foglio liturgico e di cultura biblica-teologica
gratuito
Domenica 1 novembre 2015 - 23a DOPO PENTECOSTE
BIBLICA
Evangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 18,21-35
21 Allora Pietro si avvicinò e gli disse: «Signore, quante volte perdonerò mio fratello se pecca contro di me? Fino a sette volte?» 22 E Gesù a lui: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.
23 Perciò il regno dei cieli è simile a un re che volle fare i conti con i suoi servi. 24 Avendo cominciato a fare i conti, gli fu presentato uno che era debitore di diecimila talenti. 25 E poiché quello non aveva i mezzi per pagare, il suo signore comandò che fosse venduto lui con la moglie e i figli e tutto quanto aveva, e che il debito fosse pagato. 26 Perciò il servo, gettatosi a terra, gli si prostrò davanti, dicendo: "Abbi pazienza con me e ti pagherò tutto". 27 Il signore di quel servo, mosso a compassione, lo lasciò andare e gli condonò il debito. 28 Ma quel servo, uscito, trovò uno dei suoi conservi che gli doveva cento denari; e, afferratolo, lo strangolava, dicendo: "Paga quello che devi!" 29 Perciò il conservo, gettatosi a terra, lo pregava dicendo: "Abbi pazienza con me, e ti pagherò". 30 Ma l'altro non volle; anzi andò e lo fece imprigionare, finché avesse pagato il debito. 31 I suoi conservi, veduto il fatto, ne furono molto rattristati e andarono a riferire al loro signore tutto l'accaduto. 32 Allora il suo signore lo chiamò a sé e gli disse: "Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito, perché tu me ne supplicasti; 33 non dovevi anche tu aver pietà del tuo conservo, come io ho avuto pietà di te?" 34 E il suo signore, adirato, lo diede in mano degli aguzzini fino a quando non avesse pagato tutto quello che gli doveva. 35 Così vi farà anche il Padre mio celeste, se ognuno di voi non perdona di cuore al proprio fratello».
BRICIOLE DI FEDE
PER UNA FEDE NON IN BRICIOLE
Maurizio Abbà
Evangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 18,21-35
Il dono più grande
- È già lì Sia charo e sia detto fin dall'inizio: il perdono è un percorso lungo e difficile. Il perdono non è "a buon mercato", se è vero perdono.
Il perdono è già in Dio, ed è proprio da Dio che dobbiamo riceverlo e ricevere anche le forze e la sapienza e l'umiltà di poter perdonare, di ricevere il perdono ed anche di perdonare noi stessi.
- Le nostre ferite Le nostre ferite sono lacci che ci dominano, dobbiamo arrivare a signoreggiare su di esse; - di nuovo: il percorso è difficile e non ci sono facili scorciatoie.
Manicardi cita un'affermazione di una teologa:
"Il perdono ha le sue radici nell'albero della vita non nell'albero della conoscenza del bene e del male",
(il riferimento segnalatomi da Manicardi, che ringrazio, è il seguente: - Lytta Basset, Le Pardon originel. De l'abîme du mal au pouvoir de pardonner, Labor et Fides),
dunque: il PerDono ha le sue radici nell'albero della vita.
- Lo Spirito Santo sana le ferite, nell'ottica credente questo ci consola e ci può fortificare nell'umiltà.
- Perdono: che cos'è è la possibilità di liberarci dai fantasmi e da incubi che ci attanagliano, Il perdono è la possibilità di Ri-Cominciare.
- Potenza/Debolezza Il perdono può fare molto, è l'unica Potenza che il credente può ricercare e richiedere in preghiera. Si tratta però di una potenza che ha una fragilità costitutiva, una potenza, quella del perdono, che non ha garanzie 'scientifiche' di successo.
Solo nella scelta responsabile e nella libertà si aprono scintille di cambiamento.
- Generatore di futuro Il perdono genera futuro. Il futuro genera possibilità di futuro mentre la vendetta oscura il presente e non solo il futuro.
"Il perdono sempre crea futuro e m'impedisce di restare prigioniero del passato", (L.Manicardi).
Quando il PerDono riesce a trovare casa,
allora...
allora il PerDono è il dono più grande,
è autentica primizia di Risurrezione qui ed ora.
_________________________________________________________________________________
Nella Domenica della Riforma Protestante
(memoria del 31 ottobre 1517 affissione delle 95 Tesi di Lutero),
facendo tesoro del passato con le sue luci splendide e purtroppo le sue ombre altrettanto oscure, si può scrivere pagine nuove, davvero nuove, ma non da soli e non lasciamo soli gli altri in questo compito.
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Ho trovato spunti davvero interessanti in:
- Luciano Manicardi, Il perdono, CDaudio, Monastero di Bose
(In questo CD è inciso il ritiro di Pentecoste predicato da fr. Luciano Manicardi a Bose l'11 giugno 2000).
Della teologa Basset si veda anche:
- Lytta Basset, Il desiderio di voltare pagina "Perdonare" è cominciare ad accettare se stessi, traduzione di Eleonora Bellini, San Paolo, Cinisello Balsamo (Milano), 2008.
L'angolo della preghiera
per non deporre la preghiera in un angolo
PERDONARE
Perdonare non vuol dire:
"Cancelliamo tutto,
come se nulla fosse stato".
Ma fare in modo che colui
o colei che fa il male,
non se sia più schiavo.
Vuol dire
aiutarlo a liberarsi
del male che fa,
e camminare sulla via
dell'amore autentico.
In ultima analisi,
vuol dire aprirlo alla speranza
di un qualcos'altro possibile,
di un futuro pieno di sole,
che libera dalla notte del peccato.
J.P. Cavalié
- tratto dalla raccolta di testi di fede, Quando è giorno?, Comitato Italiano per la CEVAA, stampato ma non pubblicato, Torre Pellice 1988, Trieste 1994, 51.
foglio liturgico e di cultura biblica-teologica
gratuito
Domenica 1 novembre 2015 - 23a DOPO PENTECOSTE
BIBLICA
Evangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 18,21-35
21 Allora Pietro si avvicinò e gli disse: «Signore, quante volte perdonerò mio fratello se pecca contro di me? Fino a sette volte?» 22 E Gesù a lui: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.
23 Perciò il regno dei cieli è simile a un re che volle fare i conti con i suoi servi. 24 Avendo cominciato a fare i conti, gli fu presentato uno che era debitore di diecimila talenti. 25 E poiché quello non aveva i mezzi per pagare, il suo signore comandò che fosse venduto lui con la moglie e i figli e tutto quanto aveva, e che il debito fosse pagato. 26 Perciò il servo, gettatosi a terra, gli si prostrò davanti, dicendo: "Abbi pazienza con me e ti pagherò tutto". 27 Il signore di quel servo, mosso a compassione, lo lasciò andare e gli condonò il debito. 28 Ma quel servo, uscito, trovò uno dei suoi conservi che gli doveva cento denari; e, afferratolo, lo strangolava, dicendo: "Paga quello che devi!" 29 Perciò il conservo, gettatosi a terra, lo pregava dicendo: "Abbi pazienza con me, e ti pagherò". 30 Ma l'altro non volle; anzi andò e lo fece imprigionare, finché avesse pagato il debito. 31 I suoi conservi, veduto il fatto, ne furono molto rattristati e andarono a riferire al loro signore tutto l'accaduto. 32 Allora il suo signore lo chiamò a sé e gli disse: "Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito, perché tu me ne supplicasti; 33 non dovevi anche tu aver pietà del tuo conservo, come io ho avuto pietà di te?" 34 E il suo signore, adirato, lo diede in mano degli aguzzini fino a quando non avesse pagato tutto quello che gli doveva. 35 Così vi farà anche il Padre mio celeste, se ognuno di voi non perdona di cuore al proprio fratello».
BRICIOLE DI FEDE
PER UNA FEDE NON IN BRICIOLE
Maurizio Abbà
Evangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 18,21-35
Il dono più grande
- È già lì Sia charo e sia detto fin dall'inizio: il perdono è un percorso lungo e difficile. Il perdono non è "a buon mercato", se è vero perdono.
Il perdono è già in Dio, ed è proprio da Dio che dobbiamo riceverlo e ricevere anche le forze e la sapienza e l'umiltà di poter perdonare, di ricevere il perdono ed anche di perdonare noi stessi.
Il perdono è già in Dio, ed è proprio da Dio che dobbiamo riceverlo e ricevere anche le forze e la sapienza e l'umiltà di poter perdonare, di ricevere il perdono ed anche di perdonare noi stessi.
- Le nostre ferite Le nostre ferite sono lacci che ci dominano, dobbiamo arrivare a signoreggiare su di esse; - di nuovo: il percorso è difficile e non ci sono facili scorciatoie.
Manicardi cita un'affermazione di una teologa:
Manicardi cita un'affermazione di una teologa:
"Il perdono ha le sue radici nell'albero della vita non nell'albero della conoscenza del bene e del male",
(il riferimento segnalatomi da Manicardi, che ringrazio, è il seguente: - Lytta Basset, Le Pardon originel. De l'abîme du mal au pouvoir de pardonner, Labor et Fides),
dunque: il PerDono ha le sue radici nell'albero della vita.
- Lo Spirito Santo sana le ferite, nell'ottica credente questo ci consola e ci può fortificare nell'umiltà.
- Perdono: che cos'è è la possibilità di liberarci dai fantasmi e da incubi che ci attanagliano, Il perdono è la possibilità di Ri-Cominciare.
- Potenza/Debolezza Il perdono può fare molto, è l'unica Potenza che il credente può ricercare e richiedere in preghiera. Si tratta però di una potenza che ha una fragilità costitutiva, una potenza, quella del perdono, che non ha garanzie 'scientifiche' di successo.
Solo nella scelta responsabile e nella libertà si aprono scintille di cambiamento.
Solo nella scelta responsabile e nella libertà si aprono scintille di cambiamento.
- Generatore di futuro Il perdono genera futuro. Il futuro genera possibilità di futuro mentre la vendetta oscura il presente e non solo il futuro.
"Il perdono sempre crea futuro e m'impedisce di restare prigioniero del passato", (L.Manicardi).
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Nella Domenica della Riforma Protestante
(memoria del 31 ottobre 1517 affissione delle 95 Tesi di Lutero),
facendo tesoro del passato con le sue luci splendide e purtroppo le sue ombre altrettanto oscure, si può scrivere pagine nuove, davvero nuove, ma non da soli e non lasciamo soli gli altri in questo compito.
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"Il perdono sempre crea futuro e m'impedisce di restare prigioniero del passato", (L.Manicardi).
Quando il PerDono riesce a trovare casa,
allora...
allora il PerDono è il dono più grande,
è autentica primizia di Risurrezione qui ed ora.
è autentica primizia di Risurrezione qui ed ora.
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Nella Domenica della Riforma Protestante
(memoria del 31 ottobre 1517 affissione delle 95 Tesi di Lutero),
facendo tesoro del passato con le sue luci splendide e purtroppo le sue ombre altrettanto oscure, si può scrivere pagine nuove, davvero nuove, ma non da soli e non lasciamo soli gli altri in questo compito.
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Ho trovato spunti davvero interessanti in:
- Luciano Manicardi, Il perdono, CDaudio, Monastero di Bose
(In questo CD è inciso il ritiro di Pentecoste predicato da fr. Luciano Manicardi a Bose l'11 giugno 2000).
Della teologa Basset si veda anche:
- Lytta Basset, Il desiderio di voltare pagina "Perdonare" è cominciare ad accettare se stessi, traduzione di Eleonora Bellini, San Paolo, Cinisello Balsamo (Milano), 2008.
- Luciano Manicardi, Il perdono, CDaudio, Monastero di Bose
(In questo CD è inciso il ritiro di Pentecoste predicato da fr. Luciano Manicardi a Bose l'11 giugno 2000).
Della teologa Basset si veda anche:
- Lytta Basset, Il desiderio di voltare pagina "Perdonare" è cominciare ad accettare se stessi, traduzione di Eleonora Bellini, San Paolo, Cinisello Balsamo (Milano), 2008.
L'angolo della preghiera
per non deporre la preghiera in un angolo
PERDONARE
Perdonare non vuol dire:
"Cancelliamo tutto,
come se nulla fosse stato".
Ma fare in modo che colui
o colei che fa il male,
non se sia più schiavo.
Vuol dire
aiutarlo a liberarsi
del male che fa,
e camminare sulla via
dell'amore autentico.
In ultima analisi,
vuol dire aprirlo alla speranza
di un qualcos'altro possibile,
di un futuro pieno di sole,
che libera dalla notte del peccato.
Perdonare non vuol dire:
"Cancelliamo tutto,
come se nulla fosse stato".
Ma fare in modo che colui
o colei che fa il male,
non se sia più schiavo.
Vuol dire
aiutarlo a liberarsi
del male che fa,
e camminare sulla via
dell'amore autentico.
In ultima analisi,
vuol dire aprirlo alla speranza
di un qualcos'altro possibile,
di un futuro pieno di sole,
che libera dalla notte del peccato.
J.P. Cavalié
- tratto dalla raccolta di testi di fede, Quando è giorno?, Comitato Italiano per la CEVAA, stampato ma non pubblicato, Torre Pellice 1988, Trieste 1994, 51.