martedì 27 gennaio 2026

Ri-cordare

 

 Fare Memoria, Memoria del Fare


                                                                                                                    Maurizio Abbà


Ri-cordare. 

Dagli antichi il 'cuore' era ritenuto luogo della memoria.

Con il cuore dunque bisogna coltivare il ricordo della memoria 

perché non accada più una Shoah, per nessuno.

Con il cuore comunicare alle nuove generazioni

una possibilità diversa di vivere e di lasciar vivere nella diversità.


L'antisemitismo è una piaga plurimillenaria.

L'odio verso il diverso si declina ora contro l'ebreo 

poi contro il diverso.


L'antisemitismo ha tratti ideologici multiformi, 

antisemitismi al plurale, 

molteplici le radici ideologiche

ma sono tutti contro i diritti delle persone.


Gli antisemitismi sono contro i diritti della persona, delle persone.


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Gesù/Yeshuà, Ebreo osservante, entrava di Sabato, 

nelle Sinagoghe e partecipava all'attività di ascolto e di lettura

dei Testi dove abita la Parola.

Bisogna fare memoria dell'ebraicità di Gesù/Yeshuà

questo può essere un antidoto al veleno dell'antisemitismo 

che continua purtroppo a scorrere.


Esodo/Nomi 20,7 

Non pronunciare il nome del SIGNORE, Dio tuo, invano;


“Invano”, in lingua ebraica: “shaveh” (dalle lettere: shin, waw, alef ) al femminile formano un termine che nella memoria ci fa rabbrividire ma deve tenerci costantemente attenti per evitare che si ripeta: il termine è shoah. 

La Shoah: ossia lo Sterminio nazista di milioni e milioni di esseri umani, tra cui: 

appunto ebrei, zingari Sinti e Roma 

("Porrajmos" il genocidio nella lingua dei zingari Roma,

lo sterminio negli anni della Seconda Guerra Mondiale, 

il termine Porrajmos vuol dire il "Grande divoramento" è stata la Shoah degli zingari),

tra le vittime anche: 

Handicappati, Testimoni di Geova, 

Oppositori politici civili e militari, di destra, centro, e sinistra, 

Omosessuali, la persecuzione dei Neri,

in tanti sono stati vittime.

Milioni di persone, milioni di vittime.


‘Shoah’ indica la situazione in cui non c’è distinzione, non c’è differenza e l’individuo non riesce più ad essere se stesso.

Shoah: vuol dire che la vita risulta appiattita fino all’annichilimento, 

è annientata la particolare vitalità che caratterizza ogni persona.

Per questo allora la memoria individuale e collettiva di tutti deve funzionare non vanamente. 

    - Rabbi Nachman di Brazlav (1772-1811) 

invitava uscire dalla parola “già parlata” 

e dal pensiero “già pensato” nei quali tante volte siamo tentati di rinchiuderci. 

Questo vuol dire non farsi restringere la visuale dai pregiudizi che oscurano i nostri sensi.

Questo vuol dire non rassegnarsi

vuol dire vincere l'indifferenza.