venerdì 10 maggio 2024

Andare incontro, questo è Essere Chiesa

 

DOMENICA 12 MAGGIO 2024 

ASCENSIONE 

di Nostro Signore Gesù Cristo

- 6a DOPO PASQUA - EXAUDI

O SIGNORE, ascolta la mia voce quando t’invoco; abbi pietà di me, e rispondimi – Salmi 27,7



Introduzione al Sermone

Alle origini del cristianesimo il movimento dei primi discepoli si chiamava La Via (Atti 9,2) 

un vero movimento, alla lettera, dunque.

Essere Chiesa di Gesù, infatti, vuol dire MuoversiCambiareAndare.


Un cammino che ci riguarda anche quando, purtroppo, 

le gambe non ci dovessero più sorreggere come un tempo. 

Muoversi non restando chiusi, non diventando ottusi con il pensiero.


Un cammino in cui non si è soli. 


L’Ascensione di Gesù non celebra la sua assenza, 

ma la sua compagnia, 

seppur in forma diversa.


Bibbia versione Nuova Riveduta

Evangelo di Gesù Cristo secondo Marco 16,15-20


15 E disse loro: «Andate per tutto il mondo, predicate il vangelo a ogni creatura. 

16 Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato; 

ma chi non avrà creduto sarà condannato. 

17 Questi sono i segni che accompagneranno coloro che avranno creduto: 

nel nome mio scacceranno i demòni; parleranno in lingue nuove; 

18 prenderanno in mano dei serpenti; 

anche se berranno qualche veleno, non ne avranno alcun male; 

imporranno le mani agli ammalati ed essi guariranno».

19 Il Signore Gesù dunque, dopo aver loro parlato, 

fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio. 

20 E quelli se ne andarono a predicare dappertutto 

e il Signore operava con loro confermando la Parola con i segni che l’accompagnavano.



la Lumière 


GIOTTO DI BONDONE
Ascensione
(1303-1305 circa)
affresco    200x185 cm           Cappella degli Scrovegni – Padova



                                       BRICIOLE DI FEDE

per una fede non in briciole


Andare incontro, questo è Essere Chiesa


                                                 Meditazione di Maurizio Abbà

Andate è parte costitutiva dell’essere chiesa l’essere in movimento, per poter predicare l’Evangelo ad ogni persona, di più, il testo dice ad ogni creatura, quindi a tutto il mondo animale, vegetale, minerale, l’urgenza di salvaguardare un pianeta per poter dare la Buona Notizia di poterlo passare alle prossime generazioni, è anche questo sì, è basilare, è nostra responsabilità, ma l’Evangelo è di più, è molto di più. 

Crederci e certificare questo credere con una Preghiera che si chiama Battesimo. 
Il Battesimo è una Preghiera. 

Credere per affidarsi in una confidenza con Dio che, nella preghiera, è un dialogare, per non cadere e perdersi in monologhi solitari. Ma un dialogare stando in compagnia con segni concreti di fede liberatrice. Il testo di Marco qui indica cinque segni:


1.- Scacciare i demoni

il primo segno che accompagna è il piedestallo per così dire che consente di porgere anche gli altri segni di Liberazione.
Innanzitutto bisogna evitare la dissoluzione della nostra interiorità.
Sappiamo che il termine diàbolos vuol dire: mettere barriere, porre fratture, seminare inimicizia,
diàbolos separa ciò che va unito, ed unisce ciò che dev’essere invece separato,
si perde unità, l’angoscia ci fa perdere unità,
è necessario, allora, avere risposte nuove, domande nuove, per riscoprire e ritrovare, tra l’altro, la nostra unità interiore. 
Evitando così che frammenti dentro il nostro Io confliggano tra loro, frantumandoci la vita.


2.- Parlare in lingue nuove
balza subito come parallelo il racconto presente in Atti 2: 
«Sembra un compendio di Atti 2,1-11 e un’estensione di quell’evento alla missione cristiana delle origini in generale. [...] Sia nella chiusa lunga sia in Atti 2 la capacità di parlare in varie lingue è legata all’efficacia della missione. Una differenza tra i due testi è che negli Atti il fenomeno è attribuito all’azione dello Spirito santo mentre secondo la chiusa lunga il Gesù risorto ad abilitare i credenti in tal senso.»  
(Adela Yarbro Collins, Marco Volume 2, Paideia, Claudiana, Torino, 2019, 1273-1274).



Parlare in lingue nuove, il che vuol dire, attualizzato: 
Andate per tutto il mondo, un mondo che è cambiato, per tanti motivi, come è stato detto recentemente non è un’epoca di cambiamenti, ma è un cambiamento d’epoca.

Quali sono allora i linguaggi nuovi che il mondo, cui dobbiamo predicare l’Evangelo, sta imparando a parlare?  

Eccone alcuni:

-Il linguaggio dell’Energia. Il mondo cambia anche con l’elettrico per le automobili certo, e anche le ricariche, le batterie, lo stoccaggio dell’energia ossia l’energia immagazzinata da fonti rinnovabili, infrastrutture che dovranno essere ideate e trovare spazio per esse. 
Discernere.

-Il linguaggio dell’intelligenza artificiale, la robotica, la genomica che consentirà, tra l'altro, sempre di più la chirurgia genetica, e poi ci sono già robot umanoidi in grado d’interagire, comportarsi e percepire ciò che gli è intorno, di percepire le emozioni e i sentimenti di chi hanno di fronte.
Discernere.

- Un altro linguaggio è quello della FinTech (Finance Technology) la finanza tecnologica che sta cambiando il modo di utilizzo del denaro, smaterializzandolo, il che riguarda ovviamente i servizi bancari, finanziari, assicurativi...
Discernere.

- Il linguaggio della tecnologia 5G con l’intento di semplificare le connessioni della telefonia mobile...
Discernere.

Tutto questi nuovi linguaggi ed altri, insomma occorre sapersi attrezzare al riguardo – da un punto di vista tecnico certo, ma senza trascurare, che è fondamentale, l’aspetto etico. 
Etica sfidata in maniera inaudita senza precedenti con enormi possibilità benefiche ma anche con rischi, forse pochi, ma enormi che potrebbero essere devastanti.
La sfida all'etica è primaria ed è completamente nuova nei suoi risvolti, contenuti, che cambiano ogni giorno. 

Parlare lingue nuove, anche i nostri linguaggi peculiari, rivisitare il linguaggio della fede in maniera non religiosa, come profetizzato dal teologo Dietrich Bonhoeffer che aveva potuto, per forza di cose, solo prospettare.


3.- Prendere in mano serpenti nell’antichità, è attestato, che maneggiare serpenti in pubblico era un sistema per impressionare gli spettatori.
Noi non abbiamo questo tipo di esigenze.
Dobbiamo invece riuscire a padroneggiare situazioni avverse che sembrerebbero strisciarci contro in maniera inesorabile, avvolgendoci nelle spire della rassegnazione, della nostalgia che richiama i bei tempi andati (veri o presunti che siano). 
Prendere in mano il serpente del pessimismo, e riuscire a vedere oltre, anche perché lo dobbiamo a chi ci ha lasciato (e che ritroveremo in giorni radiosi), “tenere duro”, questa esortazione da rivolgere chi sa che pur nelle difficoltà presenti c’è speranza, e che il pessimismo non ha l’ultima parola, semplicemente perché non è l’ultima parola!

4.- Bere veleni senza danno 
questo segno, rettamente inteso, ovviamente e decisamente da non prendere alla lettera, vuol dire metaforicamente, oggi per noi:
‘riuscire a tener botta’, non cedere a quella che può diventare una tentazione: quella di lasciarsi vincere perdendo senza lottare,
vuol dire riuscire a trovare, per contrastare il veleno delle ferite, degli antidoti. 
E trasformare, per quanto possibile, le ferite delle feritoie, APERTURE da cui 'vedere' la realtà diversamente, per la trasformazione della realtà del nostro io e di riflesso della realtà sociale.


5.- Imporre le mani per la guarigione – letteralmente: e bene avranno
Attualizzando: per noi cosa può voler dire imporre le mani? Quale bene possiamo porgere? 

Certamente lo sforzo diaconale, la diaconia certo, il porgere aiuto, cure, premure, assistenza, e prospettive, ma è la risorsa della Preghiera che dà impulso ad essa, risorsa da riscoprire con la lettura della Bibbia e la formazione per gustarla non solo occasionalmente.
Perché è lì, è proprio lì, che batte il cuore della nostra fede.