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DOMENICA 28 APRILE - QUASIMODOGENITI Come bambini appena nati - I Pietro 2,2a
Evangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 20,19-31
19 La sera di quello stesso giorno, che era il primo
della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si
trovavano i discepoli per timore dei Giudei, Gesù venne e si presentò in
mezzo a loro, e disse: «Pace a voi!»
20 E, detto questo, mostrò loro le mani e il costato. I discepoli dunque, veduto il Signore, si rallegrarono.
21 Allora Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre mi ha mandato, anch'io mando voi». 22 Detto questo, soffiò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo.
23 A chi perdonerete i peccati, saranno perdonati; a chi li riterrete, saranno ritenuti».
24 Or Tommaso, detto Didimo, uno dei dodici, non era con loro quando venne Gesù.
25 Gli altri discepoli dunque gli dissero: «Abbiamo visto il Signore!» Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi, e se non metto il mio dito nel segno dei chiodi, e se non metto la mia mano nel suo costato, io non crederò».
26 Otto giorni dopo, i suoi discepoli erano di nuovo in casa, e Tommaso era con loro. Gesù venne a porte chiuse, e si presentò in mezzo a loro, e disse: «Pace a voi!»
27 Poi disse a Tommaso: «Porgi qua il dito e
guarda le mie mani; porgi la mano e mettila nel mio costato; e non
essere incredulo, ma credente».
28 Tommaso gli rispose: «Signor mio e Dio mio!»
29 Gesù gli disse: «Perché mi hai visto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!»
30 Or Gesù fece in presenza dei discepoli molti altri segni miracolosi, che non sono scritti in questo libro;
31 ma
questi sono stati scritti, affinché crediate che Gesù è il Cristo, il
Figlio di Dio, e, affinché, credendo, abbiate vita nel suo nome.
" Nel famoso quadro di Caravaggio - dei primi anni del Seicento -
L'incredulità di San Tommaso, la fronte di Tommaso, e quella degli altri due discepoli
chinati con lui mentre egli mette le dita nel costato di Gesù, sono rigate da pieghe di riflessione.
Volti concentrati, rughe interrogative, fronti da ricercatori, da uomini che indagano.
Una verifica scientifica, sperimentale, che fa pensare alle lezioni di anatomia dipinte dagli
artisti fiamminghi più o meno nello stesso periodo.
I medici attenti attorno alla salma distesa.
Ma qui, la lezione d'anatomia è in verticale, sul Vivente. Anzi, colui che gestisce la verifica
è Cristo stesso, che accompagna, o trattiene, comunque inizia la mano di Tommaso alla verità del suo corpo.
Vedere, anzi per verificare, per credere. L'artista rappresenta ciò che il testo non dice, che Tommaso
abbia messo il dito nel costato di Gesù.
Nelle pieghe della fronte del Tommaso caravaggesco c'è l'interrogativo delle generazioni future
di credenti che devono credere senza avere visto né toccato. "
tratto da:
- Yann Redalié,
I vangeli Variazioni lungo il racconto Unità e diversità nel Nuovo Testamento
Claudiana, Torino, 2011, 173.
BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole
Attraversare e superare i muri delle paure
Maurizio Abbà
chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli v. 19
Gesù si presenta attraversando e superando i muri delle chiusure,
i discepoli di Gesù, infatti, si erano racchiusi e rinchiusi nelle loro paure,
portando Pace e 'soffiando' la benedizione della potenza dello Spirito Santo. v. 22
Superate le chiusure i discepoli possono così aprirsi alla forza della Risurrezione.
Tutto bene, ma non tutti sono presenti.
Tommaso, uno degli apostoli, non è presente.
La sera di Pasqua (!) risuonano come ultime parole le sue: "Se non ... io non crederò". v. 25
Il dubbio non è espulso, chi la pensa diversamente non è cacciato e ancor meno perseguitato,
è comunque accolto.
Se la storia del cristianesimo avesse saputo fare tesoro di questa lezione
molte pagine buie e tragiche non sarebbero state scritte..
Al v. 26 Otto giorni dopo
la scena è appositamente per Tommaso, 'replicata': avviene cioè una seconda volta.
In modo che nessuno sia escluso.
Tommaso è ancora nella dimensione di coloro che hanno visto e hanno creduto.
Il lettore e noi siamo tra questi appartiene invece alla dimensione di coloro che non hanno visto e hanno creduto.
Gesù afferma per loro, per noi, per te, una beatitudine: Beati... v. 29
Il credere non è creduloneria.
Il credere non è superstizione.
Il credere vero invece aiuta a superare difficoltà che paiono insuperabili.
Il credere evangelico attraversa i pregiudizi e le frasi fatte.
Non stanchiamoci di dirlo e di ribadirlo:
Il credere autentico è libero e liberante
Yann Redalié
I vangeli Variazioni lungo il racconto
Unità e diversità nel Nuovo Testamento
(Piccola biblioteca teologica 104), Claudiana, Torino, 2011
In copertina: Ritratto dell'evangelista all'inizio del Vangelo di Matteo,
miniatura dalla Bibbia di Arnstein (Germania),
1172 ca (Londra, British Library).
