sabato 13 aprile 2019

la Lumière - Giovanni 12,12-16 - Domenica 14 aprile 2019

foglio biblico-teologico-liturgico
gratuito


DOMENICA 14 APRILE - DOMENICA DELLE PALME

Nella Domenica delle Palme si celebra l'accoglienza  verso Gesù
Accoglienza che però risulterà poi molto ma molto effimera.
La Domenica delle Palme, infatti,  è giorno di riflessione profonda 
su colui che oggi è il festeggiato ed omaggiato 
e pochi giorni dopo sarà pesantemente schernito e poi crocifisso.




Evangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 12,12-16


12 Il giorno seguente, la gran folla che era venuta alla festa, udito che Gesù veniva a Gerusalemme, 13 prese dei rami di palme, uscì a incontrarlo, e gridava: «Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore, il re d'Israele!»  
14 Gesù, trovato un asinello, vi montò sopra, come sta scritto:
15 «Non temere, figlia di Sion!
Ecco, il tuo re viene,
montato sopra un puledro d'asina

16 I suoi discepoli non compresero subito queste cose; ma quando Gesù fu glorificato, allora si ricordarono che queste cose erano state scritte di lui, e che essi gliele avevano fatte.



BRICIOLE DI FEDE
per una una fede non in briciole

Una richiesta di aiuto... già esaudita!


Maurizio Abbà

Il prezioso tesoretto spirituale
costituito dal lezionario Un Giorno Una Parola Letture bibliche quotidiane per il 2019
editrice Claudiana, riporta anche (pagina 114) la seguente frase di Martin Lutero:

" Come non potete togliere al sole i suoi raggi,
   così non potete legare la grazia di Dio
   che non ha fondo né altezza, né meta né misura, né inizio né fine ".

La grazia di Dio vuol dire tante cose, anche: compassione e misericordia
ieri, oggi e domani.
Sempre.
Nostro compito è quella di saper ricevere e poi d'irrobustire, per così dire, la compassione
ed irradiare generosamente misericordia di cui c'è un gran bisogno.
Andando oltre la fugacità e trovando frammenti di eternità per la vita
su questa terra, adesso.


     - All'inizio della Settimana Santa per la liturgia cristiana c'è il ricordo della festa
per l'ingresso di Gesù in Gerusalemme e tanto altro.
Tutte e 4 le narrazioni evangeliche riportano quest'evento:

Matteo     21,1-11;
Marco      11,1-11;
Luca        19,28-40;
Giovanni 12,12-16;

com'è noto, a corredo di questi testi anche
i riferimento antecedenti, vere radici soggiacenti, in:
Zaccaria 9,9;
Salmi 118,25-26;
e
la significativa 'propaggine' successiva citata in:
Apocalisse 19,11-16.


Tutta la storia della cultura occidentale, tra cui l'arte menziona questo
significativo episodio della vita di Gesù.
Giotto, ad esempio ne L'entrata di Cristo a Gerusalemme
(1304-1306, Padova, Cappella degli Scrovegni),

" Come dimostra anche il caso dell'asino, Giotto è attentissimo
   alle corrispondenze visive fra le scene degli Scrovegni: la porta di Gerusalemme
   verso la quale avanza Gesù è la stessa dalla quale dovrà uscire portando la Croce
   per incamminarsi verso il Calvario. "

tratto da: - Chiara de Capoa - Stefano Zuffi, La Bibbia nell'Arte
(I Dizionari dell'Arte), Mondadori Electa, Milano, 2013, 387.


     Non poteva che avere ampia risonanza
questo accadimento ed essere menzionato più volte nelle Scritture.

Le palme, le acclamazioni, tutto bello,
ma tutto corre via in fretta, e non sembra lasciare traccia consistente
nella memoria della fede.
Non si tratta di correre,
l'andatura è quella di un puledro d'asina,
il che insegna non la fretta, non ricerca il facile trionfalismo,
ma è una forza umile.
Forza umile da ricercare e da rispettare
nella sua vera evangelica grandezza.
Come la preghiera ad esempio. Preghiera non occasionale,
ma che dimora costantemente presso la sua Sorgente in Dio.


Una parola forte ora s'imprime: anzi in ebraico come i biblisti insegnano, sono due parole:
hôšî‘â-nā
poi, nelle traslitterazioni in greco e in latino, diventa una sola parola:

Osanna!

che vuol dire
" orsù, salva(ci) "
dunque è un'invocazione sì di aiuto,
ma è gioiosa,
perché sa che sarà esaudita,
che è già esaudita
in quanto confida fiduciosa, nella narrazione evangelica
in chi si rivolge: il Salvatore Gesù Cristo!

Allora, per farci forza tra le avversità e perseverando con tenacia e fiducia,
possiamo osare dire anche noi:

Osanna!