giovedì 24 agosto 2023

Il "Tu sei Pietro" pietra di base o pietra d'inciampo?

Matteo 16,18:  "tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia chiesa"

...Tu sei Pietro...

riflessioni di Vittorio Subilia (1911-1988) pastore e teologo valdese 

Nessuna interpretazione elaborata dalle tre grandi tradizioni confessionali dà l’impressione di essere confacente ai dati del testo.

Non l’interpretazione cattolica: comunque s’interpreti l’espressione riportata dall’Evangelo di Matteo non è né evidente né sicuro che essa contenga l’idea di primato, l’idea di governo, l’idea di magistero, il concetto di trasmissione ai successori di questo primato, di questo governo, di questo magistero, il concetto di vicario di Cristo come garanzia dell’unità della chiesa, che pure costituiscono i cardini della interpretazione cattolica. Questi motivi non solo mancano in forma esplicita del testo, ma sono in gran parte contrastanti con l’ispirazione centrale del messaggio neotestamentario.

Non l’interpretazione ortodossa: sulla base della promessa «Io sono con voi tutti i giorni sino alla fine dell’età presente» (Mt 28:20) gli ortodossi escludono ogni idea di vicariato: attenendosi all’insegnamento di Gesù sullo spirito di servizio che contrasta ogni spirito di dominio (Mt. 20:20-28), sostituiscono il principio del potere col principio della comunione, il principio del primato col principio dell’amore, ma propongono come spiegazione della «pietra» il potere di celebrare l’eucaristia. Pietro è «il primo Vescovo celebrante la prima mensa del Signore e in questo senso è pietra, fondamento che durerà sino alla Parousìa; senza questa “pietra” perpetuata – potere di celebrare l’eucarestia – la chiesa non esiste». Non è dato vedere quale vantaggio di maggiore aderenza interpretativa provenga dal rifiutare la chiave giuridica del potere per adottare la chiave sacramentale della celebrazione eucaristica.

Non l’interpretazione protestante: ricollegandosi a una ricca tradizione dell’antica esegesi patristica e particolarmente a certi classici testi agostiniani, i Riformato hanno spiegato il passo nel senso che la chiesa è fondata su Cristo e sulla confessione della fede in lui. Questa spiegazione sembra supporre che il problema specifico posto da Mt. 16:18 non sussista e che il passo non sia altro che una variante di Ef. 2:20 dove è detto che la chiesa è edificata «sul fondamento degli apostoli e dei profeti, essendo Cristo Gesù stesso la pietra angolare». Tutte le interpretazioni protestanti successive ricalcano lo schema della identificazione della pietra con Cristo, rifiutando l’identificazione della pietra con Pietro, oppure indicando la pietra nella fede in Cristo di Pietro o nel ministero apostolico di Pietro, come primo testimone di Cristo. L’aderenza di questa interpretazione alla linea centrale del messaggio biblico è fuori discussione

[...]

Ma si può oggettivamente sostenere che questa interpretazione chiarisca il rapporto tra il «Tu sei Pietro» e il senso cristologico attribuito a «questa pietra»? Si può davvero concludere che la frase di Gesù non si riferisca a una persona singola, ma alla chiesa edificata sulla pietra Cristo? Ma allora come si spiega la presenza dell’inciso, quale significato e quale funzione si deve attribuire a quel «Tu sei Pietro», che, se si esclude l’assonanza di forma e di

contenuto, appare come un elemento estraneo e privo di connessione con la proposizione che ne dovrebbe dipendere: «su questa pietra?» Si prova l’imbarazzata sensazione di qualche cosa di forzato, come se le regole sintattiche e la logica concettuale non fossero salvaguardate. Il fatto che Pietro sia il primo di una serie di testimoni della risurrezione (I Cor. 15:5), il primo di una serie di confessori di Cristo, quindi la prima in ordine di tempo delle pietre dell’edificio comunitario fondato sulla pietra vivente di Cristo (I Pie. 2:4-5), è abbastanza risolutivo per stabilire un legame logico fra le due espressioni e per sciogliere la difficoltà?

Si rimane con la sensazione che le tre Confessioni proiettino a guisa di simbolo nella contestata parola della pietra le loro caratteristiche specifiche:

l’autorità e la disciplina,

la mistica sacramentale e comunitaria,

il principio solus Christussola fide.

Ma nessuna delle loro interpretazioni offre elementi tale da risultare senza riserve convincente.


tratto da:

- Vittorio Subilia, “Tu sei Pietro” L’enigma del fondamento evangelico del papato

Claudiana Editrice, Torino, 1978, 5-7.