Evangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 3,13-17
Mots-Clés
ALLORA... ARRIVA... GESÙ
BATTESIMO
GIUSTIZIA
I CIELI S’APRIRONO
COLOMBA
UNA VOCE DAL CIELO
ALLORA... ARRIVA... GESÙ
Allora sopraggiunge Gesù (traduzione Nuovo Testamento Interlineare) Allora Gesù dalla Galilea venne al Giordano (traduzione Cei 2008) Allora Gesù viene al Giordano (traduzione di Silvano Fausti)
Silvano Fausti:
«Allora»: in quel tempo, quando Gesù aveva 30 anni. Noi leggendo il racconto viviamo quell’ora stessa, siamo anche noi sulle rive del Giordano, tanto è vero che il testo dice: «Gesù viene», e non: «andò». Questo «viene» esprime anche che l’iniziativa è sua, che egli risponde alla nostra incapacità di andare da lui. Lui è il Dio che viene, che è venuto, che verrà e che viene continuamente.
Silvano Fausti, con la collaborazione di Filippo Clerici, Il Vangelo di Matteo, (lettura pastorale della Bibbia), EDB, 2019, 29.
GIUSTIZIA
“ «ogni giustizia» non consiste nel battesimo di Giovanni, ma appartiene a esso soltanto. La frase assume un carattere programmatico: Gesù, che obbedisce alla volontà di Dio, diviene prototipo e modello dei cristiani. “,
Ulrich Luz, Matteo 1, Paideia, Brescia, 2006, 240-241.
“Gesù [...] Egli è colui che viene dare a compimento, come la scena del battesimo ci annuncia. Gesù dice infatti a Giovanni: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia» (Mt 3,15). Sono le prime parole che Gesù pronuncia nel Vangelo secondo Matteo E le prime parole che ciascun evangelista mette in bocca al protagonista principale del proprio racconto – Gesù, appunto – devono essere state, da essi, particolarmente meditate e scelte con cura, per far trasparire in modo immediato l’identità di Gesù.
Per Matteo, infatti, Gesù è colui che viene a compiere la giustizia, cioè la volontà del Padre, le sue promesse, tutto ciò che le Scritture avevano profetizzato”,
Luca Fallica, Un Tesoro fra le mani Commento ai Vangeli festivi Anno A, (Spiritualità del quotidiano), Paoline, Milano, 2016.
BATTESIMO
“ Subito dopo Matteo racconta: «Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua» (Mt 3,16). Più esattamente l’evangelista scrive «salì» dall’acqua. Si tratta della medesima immagine che il libro di Giosuè utilizza per raccontare il passaggio dal Giordano e l’ingresso nella terra promessa. Nel greco della Settanta è l’anabasis , la salita nella terra; e anabasis viene proprio dal verbo anabaino con il quale Matteo descrive il «salire» di Gesù dal Giordano. “
-Luca Fallica, Un Tesoro tra le mani, 56-57.
I CIELI S’APRIRONO
S’aprirono i cieli
Bibbia TOB: «L’espressione significa l’unione della terra e del cielo (cf At 7,56; 10,11-16; Gv1,51) e una rivelazione celeste (Is 63,19; Ez 1,1; Ap 4,1; 19,11).»
COLOMBA
I racconti del battesimo di Gesù descrivono tutti la discesa dello Spirito santo su Gesù “come una colomba” (Mc 1,10; Mt 3,16; Lc 3,22; Gv 1,32).
[...] Alcuni studiosi ritengono che l’immagine possa essere stata suggerita dallo Spirito aleggiante di Gen 1,2. Altri indicano la “colomba” di Gen 8,8 o il paragone dello Spirito di Dio con un’aquila in Dt 32,11.
-Pheme Perkins, in: Paul J. Achtemeier e della Society of Biblical Literature,
Dizionario Biblico, Edizione italiana a cura di Piero Capelli, Zanichelli, Bologna, 2003, 181-182.
UNA VOCE DAL CIELO
'bàt qòl' termine ebraico, letteralmente significa: «figlia della voce», «voce celeste».
Utilizzato per indicare una voce che dal cielo manifesta i propositi della volontà divina.
Per la tradizione ebraica sul versante rabbinico la bàt qòl è una sorta di succedaneo della rivelazione profetica, che terminò, secondo la tradizione interpretativa rabbinica, con la morte dei profeti Aggeo, Zaccaria, Malachia.
La voce dal cielo che si fece udire da Gesù in Mt 3,17 (e passi paralleli), alcuni biblisti la interpretano e la inquadrano, appunto, come bàt qòl.