foglio liturgico e di cultura biblica-teologica
gratuito
Domenica 6 dicembre 2015
- SECONDA NELL'AVVENTO -
BIBLICA
Atti 3,1-11
1 Pietro e Giovanni
salivano al tempio per la preghiera dell'ora nona, 2 mentre si
portava un uomo, zoppo fin dalla nascita, che ogni giorno deponevano presso la
porta del tempio detta «Bella», per chiedere l'elemosina a quelli che entravano
nel tempio.
3 Vedendo Pietro e Giovanni che stavano per entrare nel
tempio, egli chiese loro l'elemosina. 4 Pietro, con Giovanni,
fissando gli occhi su di lui, disse: «Guardaci!» 5 Ed egli li
guardava attentamente, aspettando di ricevere qualcosa da loro. 6 Ma
Pietro disse: «Dell'argento e dell'oro io non ne ho; ma quello che ho, te lo
do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, cammina!» 7 Lo prese per
la mano destra, lo sollevò; e in quell'istante le piante dei piedi e le
caviglie gli si rafforzarono. 8 E con un balzo si alzò in piedi e
cominciò a camminare; ed entrò con loro nel tempio camminando, saltando e
lodando Dio.
9 Tutto il popolo lo vide che camminava e lodava Dio; 10 e
lo riconoscevano per colui che sedeva a chiedere l'elemosina alla porta «Bella»
del tempio; e furono pieni di meraviglia e di stupore per quello che gli era
accaduto. 11 Mentre quell'uomo teneva stretti a sé Pietro e
Giovanni, tutto il popolo, stupito, accorse a loro al portico detto di Salomone.
BRICIOLE DI FEDE
PER UNA FEDE NON IN BRICIOLE
Maurizio Abbà
Gli sguardi, la parola, i gesti
- vedere, fissare lo sguardo,
guardare, rivolgere la propria attenzione
- parola che salva parola che guarisce
- il tempo del gesto
1. Vedere, fissare lo sguardo, guardare, rivolgere la propria attenzione
"I vv. 3-5 sono costruiti come una variazione sul tema dello sguardo. Luca utilizza non meno di quattro verbi per coprire questo registro:
v. 3a (vedere), v. 4a (fissare lo sguardo) v. 4b (guardare) v.5a (rivolgere la propria attenzione)"
tratto da: - D. Marguerat, Gli Atti degli Apostoli 1. (1-12), EDB, Bologna, 2011, 133.
Entrare nello spazio dello sguardo apostolico, uno sguardo diverso: libero dalle etichette dei pregiudizi. Essere considerati non più un oggetto da deporre, ma un soggetto.
Un soggetto considerato finalmente come creatura sociale
e considerato in grado di esprimere la sua fede,
"allora lo zoppo salterà come un cervo" Isaia 35,6a.
2. Parola che salva parola che guarisce
Prendendo spunto dal titolo di un libro (composto da una raccolta di conversazioni e interviste edite da Bernd Marz) del teologo Eugen Drewermann, dal titolo: Parola che salva Parola che guarisce La forza liberatrice della fede" - uscì, nel 1990, nella traduzione italiana di Carlo Danna per la collana Giornale di Teologia (gdt) dell'editrice Queriniana, un testo attualmente esaurito.
Una parola quella della fede nel Nome di Gesù Cristo, una fede che non cerca tesori come oro e argento, ma è essa stessa oro e argento. Infatti la fede porge forma e spazio alle iniziative, è importante sentire di essere considerati e considerare gli altri a nostra volta. Questo aiuta a dare senso all'esistenza.
3. Il tempo del gesto
Un testo, quello di Atti 3,1-11, che:
- invita energicamente a non cedere all'emarginazione sociale;
- è quindi un no deciso alla rassegnazione ed un sì alla speranza;
- una speranza che t'incontra sorprendendoti
- e t'invita a vivere la vita ad un ritmo più vitale
- perché non sei solo
- e questo ti aiuta a non cadere nella paura religiosa.
- La paura religiosa: chiude gli orizzonti alla fede autentica ed alla libertà.
- La fede autentica invece è liberatrice e vince le paure, vince anche le paure religiose.
- invita energicamente a non cedere all'emarginazione sociale;
- è quindi un no deciso alla rassegnazione ed un sì alla speranza;
- una speranza che t'incontra sorprendendoti
- e t'invita a vivere la vita ad un ritmo più vitale
- perché non sei solo
- e questo ti aiuta a non cadere nella paura religiosa.
- La paura religiosa: chiude gli orizzonti alla fede autentica ed alla libertà.
- La fede autentica invece è liberatrice e vince le paure, vince anche le paure religiose.
