Matteo 15,28a
di Sergio Manna
«Gesù le disse: "Donna, grande è la tua fede; ti sia fatto come vuoi"».
Il
racconto del Vangelo dal quale è tratto questo versetto è piuttosto
singolare, perché in esso Gesù sembra rivolgere a una donna una frase
che appare come la parafrasi di una delle proposizioni contenute nella
preghiera da lui insegnata ai suoi discepoli e alle sue discepole: il
Padre nostro. E’ innegabile che “ti sia fatto come vuoi” sia una modo diverso per dire “sia fatta la tua volontà”;
solo che qui il destinatario di questa affermazione non è il Padre che è
nei cieli, bensì una madre sulla terra, per giunta pagana, che ha
implorato l’aiuto di Gesù per la guarigione di sua figlia.
Come
mai Gesù dice a lei quelle parole che vuole che i suoi seguaci rivolgano
a Dio? Probabilmente è rimasto impressionato dall’umiltà di quella
donna che non ha protestato quando lui, di fronte alla sua richiesta, ha
risposto, poco simpaticamente, che “non è bene prendere il pane dei figli per buttarlo ai cagnolini”
(v. 26), con riferimento al fatto che lei era pagana e non ebrea. Ma è
rimasto sicuramente anche ammirato dalla sua arguzia e dalla sua
tenacia, quando lei ha replicato che “anche i cagnolini mangiano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni”
(v. 27).
Più di ogni altra cosa lo ha indubbiamente colpito il fatto di
vedere in quella donna pagana una fede che raramente aveva trovato tra i
suoi correligionari. E allora, anziché invitare la donna a rivolgere
al Padre la propria preghiera ripetendo le parole “sia fatta la tua volontà” ha osato dirle “ti sia fatto come vuoi”, esaudendo prontamente la sua richiesta.
Questa
pagina del Vangelo ci ricorda dunque che ci sono situazioni in cui
volontà divina e volontà umana non sono in totale contrapposizione, non
sono inconciliabili, non si pongono in termini di aut aut (o l’una o
l’altra).
A volte le due volontà possono trovare una consonanza o
addirittura possono coincidere.
Quando a generare la nostra preghiera
non sono motivazioni di carattere egoistico, quando la preghiera è
frutto di un genuino amore per il prossimo, per il quale ci diamo da
fare e la cui cura non demandiamo esclusivamente a Dio, può accadere che
mentre (dopo aver fatto la nostra parte) ci accingiamo a dire al
Signore “sia fatta la tua volontà” egli ci risponda “ti sia fatto come vuoi”.
Succede qualche volta, anche se non così spesso come vorremmo. E forse
accade proprio perché ciò che in quel momento ci sta a cuore coincide
per una volta con quello che sta a cuore a Dio. Ricordiamocene ogni
volta che ci accingiamo a rivolgere al Signore le nostre richieste.
tratto da: www.chiesavaldese.org