiede in una costruzione dottrinale.
Penso allo studente in teologia, che non aspetta Dio
perché lo possiede rinchiuso in un libro.
Penso all'uomo di Chiesa, che non aspetta Dio
perché lo possiede rinchiuso in una istituzione.
Penso al credente che non aspetta Dio
perché lo possiede nella sua propria esperienza.
Non è facile sopportare questo non avere Dio,
questo aspettare Dio.
Non è facile predicare domenica dopo domenica,
senza pretendere di possedere Dio e senza poter disporre di lui.
Non è facile predicare a fanciulli e a pagani, a scettici e atei,
e nello stesso tempo far loro chiaramente comprendere
che noi stessi non possediamo Dio,
che anche noi lo aspettiamo.
Siamo più forti quando aspettiamo che quando possediamo.
Paul Tillich
citazione da: Paolo Ricca, Sermoni, EDB, Bologna, 2020, 20.
Il riferimento è:
P. TILLICH, In die Tiefe ist Wahrheit. Religiöse Reden, I,
citato in H. ZAHRNT, Die Sache mit Gott. Die protestantische Theologie im 20. Jahrhundert, München 1966, 465-466. Di questo libro la traduzione italiana:
- H. ZAHRNT, Alle prese con Dio. La teologia protestante nel 20° secolo una storia
Queriniana, Brescia, 1969, 404.