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venerdì 25 marzo 2016 Venerdì Santo
Theologica
Jürgen MOLTMANN
“ La croce
non è amata, né può esserlo. E tuttavia soltanto il Crocifisso procura una
libertà capace di trasformare il mondo, perché essa non teme più la morte. Come
un tempo egli fu considerato scandalo e follia, così anche ai nostri giorni è
inattuale porlo come centro della fede cristiana e della teologia. Eppure
soltanto questo ricordo inattuale di lui libera gli uomini dal potere
esercitato da fatti e leggi del nostro tempo, dalle coercizioni della storia, e
li apre ad un futuro che non ripiomba nell’oscurità. Ciò che oggi importa è che
la chiesa e la teologia riflettano sul Cristo crocifisso per mostrare al
mondo la sua libertà; soltanto
così potranno realizzare, in un modo diverso, ciò che presumono di essere:
chiesa di Cristo e teologia cristiana.
“
(…)
La critica alla chiesa e
alla teologia, giustificata da motivi sociologici, psicologici e ideologici —
che abbiamo avuto la fortuna di sperimentare — può essere assunta e
radicalizzata soltanto mediante una teologia critica della croce.
(…)
La crisi che la chiesa
sta attraversando nella società attuale non deriva soltanto dal suo sforzo di
adattamento o dalla sua condizione di ghetto; è la crisi che coinvolge la sua
stessa esistenza come chiesa del Cristo crocifisso.
Ogni critica, che
realmente la colpisca dall’esterno, è soltanto un sintomo della sua crisi
cristologica interiore. “
“ Secondo me la chiesa
cristiana e la teologia cristiana riescono rilevanti nella problematica del
mondo moderno soltanto quando svelano il «solido nucleo» della propria identità
nel Cristo crocifisso e vengono da lui poste in questione assieme alla società
in cui vivono. “
tratto da: - Jürgen Moltmann,
Il Dio crocifisso la croce di Cristo, fondamento e critica della teologia cristiana
traduzione dal tedesco di Dino Pezzetta,
(Biblioteca di Teologia Contemporanea 17), Editrice Queriniana, Brescia, 1982 terza edizione,
7.8.9;
