DOMENICA 29 MARZO
5a DEL TEMPO DI PASSIONE - JUDICA Fammi giustizia, o Dio
Salmi 43,1a
Ezechiele
37,12-14
Perciò,
profetizza e di' loro: Così parla il Signore, DIO: "Ecco, io aprirò le
vostre tombe, vi tirerò fuori dalle vostre tombe, o popolo mio, e vi ricondurrò
nel paese d'Israele. Voi conoscerete che io sono il SIGNORE, quando aprirò le
vostre tombe e vi tirerò fuori dalle vostre tombe, o popolo mio! E metterò in
voi il mio Spirito, e voi tornerete in vita; vi porrò sul vostro suolo, e
conoscerete che io, il SIGNORE, ho parlato e ho messo la cosa in atto",
dice il SIGNORE».
Salmi 130
O SIGNORE, io grido a te da
luoghi profondi!
Signore, ascolta il mio grido;
siano le tue orecchie attente al mio grido d'aiuto!
Se tieni conto delle colpe, Signore,
chi potrà resistere?
Ma presso di te è il perdono,
perché tu sia temuto.
Io aspetto il SIGNORE, l'anima mia lo aspetta;
io spero nella sua parola.
L'anima mia anela al Signore
più che le guardie non anelino al mattino,
più che le guardie al mattino.
O Israele, spera nel SIGNORE,
poiché presso il SIGNORE è la misericordia
e la redenzione abbonda presso di lui.
Egli redimerà Israele
da tutte le sue colpe.
Signore, ascolta il mio grido;
siano le tue orecchie attente al mio grido d'aiuto!
Se tieni conto delle colpe, Signore,
chi potrà resistere?
Ma presso di te è il perdono,
perché tu sia temuto.
Io aspetto il SIGNORE, l'anima mia lo aspetta;
io spero nella sua parola.
L'anima mia anela al Signore
più che le guardie non anelino al mattino,
più che le guardie al mattino.
O Israele, spera nel SIGNORE,
poiché presso il SIGNORE è la misericordia
e la redenzione abbonda presso di lui.
Egli redimerà Israele
da tutte le sue colpe.
Romani 8,8-11
e
quelli che sono nella carne non possono piacere a Dio.
Voi però non siete nella carne ma nello Spirito, se lo Spirito di Dio abita veramente in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, egli non appartiene a lui. Ma se Cristo è in voi, nonostante il corpo sia morto a causa del peccato, lo Spirito dà vita a causa della giustificazione. Se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo Gesù dai morti vivificherà anche i vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi.
Voi però non siete nella carne ma nello Spirito, se lo Spirito di Dio abita veramente in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, egli non appartiene a lui. Ma se Cristo è in voi, nonostante il corpo sia morto a causa del peccato, lo Spirito dà vita a causa della giustificazione. Se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo Gesù dai morti vivificherà anche i vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi.
Evangelo
di Gesù Cristo secondo Giovanni 11,1-45
1 C'era un ammalato, un certo Lazzaro di Betania,
del villaggio di Maria e di Marta sua sorella. 2 Maria era quella
che unse il Signore di olio profumato e gli asciugò i piedi con i suoi capelli;
Lazzaro, suo fratello, era malato. 3 Le sorelle dunque mandarono a
dire a Gesù: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato». 4 Gesù,
udito ciò, disse: «Questa malattia non è per la morte, ma è per la gloria di
Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio sia glorificato».
5 Or Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro; 6 com'ebbe udito che egli era malato, si trattenne ancora due giorni nel luogo dove si trovava. 7 Poi disse ai discepoli: «Torniamo in Giudea!» 8 I discepoli gli dissero: «Maestro, proprio adesso i Giudei cercavano di lapidarti, e tu vuoi tornare là?» 9 Gesù rispose: «Non vi sono dodici ore nel giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; 10 ma se uno cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui». 11 Così parlò; poi disse loro: «Il nostro amico Lazzaro si è addormentato; ma vado a svegliarlo». 12 Perciò i discepoli gli dissero: «Signore, se egli dorme, sarà salvo». 13 Or Gesù aveva parlato della morte di lui, ma essi pensarono che avesse parlato del dormire del sonno. 14 Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto, 15 e per voi mi rallegro di non essere stato là, affinché crediate; ma ora, andiamo da lui!» 16 Allora Tommaso, detto Didimo, disse ai condiscepoli: «Andiamo anche noi, per morire con lui!»
5 Or Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro; 6 com'ebbe udito che egli era malato, si trattenne ancora due giorni nel luogo dove si trovava. 7 Poi disse ai discepoli: «Torniamo in Giudea!» 8 I discepoli gli dissero: «Maestro, proprio adesso i Giudei cercavano di lapidarti, e tu vuoi tornare là?» 9 Gesù rispose: «Non vi sono dodici ore nel giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; 10 ma se uno cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui». 11 Così parlò; poi disse loro: «Il nostro amico Lazzaro si è addormentato; ma vado a svegliarlo». 12 Perciò i discepoli gli dissero: «Signore, se egli dorme, sarà salvo». 13 Or Gesù aveva parlato della morte di lui, ma essi pensarono che avesse parlato del dormire del sonno. 14 Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto, 15 e per voi mi rallegro di non essere stato là, affinché crediate; ma ora, andiamo da lui!» 16 Allora Tommaso, detto Didimo, disse ai condiscepoli: «Andiamo anche noi, per morire con lui!»
17 Gesù dunque, arrivato, trovò che Lazzaro era già da quattro giorni nel sepolcro. 18 Or Betania distava da Gerusalemme circa quindici stadi, 19 e molti Giudei erano andati da Marta e Maria per consolarle del loro fratello.
20 Come Marta ebbe udito che Gesù veniva, gli andò incontro; ma Maria stava seduta in casa. 21 Marta dunque disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto; 22 e anche adesso so che tutto quello che chiederai a Dio, Dio te lo darà». 23 Gesù le disse: «Tuo fratello risusciterà». 24 Marta gli disse: «Lo so che risusciterà, nella risurrezione, nell'ultimo giorno». 25 Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; 26 e chiunque vive e crede in me, non morirà mai. Credi tu questo?» 27 Ella gli disse: «Sì, Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che doveva venire nel mondo».
28 Detto questo, se ne andò, e chiamò di nascosto Maria, sua sorella, dicendole: «Il Maestro è qui, e ti chiama». 29 Ed ella, udito questo, si alzò in fretta e andò da lui. 30 Or Gesù non era ancora entrato nel villaggio, ma era sempre nel luogo dove Marta lo aveva incontrato. 31 Quando dunque i Giudei, che erano in casa con lei e la consolavano, videro che Maria si era alzata in fretta ed era uscita, la seguirono, supponendo che si recasse al sepolcro a piangere.
32 Appena Maria fu giunta dov'era Gesù e l'ebbe visto, gli si gettò ai piedi dicendogli: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto». 33 Quando Gesù la vide piangere, e vide piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, fremette nello spirito, si turbò e disse: 34 «Dove l'avete deposto?» Essi gli dissero: «Signore, vieni a vedere!»
35 Gesù pianse.
36 Perciò i Giudei dicevano: «Guarda come l'amava!» 37 Ma alcuni di loro dicevano: «Non poteva, lui che ha aperto gli occhi al cieco, far sì che questi non morisse?»
38 Gesù dunque, fremendo di nuovo in se stesso, andò al sepolcro. Era una grotta, e una pietra era posta all'apertura. 39 Gesù disse: «Togliete la pietra!» Marta, la sorella del morto, gli disse: «Signore, egli puzza già, perché siamo al quarto giorno». 40 Gesù le disse: «Non ti ho detto che se credi, vedrai la gloria di Dio?» 41 Tolsero dunque la pietra. Gesù, alzati gli occhi al cielo, disse: «Padre, ti ringrazio perché mi hai esaudito. 42 Io sapevo bene che tu mi esaudisci sempre; ma ho detto questo a motivo della folla che mi circonda, affinché credano che tu mi hai mandato». 43 Detto questo, gridò ad alta voce: «Lazzaro, vieni fuori!» 44 Il morto uscì, con i piedi e le mani avvolti da fasce, e il viso coperto da un sudario. Gesù disse loro: «Scioglietelo e lasciatelo andare».
45 Perciò molti Giudei, che erano venuti da Maria e avevano visto le cose fatte da Gesù, credettero in lui.
BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole
Confessione di Fede & Risurrezione
Maurizio Abbà
Il lezionario Un Giorno Una Parola ci
ricorda che questa Domenica è denominata: Judica Fammi giustizia, o Dio!
Salmi 43,1.
L’invocazione è pressante, il Salmo prosegue anche
con le seguenti parole: Tu sei il Dio che mi dà forza; perché mi hai
abbandonato? Perché devo andare vestito a lutto per l’oppressione del nemico?
Questo è uno dei Salmi che finisce in gloria,
“Spera in Dio, perché lo celebrerò ancora;
egli è il mio salvatore e il mio Dio.”
Il
profeta Ezechiele ci dice che Dio aprirà e ci toglierà dalle tombe,
nel frattempo chi si è salvato dal coronavirus
(ma il pericolo resta insidioso, ‘spiandoti’, ’accovacciato’ (testo Cei) alla
porta Genesi 4,7 “ma tu dòminalo”, da solo non ci si riesce). Si spera di
uscire un giorno non lontano dalle proprie case che potranno aprirsi e poter finalmente
quindi uscire per abbracciare… la normalità.
Tornano in mente le parole del teologo Dietrich
Bonhoeffer riferite al periodo di fine anno, vale anche per questo nostro difficile
periodo:
«Chi con la fine dell’anno non sa fare niente di
meglio che compilare un registro con quello che di cattivo ha fatto in passato
e decidere, d’ora in poi – ma quanti ‘da ora in poi’ sono già passati! di iniziare il nuovo anno con propositi
migliori, è ancora nel paganesimo fino al collo. Costui pensa che i buoni
propositi facciano da soli il nuovo inizio, ovvero che egli possa iniziare il
nuovo quando vuole. E questa è una pessima illusione»
(-Dietrich Bonhoeffer, Voglio vivere questi
giorni con voi, a cura di Manfred Weber, Traduzione di Andrea Aguti e Guido
Ferrari, Editrice Queriniana, Brescia, 2007, 11).
Togliete la pietra.
Giovanni 11,41
Nell’emergenza coronavirus si prospetta sia per
saggezza, sia come slancio verso il futuro che si spera prossimo, quello che si
farà dopo.
Si ha voglia di normalità, di poter uscire,
incontrare, abbracciare,
prima quando si poteva fare non c’era molta bramosia in
questo senso, la normalità delle relazioni sociali attive era una benedizione,
ora lo sappiamo.
Un po’ in ritardo ma qualcosa si può recuperare.
Bisogna fare però attenzione ai facili (troppo
facili) propositi.
Nel testo di Giovanni 11 Lazzaro è protagonista…muto,
non dice nulla, e cosa avrebbe potuto dire? La Risurrezione aziona lo stupore
della vita.
La sorella Marta, passata alla storia per essere
molto indaffarata, sono note le parole di Gesù: “Marta, Marta, tu ti affanni e
sei agitata per molte cose”, Luca 10,41.
La confessione di fede di Marta è davvero di
estrema importanza:
è Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la
vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; e chiunque vive e crede in me,
non morirà mai. Credi tu questo?» Ella gli disse: «Sì, Signore, io credo che tu
sei il Cristo, il Figlio di Dio che doveva venire nel mondo», Giovanni
11,25-27.
-La confessione di fede di Marta fa pendant
con quella celeberrima di Pietro: Matteo 16,16-18, appunto, quella di
Pietro ha avuto, come dire, una certa “fortuna”, quella di Marta no.
Togliete la pietra!…questo è un tempo in cui
bisogna togliere molte cose che ci ostacolano nel vivere, dai virus ai
pregiudizi. Siamo chiusi in casa ma dobbiamo aprire menti e cuori, ancora di
più.
Il predicatore valdese Jacopo Lombardini
(1892-1945) predicò in una riunione quartierale proprio su questo testo, egli s’impegnò,
a costo della vita, a cercare di togliere il macigno del nazifascismo che
incombeva sulla vita delle persone.
Con Domenica 29 marzo 2020, è tornata in vigore l’ora
legale, un sacrificio per il nostro organismo che deve abituarsi a nuovi ritmi
biologici, per avere più luce nel corso della giornata e quindi per risparmiare
energia elettrica.
Un sacrificio che risulta doppio nel mentre,
seppur a singhiozzo, le belle giornate arrivano e siamo tenuti a stare in tanti
nelle proprie dimore (ma vi sono anche quelli che sono senza un luogo dove
poter dimorare ed un’altra difficoltà).
Togliere, anzi il testo afferma Tolsero (‘levarono’)
la pietra, è un’azione al plurale, non c’è spazio per egoismi individualistici,
c’è molto da fare insieme.
Uscire, sentirsi chiamare per nome,
in questo periodo di costrizione forzata, forzata
sì ma giusta per la salute altrui e nostra,
uscire può risuonare come un verbo dolce, un
esodo, riscopriremo la dimensione della normalità e davvero sapremo (?)
apprezzarla.
Purtroppo non è ancora giunto quel momento che
prima pareva banale, ovvio, ora ci pare che sarà una festosa benedizione.
Per alcune persone le pareti domestiche sono ancora
di più una gabbia, allora per alcuni tipi di disabilità occorrono accorgimenti
particolari che tengano conto, con premurosa sensibilità, delle esigenze dei
più fragili.
Vi sono donne che tra le mura domestiche potrebbero
subire violenze senza poter dare eco alle loro richieste di aiuto.
Tra quelli colpiti ancor di più: ci sono i i
ragazzi autistici che vivono come una costrizione difficilmente spiegabile
questo ‘stare ai domiciliari’. Insomma sono tante le situazioni di disagio
sociale, e il disagio economico già si preannuncia in tutta la sua prepotenza.
Impareremo tante cose, alcune le stiamo già
imparando sulla pelle di tante persone che purtroppo abbiamo perduto. Impariamo
che non è utile fabbricare armi e armamenti, servono a nostro vera Difesa:
mascherine, respiratori, saturimetri, camici, guanti, e bombole dell’ossigeno,
sono queste le armi che ci servono contro il nemico coronavirus, sono queste le
armi di cui dovevamo fare scorta e dobbiamo imparare a non farcele mancare più.
Per non fare prevalere la morte.
L’esodo è alla rovescia è in direzione del nostro
restare a casa, per un tempo non ancora precisato nel dettaglio, che si presume
non sarà brevissimo. Bisogna allora attrezzarsi fisicamente e sempre di più
anche psicologicamente.
Per non poche persone sarà un periodo in cui
riscoprire lo stare vicino ai propri cari (medici e personale sanitario invece sono
tra coloro che non possono… a loro la nostra gratitudine che deve esprimersi
concretamente ora e poi dopo.).
Chi ha la fortuna della compagnia degli animali
domestici sia grato, sono un aiuto di amore semplice e profondo.
Nel ‘libro dei segni’ del IV Evangelo inaugurato
dalla trasformazione che Gesù compie dell’acqua in vino alle nozze di Cana di
Galilea (Gv 2,1-11) al segno della Resurrezione di Lazzaro, passando per
guarigioni, l’uscita da blocchi paralizzanti, una formidabile condivisione dei
pani (condividere vuol dire moltiplicare!), riuscire a camminare sulle
difficoltà e non affondare, dare possibilità di nuove visioni, nuove
prospettive, ed ora il segno dei segni: la Risurrezione, la vittoria sulla morte.
La Risurrezione di Lazzaro non è ancora quella di
Gesù compiuta e definitiva, ma è un tornare a vivere su questa terra, una
seconda, insperata, chance di ri-cominciare.
Verrà il tempo che potremo di nuovo uscire e ci
sentiremo chiamare dal Maestro Gesù, per nome,
come un’altra Maria, di Màgdala, la Maddalena, Gv
20,16,
la chiamata a vivere è già risuonata, l’avventura
della vita merita, nonostante tutto, sciogliamo i legami della morte.
Maurizio Abbà