domenica 14 febbraio 2021

la Lumière - Marco 1,40-45

 


La Fonte della Parola

BRICIOLE DI FEDE

per una fede non in briciole


Domenica 14 Febbraio 2021 

ESTO MIHI (Sii per me una forte rocca! Salmi 31,2c)


Levitico 13,1-2.45-46                         Salmi 32,1-2.5-11                     I Corinzi 10,31-11,1


Evangelo di Gesù Cristo secondo Marco 1,40-45


40 Venne a lui un lebbroso e, buttandosi in ginocchio, lo pregò dicendo: «Se vuoi, tu puoi purificarmi!» 

41 Gesù, impietositosi, stese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio; sii purificato!» 

42 E subito la lebbra sparì da lui, e fu purificato. 

43 Gesù lo congedò subito, dopo averlo ammonito severamente, 

44 e gli disse: «Guarda di non dire nulla a nessuno, ma va', mostrati al sacerdote, offri per la tua purificazione quel che Mosè ha prescritto; questo serva loro di testimonianza». 

45 Ma quello, appena partito, si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare apertamente in città; ma se ne stava fuori in luoghi deserti, e da ogni parte la gente accorreva a lui.


MEDITAZIONE a cura del pastore Maurizio Abbà 


TOCCARE L’INTOCCABILE

PER UNA POSSIBILITÀ DI PURIFICAZIONE



La persona bandita per la lebbra viveva in una sorta di lockdown totale e permanente, ma senza la prospettiva di miglioramenti.


L’assenza di luogo


Notiamo che non vi è l’indicazione del luogo dove si svolge l’accadimento della guarigione.


Come interpretare questo silenzio nel testo?


Quando vi è un’assenza possiamo inserire, al suo posto, qualcosa di noto, di familiare, per sentire la vicenda più vicina, per esserne maggiormente coinvolti; 


oppure concentrarci non sul dove e tutto sommato neppure sul come, ma sull’effetto della guarigione che apre nuove prospettive di vita.



I ‘rischi' della predicazione


v. 45a Ma quello, appena partito, si mise a proclamare e a divulgare il fatto 


La persona risanata si mise, letteralmente, a predicare molto - in latino “At ille egréssus coepit praedicáre diffamáre sermónem” in traduzione latina della Vulgata Clementina -.


L’accezione, qui, non è calunniosa, ma ci rende l’idea dell’estrema friabilità di una diffusione, seppur entusiasta, ma rarefatta, non scevra da possibili ambiguità che potrebbero distorcere la Buona Notizia salutare.


La persona guarita dalla lebbra diffonde irresistibilmente, la notizia della sua guarigione richiamando l’attenzione e l’interesse delle folle, che inevitabilmente potremmo dire, esigono ulteriori guarigioni con il rischio di uno scivolamento meramente propagandistico della missione di Gesù.


Quando il lago di dolore diventa un mare e poi ancora più grande che ci pare un oceano di dolore,

è nel dolore che la fede corre i suoi rischi, il rischio più grande:


la fede può diluirsi fino a disperdersi e poi dissolversi.


Se vuoi tu puoi, 

richiesta non da intendere come Tentazione, ma è proprio qui, che possiamo vedere la forza straripante della Misericordia.

Misericordia che richiede non propaganda ma il contagio dell’amore.


Toccare l’intoccabile per una possibilità di purificazione


La persona malata resta una persona con una malattia (per quanto grave) che, seppur provata, ha ancora desiderio di voler ri-cominciare, ha sete e fame di vita.

Per dirla con la filosofa ebrea Etty Hillesum (1914-1943) uccisa ad Auschwitz, «“Temprato” distinguerlo da “indurito”». 


Non Tommaso detto Didimo (Giovanni 20,25) con il suo (che è anche il nostro): Se non vedo non credo... (anche questo Se era già presente nelle tentazioni di Gesù nel deserto),

ma Gesù con credo che posso, quindi risano.



L’angolo della Preghiera

per non deporre la preghiera in un angolo


La forza risanatrice prevale

già quando una persona è considerata non come se fosse la 

malattia ma una persona con malattia

Un deserto inizia a non esserlo quando alberi sono piantati e 

trovano spazio i frutti

la forza purificatrice della fede non richiede propaganda chiassosa 

ma testimonianza mite ed energica

                                                                             Maurizio Abbà