venerdì 13 marzo 2020

Gesù e la Donna Samaritana Giovanni 4,19-26 - Mots-Clés


Testo del pastore Maurizio Abbà
Mots-Clés

v. 19   profeta l’autentico profeta biblico è colui che ‘legge il presente’ secondo l’insegnamento divino, lo legge oltre la superficialità e le apparenze.

v. 20  Gerusalemme una città molto importante, ieri come oggi, ma non per questo è ‘sacra’. Sacralizzando un luogo lo si carica, per così dire, di risvolti che poi, data la natura umana e quella religiosa non fa eccezione anzi conferma il tutto, diventano inevitabilmente bellici. Una terra santa, infatti, la si conquista ad ogni costo e se la si perde la si vuole riconquistare sempre ad ogni costo. Una (buona) dose di laicità nel considerare l’importanza dei luoghi (importanza è innegabile) non guasta.

v. 21  Donna Gesù la considera nella sua dignità (qui il termine risulta non aspro come invece parrebbe in Gv 2,4), non importa che sia “eretica” i Samaritani erano considerati tali, la sua dignità è di essere ad immagine di Dio;

v. 22  La salvezza viene dai giudei
passo biblico che costituisce un possibile antidoto alle diverse forme dei veleni dell’antisemitismo (non a caso il passo fu eliminato in epoca nazista).

v. 23  in spirito e verità c’è la dimensione che si può definire ‘laica’ e che va riscoperta  ed ora c’è la dimensione della spiritualità che non è astratta ma si nutre della verità,  e la verità per essere tale non può essere una verità sanguinaria ossia non può fare vittime in suo nome. Spirito e Verità un tandem distinto ma inscindibile, che non può essere imposto ma che è possibile accogliere.

v. 25 Messia vivere e pensare messianicamente porge un ritmo diverso ad ogni situazione. Dopo la venuta di Gesù il messianismo è qualcosa di concreto, una spiritualità che diventa concreta nella preghiera presente nella quotidianità.