venerdì 4 ottobre 2024

Parola e preghiera

 

Versione Bibbia Nuova Riveduta

I Timoteo 4,4-5

Infatti tutto quel che Dio ha creato è buono; e nulla è da respingere, 

se usato con rendimento di grazie; 

perché è santificato dalla parola di Dio e dalla preghiera.


BRICIOLE DI FEDE

per una fede non in briciole

Parola e preghiera

                                     

                                             Meditazione di Maurizio Abbà


Nell'ambito del Nuovo Testamento,

"Nel corpus paolino le due Lettere  a Timoteo e La Lettera a Tito 

formano un gruppo omogeneo

sia sul piano letterario sia su quello dottrinale.

Tranne la breve lettera a Filemone, queste sono le uniche lettere indirizzate 

a persone esplicitamente nominate.

Vengono dette «Lettere Pastorali», e questa denominazione, 

coniata all'inizio del secolo XVIII da D.N. Berdot e da P. Anton, è divenuta tradizionale.",

(citazione da La Bibbia TOB traduzione CEI, Elledici, p. 2747).


L'orizzonte 'pastorale' vuol essere di accompagnamento,

al giorno d'oggi riguarda tutti,

nella Parola di Dio e nella preghiera.

La I Timoteo è appunto un'epistola, 

è la prima delle tre Lettere Pastorali (I Timoteo, II Timoteo, Tito),

che furono attribuite all'apostolo Paolo, 

oggi gli studiosi le riferiscono ad una tradizione successiva.

Affrontano la teologia da una prospettiva di teologia morale, 

a volte con qualche tratto spigolosamente moralistico.

- Ma qui il senso è incisivo.

Il senso dell'accogliere e della gratitudine,

parola di Dio e preghiera nutrono il senso del ricevere e del porgere grazie,

accogliendo e ringraziando, la creatività è riconosciuta 

e, in un certo senso, si espande, si amplia

La bontà ricevuta è piena non ha vuoti,

accogliendola in pieno impediamo che i vuoti si generino,

e, a nostra volta, la bontà misericordiosa la possiamo elargire.

Parola di Dio è l'amore per le Scritture bibliche, 

le Scritture bibliche sono fragili come chi le legge,

ci vuole preghiera.

La preghiera è fragile anch'essa, 

ma riceve solidità dalla Parola

l'interazione è reciproca,

quando sapendo di essere debole riconosce la dignità del volto dell'altro

e nell'altro riconosce l'Altro.

                                                                    Maurizio Abbà