DOMENICA 4 GIUGNO -
DOMENICA DELLA TRINITÀ
Evangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 3,16-18
Bibbia versione Nuova Riveduta
16 Perché Dio ha tanto amato il mondo,
che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca,
ma abbia vita eterna.
17 Infatti Dio non ha mandato suo Figlio nel mondo per giudicare il mondo,
ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.
18 Chi crede in lui non è giudicato;
chi non crede è già giudicato,
perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio.
Corrado Giaquinto
La Santissima Trinità e la liberazione di uno schiavo
per opera di un angelo
(1748-1750)
pala dell’altare maggiore
Chiesa della Santissima Trinità degli Spagnoli
- Roma rione Campo Marzio all'inizio di Via Condotti
BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole
Il teologo evangelico Jürgen Moltmann ci dice:
"La vera teologia, cioè la conoscenza di Dio, trova la sua espressione
nel ringraziamento, lode e adorazione.
E ciò che si esprime nella dossologia,
questo è appunto vera teologia.
Non si dà alcuna esperienza di salvezza che non sia accompagnata
da questa esperienza che si fa nel ringraziamento, lode e gioia.
Un'esperienza che non trovi la sua relativa espressione non è un'esperienza
liberatoria.
Soltanto la dossologia redime l'esperienza di salvezza ad esperienza completa.
Nella conoscenza riconoscente, ammirata ed adorante,
il Dio Uno e Trino non viene tramutato in oggetto dell'uomo,
non viene posseduto, appropriato."
(Jürgen Moltmann, Trinità e Regno di Dio La dottrina su Dio,
Editrice Queriniana, pagina 166).
LITURGIA
Il suo significato originario non sorge nell'ambito religioso.
Nell'antica Grecia la liturgia era un servizio di pubblica utilità.
La dossologia è liturgicamente: una formula di lode e glorificazione di Dio,
vuol essere una espressione di liturgia viva,
fuori da ogni tipo di recinto anche religioso.
Se ingabbiata evidentemente le si toglie vitalità e radiosità.
L'opera d'arte di Corrado Giaquinto (1703-1766),
rende bene l'idea del Dio TriUnità
che libera per una fede liberatrice,
che sia effettivamente e concretamente liberatrice
dal giogo della schiavitù.
Libertà che arriva con l'ausilio di un angelo
un modo per dire, biblicamente,
che Dio medesimo è all'opera.
Solitamente gli angeli di Dio non hanno bisogno di ali
(per dirla con il teologo Claus Westermann),
ma qui l'angelo è alato,
la liberazione dalla schiavitù arriva rapidamente senza indugi,
laicamente è un servizio di pubblica utilità.
Una fede liberatrice
Meditazione di Maurizio Abbà
Dio ha tanto amato il mondo,
per non lasciare indietro nessuno.
Attenzione! non c'è compiacimento doloristico
e neppure c'è la teologia del sacrificio umano del Figlio di Dio,
c'è invece il desiderio di salvare,
c'è, infatti, il desiderio di vita,
che prevale sulla morte.
Perché il mondo sia salvato,
non castigato, non punito, non inquinato, non distrutto.
Che diventi luminosa certezza nei labirinti delle nostre fragilità.
Credere/Non Credere
grande dilemma,
grande dilemma?
In realtà rischia di essere un trappolone,
la fede è dono,
non per dividere in due tifoserie contrapposte.
Alla fede non ci arrivi per formule matematiche
o attraverso ragionamenti seppur nobili ed ingegnosi,
è, appunto, un Dono d'accogliere semplicemente.
Come fare?
Ci si presenta a mani vuote e si lascia che l'energia dello Spirito Santo
con il suo amore le riempia generosamente.
Tutto questo se necessario fuori i soliti schemi
e oltre le solite gabbie confessionali,
lasciando che la Teologia sia Parola non su Dio
ma con Dio Uno e Trino.
Finalmente.
Tutto questo ha già oggi,
qui il sapore di vita eterna
da ri-scoprire,
anche con l'ausilio della preghiera,
nella nostra quotidianità.
