venerdì 26 aprile 2024

Rimanere in Cristo

 

DOMENICA 28 Aprile 2024 – 4a DOPO PASQUA 

- CANTATE (Cantate al SIGNORE un cantico nuovo – Salmi 98,1)

Evangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 15,1-8

1 «Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiuolo.

2 Ogni tralcio che in me non dà frutto, lo toglie via; e ogni tralcio che dà frutto, 

lo pota affinché ne dia di più.

3 Voi siete già puri a causa della parola che vi ho annunciata.

4 Dimorate in me, e io dimorerò in voi. Come il tralcio non può da sé dare frutto se non

rimane nella vite, così neppure voi, se non dimorate in me.

5 Io sono la vite, voi siete i tralci. Colui che dimora in me e nel quale io dimoro, porta

molto frutto; perché senza di me non potete fare nulla.

6 Se uno non dimora in me, è gettato via come il tralcio, e si secca; questi tralci si

raccolgono, si gettano nel fuoco e si bruciano.

7 Se dimorate in me e le mie parole dimorano in voi, domandate quello che volete e vi sarà

fatto.

8 In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto, così sarete miei discepoli.



la Lumière

Cantare al SIGNORE un cantico nuovo è l’invito dal salmista per questa Domenica.

Cantare un canto nuovo, vuol dire trovare parole nuove, anche poche vanno bene, 

ma che sanno dare ritmo alla quotidianità. 

Il che vuol dire superare i soliti schemi del già visto, del già detto, del pensiero già pensato...

Per non dare spazio all’aridità.


BRICIOLE DI FEDE

per una fede non in briciole


     MEDITAZIONE a cura di Maurizio Abbà

... RIMANERE IN CRISTO ...


Dove siamo?

Dove siamo con la testa? Ansie e preoccupazioni ci attanagliano?

Dobbiamo portarci là dove paure ed affanni non ci sono, come se fossero già risolti, facile a dirsi ma è uno sforzo che richiede di entrare, anche e soprattutto mentalmente, in situazioni che ci sono di aiuto, per non restare avvinghiati nei pensieri e nelle azioni appunto a ciò che ci opprime.

Proiettarsi verso situazioni in cui possiamo trovare soluzioni, seppur provvisorie, a problemi che altrimenti ci paiono insormontabili e sono invece superabili.

Per fare questo allora occorre portare molto frutto, come si fa? Iniziando a riconoscere i frutti che già sono intorno a noi e di cui sono colme le nostre mani!

Al v. 1: Gesù dice: Io sono la vite quella vera e mio Padre è l’agricoltore

L’immagine della vite nella Bibbia ha diverse opposte connotazioni: 

di giudizio severo e di riunione solidale e festosa.


Nella seconda parte del v. 7 qualsiasi cosa volete chiedete, e sarà fatto a voi

Certo subito i nostri occhi (e cuore e mente) balzano lì, 

ma la condizione previa è rimanere in Cristo Gesù, i

l che comporta un cambiamento anche del nostro agire e del nostro volere 

e perciò del nostro desiderare cose buone e vere.

La potatura, a regola d'arte, è ciò che dobbiamo imparare a riconoscere e a fare.

Siamo nella narrazione giovannea nell’ambito dei discorsi d’addio di Gesù.

Discorsi non di chiusura ma di un nuovo diverso inizio.

Discorsi che invitano ad uno slancio.

Sono infatti una chiamata al discepolato, 

i discepoli sono ormai pronti ad affrontare l’avventura della vita 

con la grammatica della fede che stanno imparando, 

e la imparano solo e soltanto rimanendo in Gesù e noi con loro. 

Discepoli di ieri, discepoli di oggi 

per porgere il testimone della fede ai discepoli di domani, domani che arriva già.


Volontà di Dio è tenerli tutti aderenti ad una prassi di fede che offre frutti generosi, 

con tutta l’accortezza, l’energia, la pazienza e l’attesa che richiede un lavoro agricolo 

(pane e vino o succo d'uva, saranno frutti di questo lavoro da rac-cogliere 

e condividere nella mensa eucaristica da promuovere e valorizzare, senza escludere).


Rimanere in Gesù Cristo e nella sua comunità per rivitalizzarla e rivitalizzarci. 

Una comunità dove i singoli si sentono parte di un tutto.

Per una fede da testimoniare ora con sussurri ora con canti antichi e parole nuove.




Tu sei là dove sono i tuoi pensieri, 

  assicurati che i tuoi pensieri siano là dove tu vuoi essere

                                                                                  Rabbi Nachman di Brazlav