Letture bibliche:
Isaia 22,19-23 Salmi 138 Romani
11,33-36 Matteo 16,13-20
Evangelo di Gesù Cristo secondo
Matteo 16,13-20
13 Poi
Gesù, giunto nei dintorni di Cesarea di Filippo, domandò ai suoi discepoli:
«Chi dice la gente che sia il Figlio dell'uomo?»
14 Essi risposero: «Alcuni dicono Giovanni il
battista; altri, Elia; altri, Geremia o uno dei profeti».
15 Ed
egli disse loro: «E voi, chi dite che io sia?»
16 Simon
Pietro rispose: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
17 Gesù, replicando, disse: «Tu sei beato, Simone, figlio di Giona, perché non la carne e il sangue ti hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è nei cieli.
18 E anch'io ti dico: tu sei Pietro, e su
questa pietra edificherò la mia chiesa, e le porte dell'Ades non la potranno
vincere.
19 Io ti
darò le chiavi del regno dei cieli; tutto ciò che legherai in terra sarà legato
nei cieli, e tutto ciò che scioglierai in terra sarà sciolto nei cieli».
20 Allora
ordinò ai suoi discepoli di non dire a nessuno che egli era il Cristo.
BRICIOLE
DI FEDE
per una fede non in
briciole
Appunti di storia e Meditazione Biblica
di Maurizio Abbà
La domanda centrale al cuore
della fede
La Storia e
purtroppo anche la Storia del Cristianesimo e delle Chiese non fa eccezione,
anzi, è lì puntualmente nel sbriciolare la fede.
Nella notte
tra il 23 e il 24 agosto 1572 (quell’anno
era la notte tra mercoledì e giovedì) si consumò la strage della notte di San
Bartolomeo. Massacro perpetrato dalla fazione cattolica contro gli ugonotti.
Nel massacro
della notte di San Bartolomeo furono uccisi gli studenti stranieri e i librai in
quanto considerati tutti... protestanti! L’odio verso la diversità e la circolazione
della cultura è una costante del Potere
Tra i sovrani
europei anche papa Gregorio XIII (al secolo Ugo Boncompagni, 226° della Chiesa
Cattolica) informato della notizia del massacro ne fu lieto a tal punto che si
mise... a festeggiare! Il papa celebrò il massacro facendo cantare per
ringraziamento un Te Deum nella chiesa di San Luigi dei Francesi a Roma.
Fece coniare una medaglia in ricordo del massacro e commissionò a Giorgio
Vasari una serie di affreschi raffiguranti la strage della notte di San
Bartolomeo.
Papa Gregorio
XIII proprio colui che ha riformato il calendario che prende il nome appunto di
Calendario Gregoriano in vigore in molti paesi del mondo.
Sono altresì noti
i suoi provvedimenti contro gli ebrei, provvedimenti molto pesanti tra cui la
Bolla Sancta Mater Ecclesia (1 settembre 1584) ordinava che tutti gli
ebrei dai 12 anni in su dovevano assistere obbligatoriamente alle “prediche
coatte” per convertirsi.
(L’importante Pontificia Università
Gregoriana prende il nome in omaggio a questo papa).
Il massacro di
quella notte non restò isolato ma seguirono in tante altre città francesi tante
altre stragi.
Siamo nell’abito
delle guerre di religione francesi e le guerre di religione che sul più vasto
territorio europeo hanno letteralmente macellato l’Europa cristiana (guerre
tra cristiani) nel Cinquecento e fino al termine della Guerra dei Trent’Anni
(1618-1648).
«Dicono che la terribile guerra è finita. Ma qui
non ci sono segni di pace: c’è solo odio e violenza. Questo abbiamo imparato
dalla guerra... Viviamo come animali, strappando l’erba coi denti ... Molti
dicono che qui non c’è Dio»
Annotazione del capofamiglia in una Bibbia di
contadini (17 gennaio 1647)
La
notte di San Bartolomeo...Bartolomeo era uno dei dodici apostoli di Gesù.
La
tradizione lo ricorda come ucciso e scuoiato della pelle...
La
Storia è necessaria per fare Memoria, per non dimenticare. Tutto questo non per
buttare sale sulle ferite e farle bruciare ancora di più, al contrario per non
far ritornare simili tragiche situazioni.
Ecco
perché la rivisitazione dei perché delle guerre di religione nell’Europa
moderna è uno dei prossimi necessari step di un percorso ecumenico condiviso
di purificazione delle memorie.
Matteo:
«Questa generazione malvagia e adultera chiede un
segno, e segno non le sarà dato se non quello di Giona». 16,4
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Simone
figlio di Giona. Il passo successivo alla pericope odierna, Matteo
16,21-28 è strettamente collegato nei contenuti a questo e si chiarirà così meglio
il significato di questo nome.
Vffr\1Sarà
uno dei temi della meditazione di Domenica prossima.
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«Chi dice la gente che sia il Figlio dell'uomo?» v.13b
Solitamente
cerchiamo in Cristo certezze, spasmodicamente (o sbadatamente?), «E voi, chi
dite che io sia?» v.15
Cristo
pone invece una domanda, la domanda centrale al cuore della nostra fede.
«Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». v. 16
La
confessione di fede di Pietro avviene, emblematicamente in terra pagana non vi
sono restringimenti all’universalità del messaggio evangelico.
Pendant con la confessione di Pietro vi è
certamente la confessione di fede di Marta in Giovanni 11,25-27:
Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la
vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; e chiunque vive e crede in me,
non morirà mai. Credi tu questo?»
Ella gli disse: «Sì, Signore, io credo che tu sei
il Cristo, il Figlio di Dio che doveva venire nel mondo».
Il
pendant tra le due confessioni di fede è solo testuale, ma non storico-istituzionale.
In Marta riscontriamo la stessa forza, determinazione e fiducia che in Pietro,
ma... la sua confessione di fede non è stata come dire così fortunata... come
quella di Pietro!
Resta
il fatto inconfutabile che la confessione di fede di Marta identifica gruppi e
chiese che s’identificavano nella sua confessione di fede.
Le
comunità giovannee primariamente si riferivano a Marta e al discepolo che Gesù
amava (un tempo chiamato impropriamente il ‘discepolo prediletto da Gesù’ ma il
testo non avvalora questa preferenza).
«le porte dell’Ades non la potranno vincere» v.18
domanda: già
ora in quale “città” vogliamo abitare?
Città, paesi,
villaggi vivibili o dove prevalgono le logiche di morte?
Nell’esperienza del lockdown dove siamo stati (i più fortunati)
confinati in casa, e si bramava l’uscita dalle proprie dimore, per poter
tornare a camminare per le strade senza restrizioni, ed ora? La cronaca quotidiana
ci racconta delle violenze giornaliere e di come quasi si rimpiange che si è
potuti uscire, ma nel periodo della chiusura forzata dell’uscio di casa le
violenze sono aumentate anche tra le pareti domestiche, come i femminicidi.
Vorremmo porte che si aprono alla vita, confidando che la morte non
riuscirà ad inghiottirci definitivamente.
Il
passo isaiano ci ricorda che la figura di Eliachim investito dell’autorità di
essere un padre compassionevole per Gerusalemme e Giuda (Isaia 22,20-23).
Attualizzando:
la compassione come chiave di apertura alle relazioni e, viceversa, chiude ai
soprusi.
Riconoscendo
che non riusciamo a scorgere i giudizi e le vie di Dio (Romani 11,33), ecco
la risorsa della preghiera: essa è risorsa primaria e non un ripiego, infatti in
Salmi 138 l’orante confida nel SIGNORE e la sua lode diventa confessione
di fede cantata.
S’implora
che non sia abbandonato quanto Dio sta edificando e benedicendo (Salmi 138,8).
«Allora ordinò ai suoi discepoli di non dire a
nessuno che egli era il Cristo.» v. 20
Il
segreto messianico è tipico dell’Evangelo secondo Marco, qui in Matteo
vi è una traccia di questa discrezionalità richiesta agli apostoli, a
coloro che nella cerchia di discepolato erano più vicini a Gesù. Perché questo?
Gesù
agendo così vuol ‘disegnare’ uno stile diverso, completamente diverso di
testimoniare la fede, non di ostentarla ed esporla a fragilità ulteriori. Ci
sarà un tempo per presentarla (il tempo della Passione) e non sarà certo una vanteria
ma sarà la croce che dirime ciò che è vero da ciò che è inautentico.
Di seguito una
interpretazione cattolica che porge prospettive condivisibili anche dagli
evangelici:
«Eppure
Gesù, pur consapevole del rischio, fonda una Chiesa fatta di relazioni e non di
sondaggi: essere Chiesa significa vivere un rapporto profondo con lui e tra di
noi, più che elaborare delle strategie e organizzare delle iniziative. O
meglio, strategie e iniziative sono utili e necessarie, nella misura in cui
esprimono la relazione con il Signore e tra di noi. Un grande dono che noi
cristiani possiamo fare al resto del mondo è la testimonianza concreta del
primato delle relazioni, del dialogo, dell’interesse per l’altro.», [citazione tratta da: - Erio
Castellucci, «Con Timore e Gioia grande» Commento ai Vangeli festivi. Anno A,
(Collana Predicare la Parola), EDB Edizioni Dehoniane Bologna, 2019, 126].
In fatto di relazioni non si può non annotare che: la Chiesa cristiana nasce
da Israele, sapere dove si è radicati, oltre i soliti angusti recinti che
riacquistano nuova vitalità.
«La chiesa è il corpo di cui Cristo è il capo;
Gesù risorto e
vivente non abbandona la terra, continua ad agirvi mediante la sua chiesa.»
(tratto da: www.chiesavaldese.org sezione: Chi siamo: Chiesa e
organizzazione La Chiesa Natura della chiesa il popolo di Dio).
La Storia può, a volte, sbriciolare la fede,
tocca a noi, generazione per generazione, recuperarne le briciole
sparse, nonostante tutto,
e raccoglierle tutte.