Il Tallet
Il molto lodato Rabbi Jaakob così raccontò ai suoi allievi una notte del mese di Nissan
(era una notte col cielo carico di stelle.
E la luce delle stelle illuminava il cuore di Rabbi Jaakob).
«Voglio raccontarvi – disse – una cosa che per secoli è rimasta nascosta alla mente degli uomini.
Voi sapete – proseguì – che ogni ebreo, dopo la sua preghiera rivolta a Dio,
alle prime luci dell’alba, ripiega il suo tallet[1] e lo ripone nella custodia.
«Voi pensate che il tallet rimanga là, fino all’alba successiva, ma non è così.
«Nel pieno della notte, quattro Angeli sono inviati da Dio, verso i quattro angoli della terra».
«Cosa vengono a fare?» timidamente chiesero gli allievi.
«I quattro Angeli vengono a prendere tutti i talledot che si trovano sulla terra, li riuniscono,
formando un solo, ampio, gigantesco tallet e lo consegnano al Santo dei Santi».
«E che fa il Santo dei Santi di questo ampio gigantesco tallet?».
Rispose il Rabbi:
«Con esso, il Santo dei Santi, si ammanta e prega».
«E cosa dice nella sua preghiera il Santo dei Santi?».
«Ecco cosa dice:
Ringrazio te, uomo della Terra, per le sofferenze che di continuo sopporti,
e per l’opera che quotidianamente compi.
«Poi soggiunge: Aiutami, uomo, a scendere presto sulla Terra».
[1] Tallet: Il manto,
da cui quattro angoli pendono frange a nodi simboleggianti il nome di Dio.
tratto da:
- Aldo Sonnino,
Racconti chassidici dei nostri tempi. La funzione eterna della parabola
Prefazione di Gianfranco Tedeschi.
Editrice La Giuntina, Firenze, 1995, pp. 15.137.
Mese di Nissan (detto anche Nisàn):
mese del calendario ebraico, il periodo corrisponde a marzo ed aprile.
Il 14° giorno è la festa della Pasqua Ebraica.