venerdì 18 aprile 2025

Venerdì Santo

 

                 


In copertina: 
Rembrandt  
Cena in Emmaus 
(1629)
Museo Jacquemart-André - Parigi


GABRIELLA CARAMORE  MAURIZIO CIAMPA

Croce e Resurrezione
(Collana Icone pensare per immagini a cura di Massimo Cacciari)
il Mulino, Bologna, 2018
www.mulino.it


Potrà mai risorgere quel piccolo Cristo smarrito, che Bruegel nasconde tra la folla, ignorato e affondato nell’indifferenza degli uomini? Qui la croce non sembra aprire il movimento della storia, ma piuttosto precipitare nella lunga notte del mondo. Con Rembrandt, nell’atmosfera sfibrata della «Cena in Emmaus», anche l’evento della resurrezione si stempera: il risorto, seduto al tavolo dei viandanti, viene risucchiato indietro dalle tenebre verso un’esile luce. La sparizione del Cristo, l’assenza di ogni Dio su questa terra sono forse segni con cui oggi dobbiamo confrontarci.





      Pieter Bruegel il Vecchio  
        Salita al Calvario 
(1564)
Kunsthistorisches Museum - Vienna


Maurizio Ciampa:

"    Venerdì di Passione. Il tempo del dolore incalza. 
L'uomo osannato al suo ingresso a Gerusalemme salirà sul legno della croce. 

La strada iniziata con il cammino verso il Golgota, ritratto da Bruegel, 
finisce con le grida laceranti del Cristo, 
riportate dai vangeli di Marco e Matteo (Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?»). 
Queste grida hanno alimentato il racconto d'Occidente. 
Lo alimentano ancora?    "
È la domanda che ci insegue a partire dalla Salita al Calvario.   "

Gabriella Caramore:

"    Negare che l'immagine della resurrezione conservi un significato profondo anche nei tempi del disincanto, sarebbe indice di scarso dinamismo dell'intelligenza, 
altrettanto quanto ostinarsi ad assegnarle un valore di simbolismo magico. 

Forse può essere più interessante, 
in un tempo come il nostro di subbuglio e di metamorfosi, 
provare a perlustrare le ombre della vita e della conoscenza, 
scrutare se qualche bagliore si annidi in qualche angolo, capace di rischiarare le tenebre, 
di restituirci un senso di pietà per il vivente, 
e di schiudere un sentimento di possibilità per l'avvenire. 

Perché attardarsi nella lettera di una tradizione che non parla più ai cuori e alle menti? 
Perché non provare a eliminare dall'orizzonte del pensiero parole che non danno più risposte? 

Ma perché anche derubricarle tristemente dal lavoro dell'intelligenza 
quando avrebbero ancora un potenziale immenso da distribuire, di pietà e di speranza, 
di responsabilità e amore per il mondo? 

Perché invece non provare a scavare in maniera nuova nel cuore delle Scritture, 
e provare a estrarne un succo da distillare 
anche in questo tempo di sfiducia e di disordine?    "


"    Pur nella loro radicale diversità, la Salita al Calvario e la Cena in Emmaus 
ritraggono qualcosa che si ritira
la croce in Bruegel, 
la figura del Risorto in Rembrandt.
Ma nel loro venir meno non perdono la loro forza, ne acquistano una nuova.    "

                                                                  Gabriella Caramore Maurizio Ciampa