" Sia trovandosi davanti a un credente che davanti a un ateo, la domanda è sempre la stessa:
in quale Dio credi? In quale Dio non credi?
L’interrogativo emerge, talvolta inaspettato, in mezzo alle esperienze del credere e del non credere e, non di rado, si intreccia con la possibilità di una guarigione profonda di se stessi e delle proprie ferite.
Infatti, l’immagine di Dio e quella di se stessi corrispondono l’una all’altra; sul tema, il monaco benedettino Anselm Grün ha scritto:
«Chi ha l’immagine di un Dio che castiga, spesso ha anche, dentro di sé, una tendenza a punirsi. Se una persona fa l’esperienza di Dio come di un Dio che controlla, spesso ha dentro di sé la tendenza a tenere costantemente sotto controllo il proprio comportamento e i propri sentimenti» (A. Grün, Riconciliarsi con Dio).
Riconciliarsi con Dio è una fonte di guarigione interiore tanto quanto un’immagine negativa di Dio può essere fonte di rigidità, di ansia, di paura e d’oppressione.
Alla base di questa riconciliazione si pone una verità semplice ma
fondamentale della nostra fede:
Dio sta sempre oltre.
È più grande delle nostre idee e delle nostre rappresentazioni. "
Francesco Cosentino
tratto da:
- Francesco Cosentino,
Non è quel che credi Liberarsi dalle false immagini di Dio
Prefazione di Enzo Bianchi, EDB Edizioni Dehoniane Bologna, 2019, 18-19.
www.dehoniane.it
