Matteo 16,15
di Sergio Manna
«E voi, chi dite che io sia?»
In questa pagina
del Vangelo, Gesù rivolge due domande ai suoi discepoli. La prima è:
«Chi dice la gente che sia il Figlio dell'uomo?» (v. 13); la seconda: «E
voi, chi dite che io sia?».
Alla prima domanda i discepoli rispondono
senza problemi, riportando le svariate opinioni che circolavano in
merito a questa questione teologica. In fondo si tratta di una domanda
semplice, perché non è complicato riportare le opinioni altrui su una
qualsiasi questione, quando le si conosce.
Molto più complesso e
impegnativo è invece rispondere alla seconda domanda, perché essa li
interpella e ci interpella personalmente.
«E voi, chi dite che io sia?»
Qui,
infatti, non si tratta di riportare opinioni altrui; si tratta di
mettersi in gioco in prima persona e lasciarsi interrogare direttamente
da Gesù.
Su chi sia Gesù sono stati scritti (e ogni anno vengono
pubblicati) una miriade di libri contenenti le idee e le teorie più
disparate; ma non è quello che fa la differenza.
C’è chi lo ha definito
uno dei grandi maestri dell’umanità, chi lo considera un profeta, chi un
rivoluzionario, chi lo vede semplicemente come un grande uomo e non
manca neppure chi lo considera un visionario o un povero illuso.
La domanda rimane: «E voi, chi dite che io sia?»
E
alla fin fine ciò che conta veramente, quello che può trasformare
realmente la nostra vita, non è quello che altri credono di Gesù, ma
quello che noi crediamo di lui.
Su questa domanda Simon Pietro, unico tra i discepoli, non esita a dare una risposta che è una vera e propria confessione di fede personale:
«Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente» (v. 16).
E questa risposta, questa convinzione, determinerà tutto il corso della sua vita.
Se
esiste un primato di Pietro è proprio questo: l’aver dato per primo una
risposta impegnativa e coinvolgente alla domanda di Gesù sulla propria
identità.
Da quel momento in avanti la sua vita e la sua testimonianza
saranno imprescindibilmente legate a quelle di colui nel quale ha
creduto.
Resta comunque di fronte a ciascuno di noi il compito di
rispondere a nostra volta alla domanda che Gesù ci rivolge: «E voi, chi
dite che io sia?».
Che si tratti di far nostre le parole di Pietro
o che preferiamo trovare parole più personali, la speranza è che sia
una risposta che ci impegni per la vita.Meditazione tratta da: www.chiesavaldese.org