giovedì 14 settembre 2023

Una possibile grammatica del perdonare

 

DOMENICA 17 SETTEMBRE

16a DOPO PENTECOSTE

Bibbia Versione Nuova Riveduta

Evangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 18,21

Allora Pietro si avvicinò e gli disse: 

«Signore, quante volte perdonerò mio fratello se pecca contro di me? Fino a sette volte?» 

E Gesù a lui: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.


la Lumière

Un impegno in prima persona

Non c'è calcolo aritmetico nel perdonare

Un grande regalo inaspettato


Luigi Filocamo

Il perdono

(1933)

pittura a tempera   118 x 104 cm     

Accademia di Belle Arti di Brera - Milano



BRICIOLE DI FEDE

per una fede non in briciole

Una possibile grammatica del perdonare

                                          Meditazione di Maurizio Abbà


"e camminate nell'amore come anche Cristo ci ha amati" 

Efesini 5,2a, 

questo è un testo che potrebbe essere affiancato a quello matteano.

Potrebbe.


Camminare e camminare nell'amore. 

Era il 'compito' in libera scelta dei cristiani delle origini, 

seguaci del movimento de La Via At 9,2

e dei cristiani di ogni tempo.


Nei secoli quante delusioni ed occasioni sprecate...

Un cristianesimo la cui storia futura 

in gran parte, è quasi tutta, da scrivere.


Il cammino del perdono non può essere semplificato e banalizzato.

Dipende molto da cosa dev'essere perdonato 

e questo, evidentemente, 

aumenta il 'grado' di difficoltà del perdonare.


Non si può perdonare a nome di altri.

Si perdona in prima persona.

Se si può.


Il perdono non cancella la memoria, 

Ma non è per serbare rancore, non sarebbe perdono.

questo per evitare che accada ancora 

ciò che si vuole che non accada più. Mai più.


Il perdono? Sì. 

Può succedere.

E può succedere che 'chi perdona' si senta persino meglio del 'perdonato'.

Può accadere, ma non è automatico.

Il perdono non è un automatismo, 

non c'è un meccanismo predeterminato del perdono.


Può succedere che non si riesca a perdonare 

allora bisogna fare attenzione che non ci si pèrda.

Ma il rischio c'è sempre.


Il perdono vero è un regalo,

 è un dono, 

è un PER-DÓNO.


Perdonare è verbo della prima coniugazione - are

come regalare.

Ma il regalare una strenna lo si può fare a cuor leggero,

perdonare richiede invece un cuore che va oltre l'ostacolo.

Che supera l'ostacolo o, a volte, che si lascia superare.

L'importante è tenere sempre alta la dignità, di tutti.


Dono con-vinto.

Gesù invita con una iperbole: non "settanta volte sette",

il 'settanta volte sette' si può tradurre anche con settantasette,

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Il biblista Alberto Mello 

(nel commentario ad 

Evangelo secondo Matteo Commento midrashico e narrativo

Edizioni Qiqajon, 1995, 329):

"ma non è una questione aritmetica (settantasette o quattrocentovanta),

è il rovesciamento della logica vendicativa di Lamech, che è la logica del 

risentimento umano: "Se Caino è vendicato sette volte, Lamech lo è settantasette volte"  

(Gen 4,24).

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Non si possono fare calcoli.

L'amore non fa calcoli, il perdono neppure.

Trattasi di offerta gratuita ed inaspettata, 

e, solitamente, tanto, tanto gradita.