mercoledì 16 agosto 2023

Sognare di canzoni e di libri


Nella canzone di Vasco Rossi Ho fatto Un Sogno risulta evidente il desiderio di una vita e di un’arte libera da condizionamenti altamente oppressivi, una canzone per vegliare, per non essere plasmati e schiacciati dal pensiero unico. 

Da un’altra prospettiva ma per certi tratti pendant con la canzone di Vasco 
ecco la canzone di Luciano Ligabue: Sono sempre i sogni a dare forma al mondo di una realtà con le sue fragilità e nell’unicità esclusiva, dell’amore, della tua individualità, “So che nessuna è come te”, nella convinzione che “sono sempre i sogni a fare la realtà”. 

Prospettive per ricominciare per un cambiamento che non sia vittima della rassegnazione. 
Con le parole di uno scritto di Gabriella Caramore che utilizzando un'altra lente interpretativa:

«Vorrei proporre un paradosso accostando due termini apparentemente antitetici: sogno e realtà.
Il paradosso è che il realismo – l’adesione esasperata al reale – spesso non produce realtà. La frena, la immiserisce. Il sogno, all’opposto, può generarla, nutrirla, farla crescere. È il sogno che genera mondi. Non il principio di realtà, che è principio di conservazione. Tutto ciò che esiste nella vita di uomini e donne – tutto ciò che esiste di significativo – è frutto di desiderio, di sogno, di oltrepassamento. Non di “realismo”. Il “pensiero dominante” nell’Occidente contemporaneo – o per lo meno un indirizzo molto diffuso nel pensiero cosiddetto “globale” – ha preteso di relegare il sogno nelle ombre dell’effimero, dell’illusorio, dell’insignificante. Ma in questo modo si è cessato di produrre visioni, di ascoltare profezie, di costruire realtà.» 
(Gabriella Caramore, Il sogno è potenza di realtà 
(collana Uguali_Diversi), Aliberti editore, Roma, 2010, 13-14.


Effettivamente di solito l’insegnamento offerto è quello del Vegliare, ricordato a suon di musica, si pensi a:
Veglia al mattin, la sera veglia ancor, di Jean Sibelius, riportato anche nell’Innario Cristiano (Inno 339), editrice Claudiana.

La sentinella citata in Isaia 21,11 cui è richiesto, per due volte, “Sentinella, a che punto è la notte?”,
e nella storia dell’azione e del pensiero evangelico, i periodi de
‘Il Risveglio’, quanto avvenuto nelle colonie americane con il primo e con il secondo Great Awakening (1730-1740 e 1800 circa), il Grande Risveglio, potenza di predicazione, grande fervore, però molte contraddizioni sociali che permanevano (la schiavitù, ma non solo).

Ma il sogno … come non pensare a 
“Ho un sogno” I have a dream del pastore battista Martin Luther King Jr. pronunciato il 28 agosto 1963 davanti al Lincoln Memorial di Washington nell’ambito delle lotte per i diritti civili degli afroamericani e per i diritti di tutti. Un sogno spezzato dall’uccisione del pastore battista e poi violentemente tante altre volte, un sogno che attende ancora oggi, sessant’anni dopo, che i frammenti siano ricomposti.

Di Giampiero Comolli, è il libro  
Bibbia e sogno Sonno e mondo onirico tra Antico e Nuovo Testamento 
libro che consiglio, una introduzione alla teologia biblica sotto lo sguardo della visione, del sogno, del dormire nei testi biblici del Primo e del Secondo Testamento (Antico e Nuovo).

“Esiste una sapienza biblica del buon dormire, una via biblica del coricarsi in pace, disponendosi a ricevere sogni di vita. Insegnamento tanto più prezioso in un’epoca come la nostra, in cui facilmente si dorme troppo poco e anche male, spesso agitati dall’ansia, spesso acquietati soltanto da un sonnifero potente. Mentre nelle Scritture troviamo parole che la sera ci aiutano a chiudere sereni gli occhi, per riaprirli di nuovo sereni al mattino. Purtroppo si tratta però di parole il più delle volte trascurate, non ben conosciute e ancor meno meditate. Occorrerebbe allora andarle a cercare con attenta calma, sia nell’Antico Testamento, sia nel Nuovo Testamento. E forse ne vale davvero la pena. Perché una volta disposte finalmente l’una accanto all’altra, tali parole ci dischiuderanno un mondo nuovo: la meraviglia inattesa del sonno pacificato e luminoso, dei sogni così rigeneranti e speranzosi e consolanti, da farci supporre che siano stati inviati a noi dallo Spirito stesso del Signore.”
(Comolli, 5).

Genesi 28,12-15 “Fece un sogno” sarebbe di Giacobbe il primo sogno nella Bibbia
Visioni che diventano sogni, 
dal primo sogno raccontato nella Bibbia, secondo Comolli:
Genesi 28,12-15: il celebre sogno di Giacobbe, è il celebre passo della scala di Dio.  
“È il primo sogno in assoluto che incontriamo nella Bibbia, ed è forse il più bello, il più inatteso, il più consolante”, (Comolli, 37).
(Ma: Genesi 20,3-7 “Dio venne di notte, in un sogno, ad Abimelec”,
sogno liberatore per Sara, sogno che, infatti, si sostituisce alla mancanza di coraggio di Abramo che aveva lasciato la moglie-sorella Sara (Genesi 20,12) alle brame di Abimelec).

Genesi 37,5-11 dove i sogni di Giuseppe complicano il suo presente ma delineano il futuro. E tanto altro, l’umanità dei protagonisti biblici è nella luce di un itinerario illuminato e così i nostri sogni ed i nostri risvegli. 
Fino a: 

“Si chiarisce così l’importanza cruciale del grande tema del sonno nel mondo biblico. Il sonno non è semplicemente uno straordinario, irrinunciabile atto fisiologico, che Dio ci dona per permetterci di riposare. E non è nemmeno soltanto un mezzo possibile di rivelazione della volontà di Dio, che ci si può manifestare in sogno. È anche – per le Scritture – dimostrazione della volontà salvifica di Dio, che non vuole mai la morte, che si oppone alla morte, che preserva dentro la nostra morte stessa la scintilla della vita, 
(Comolli, 163).

Solo per citare alcuni tratti di un itinerario nel mondo onirico della Bibbia che prosegue...

Comolli con la sua scrittura semplice e ricercata, al contempo, porge a chi legge contenuti di riflessione di spessore; come in tutti i suoi libri è un piacere leggerlo, suscita scintille di pensiero di placida e vitale energia prorompente:

- William Shakespeare con il personaggio Prospero che ci rammenta: “Noi siamo tessuti con la stessa trama dei sogni ed è la piccoletta vita nostra dal sonno circondata!”, La Tempesta, (Atto IV, scena unica).

- E con la canzone de i Negrita Ho imparato a sognare 
(successivamente reinterpretata da Fiorella Mannoia) possiamo dire anche:

"C’è che ormai che ho imparato a sognare non smetterò"

                                                                                                       Maurizio Abbà 


                                                           in copertina:
                                                           Giotto
                                                          Sogno di Gioacchino -particolare-
                                                          (1303-1305 circa)
                                                           Cappella degli Scrovegni - Padova

                                                           copertina a cura di Vanessa Cucco 

titolo          Bibbia e sogno

sottotitolo        Sonno e mondo onirico tra Antico e Nuovo Testamento

Autore          Giampiero Comolli

Argomento Spiritualità

Collana         Spiritualità, 35

Editore         Claudiana

Pagine         168

www.claudiana.it