Sergio Militello
Teologia della Musica
(Collana Nuovi saggi 100)
Editrice Queriniana, Brescia, 2021
Pagine: 184
Appendice: Lettura teologica del Magnificat
BWV 243 di J.S. Bach
www.queriniana.it
L'autore dedica il libro:
Ai miei allievi e a chiunque ho incontrato fra le strade del mondo e che hanno avvertito una “scintilla” di Dio attraverso la Musica
" La musica si pone, dunque, a servizio di Dio e dell’uomo, non fine a se stessa: in questa tensione esperienziale il sommo compositore Bach è modello, allorché rivolge a Dio la lode con il miglior linguaggio artistico del proprio tempo e, contemporaneamente, si propone di parlare di Dio all’uomo con le note musicali.
Questo duplice intento si condensa nel momento ispirativo in cui ogni artista riceve quella particolare “illuminazione” per comporre musica teologica, facendo così assurgere il componimento musicale a “ermeneuta” della Parola, declinata all’assimilazione dell’uditore di ogni tempo attraverso l’esercizio maturo dell’arte della musica. "
Sergio Militello, Lettura teologica del Magnificat BWV 243 di J.S. Bach, 174,
Ci siamo mai chiesti il perché, ascoltando un brano della grande letteratura musicale, proviamo inevitabilmente delle semplici emozioni o avvertiamo il sorgere improvviso di forti sentimenti? Quale potere ha la musica per affascinarci, facendo provare all’uomo di ogni tempo sentimenti di allegria o di tristezza, di gioia o di pianto? Sono interrogativi che si sono posti tanti uomini di cultura lungo la storia, dai matematici ai filosofi, dai musicisti ai teologi...
Indubbiamente, la musica ha potenzialità espressive che attraggono e colpiscono il cuore di chi si mette in ascolto di un linguaggio così eloquente e, soprattutto, “significante”.
Proporre una teologia della musica significa mettersi in sinergia con le potenzialità di questo alto e singolare linguaggio artistico che, oltre ad essere espressivo, è “universale”, in quanto ci affratella e ci accomuna perché parla dell’uomo e delle sue aspirazioni alla felicità. Per di più, là dove la semplice parola non è sufficiente ad esprimere una ricchezza di significato, la parola rivestita di note musicali si rivela più efficace!
L’obiettivo di questo testo (sorto come appunti per i miei allievi e come strumento utile per “comprendere” la musica) è quello di introdurre al discorso teologico sull’intero fenomeno musicale, dalla sua genesi ispirativa fino alla sua realizzazione scritta, alla sua esecuzione e al relativo riscontro sull’uditorio, quale recezione contemplativa dentro le categorie estetiche dell’arte.
È un tema molto suggestivo (anche perché poco esplorato; non mi risulta, infatti, che esistano molte pubblicazioni su questo argomento) e ricco di possibili declinazioni, come quella sul senso del fare musica, quella di trarre da essa una motivazione spirituale, fino a quella di scorgervi un linguaggio significante sulla realtà e sulla vita. In questa direzione si possono scoprire i motivi del suo inserimento nella dimensione liturgica e, quindi, della attualizzazione concreta di un suo servizio epifanico della Bellezza.
Sergio Militello, dalla Premessa, 5-6
«La riflessione non si restringe all’ambito della musica sacra o della musica liturgica. Allarga, invece, l’orizzonte speculativo al “fenomeno musicale” in senso lato, là dove appaiono con evidenza possibili incidenze spirituali» Sergio Militello.
Queste pagine intendono presentare sotto il profilo teologico quell’ambito esperienziale che è la musica.
La musica è linguaggio singolare che, oltre ad essere altamente espressivo, si mostra “universale” perché capace di affratellarci; è linguaggio che come nessun altro sa far percepire il Mistero nella dimensione simbolico-estetica dell’arte.
Non c’è espressione dei sentimenti umani più grande della musica. Sulla sua magia hanno riflettuto tanti uomini e donne di cultura lungo la storia (matematici e filosofi, musicisti e teologi…), aspirando a decifrare le orme della Bellezza che si rivela nella “teofania” dei suoni. Sulla loro scia, questo studio – nato dall’esperienza didattica – si pone a sua volta l’obiettivo di introdurre a un discorso teologico sull’intero fenomeno musicale, dalla sua genesi ispirativa fino alla sua realizzazione scritta, dalla sua esecuzione al relativo riscontro sull’uditorio, quale recezione contemplativa entro le categorie estetiche dell’arte.
tratto da: www.queriniana.it
Indice
Premessa. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Introduzione: Teologia della Musica
1. Terminologia
2. Rapporto fra teologia e musica
3. Definizione e compito specifico della teologia della musica
4. Quale musica per la teologia?
1. Alle origini del suono
1. La primordialità del linguaggio sonoro
2. Il linguaggio del divino
3. L’indagine speculativa sull’efficacia del suono
2. Individuazione di una Teologia della Musica
a partire dall’esperienza
1. Riflessione antropologica
La natura antropologica
del fenomeno sonoro
L’uomo religioso e il linguaggio sonoro
2. Riflessione estetico-spirituale
La dimensione spirituale
come dimensione del reale
Il linguaggio del cuore
3. Riflessione liturgico-ecclesiale
La necessarietà della presenza della musica
nella preghiera della Chiesa La natura “liturgica” del canto ecclesiale
3. La Musica come “luogo” teologico
1. Singolare potenzialità espressiva
2. Dimensione simbolica
3. Funzione mistagogica
4. Per una teologia della musica
“sacra” e “profana”
1. Il fondamento teologico del canto liturgico
2. Riferimenti biblici
sull’impiego del canto e della musica
3. L’apertura teologica della musica
extra-cultuale
5. Introduzione ad una Estetica teologica
della Musica
1. l fine dell’arte musicale
2. L’umanizzazione dell’arte
3. L’arte musicale come via pulchritudinis
4. L’evangelizzazione attraverso la Musica
5. La dimensione estetica
come necessità ontologica
del linguaggio artistico
6. Metodologia per la costruzione
di un commento teologico
di un’opera artistico-musicale
7. La lectio divina attraverso
il canto e la musica
Appendice: Lettura teologica del Magnificat
BWV 243 di J.S. Bach
Breve Bibliografia
