Evangelo di Gesù Cristo "secondo Giovanni" 10,27-30
Bibbia Nuovo Testamento Traduzione Letteraria Ecumenica (TLE)
Gesù disse:
"Le pecore mie ascoltano la mia voce, io le conosco ed esse mi seguono.
Io do loro vita eterna, non andranno mai perdute e nessuno le strapperà dalle mie mani;
il Padre mio, per quanto mi ha dato, è più grande di tutto,
e nessuno può strapparle dalle mani del Padre. Io e il Padre siamo uno."
BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole
I frutti dell'ascolto e della sequela
Meditazione biblico-teologica di Maurizio Abbà
Sulla tavola
non devono finirci le pecore...
Ora si può tirare le fila di queste meditazioni:
- la settimana scorsa: il cantare la fede nel sentirsi accompagnati da Dio,
- questa settimana: ascoltare la voce di Dio, accogliere e seguire nel discepolato,
- la settimana prossima: al centro sarà l'energia vivificante dell'amore.
Prima Briciola
noi, un po', siamo pecore,
cosa vuol dire?
La pecora seppur timida...
La timidezza non è sempre un pregio, ma non è sempre un difetto -
e poi nella pecora troviamo non tanto la timidezza, quanto la Mitezza,
un'arte di cui abbiamo tutti bisogno,
soprattutto di questi tempi.
Docilità e mansuetudine sono perle sempre più rare,
per una lucentezza iridescente.
Cos'altro possiamo imparare dalle pecore?
- Saper ascoltare.
- Saper stare in gregge, nei tessuti sociali,
è inoltre della pecora:
l'apprendere facilmente con intelligenza e memoria vivide.
Il tutto non da soli, mai da sole,
ma insieme ad altri per aiuto reciproco.
Al v. 28 se leggiamo con una pausa: Io poi dò loro una vita
quest'affermazione già così è Buona Notizia Evangelica,
ma l'annuncio è enormemente più grande, senza confini:
"Io poi dò loro una vita eterna",
vita eterna qualitativamente incomparabile con quella attuale,
e, appunto, senza confini di tempo.
Per una gioia unica ed indescrivibile,
da lacrime di gioia.
Gioia che possiamo già ora 'brucare',
strappando a piccoli morsi momenti gioiosi, indimenticabili,
nei 'pascoli' delle città e delle borgate dove viviamo.
Seconda Briciola
v.29 Il brano biblico qui è (con un gioco di parole) in bilico
e presenta diverse possibilità con varianti di traduzione:
Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti
- oppure:
quanto al Padre mio, ciò che egli mi ha dato è più grande di tutto.
(Nuovo Testamento TLE)
- La grandezza di Dio è nel suo farsi anche piccolo, piccolo,
per non lasciare indietro i perdenti,
per evitare che diventino i perduti.
Terza Briciola
nessuno può strapparle dalle mani del Padre
torna clamorosamente in gioco una dottrina ingiustamente
negletta e bistrattata: la Predestinazione,
rettamente intesa, cioè evangelicamente intesa,
a partire da Agostino passando per Calvino e arrivando a Karl Barth,
Predestinazione vuol dire compiutamente ed adeguatamente:
- Tu sei nelle mani di Dio, da sempre e per sempre e nessuna forza avversa ti porterà via -
Questa è BENEDIZIONE
v. 30 Io e il Padre siamo uno
dottrinalmente siamo nella teologia trinitaria: Dio Padre Figlio Spirito Santo.
Siamo nell'affidarci a Dio,
perché solo Dio è Dio,
nessun altro è dio.
Raccogli Briciole
Ecco alcuni frutti dell'Ascolto e della Sequela (il seguire con-seguentemente),
e poi ... di più, molto di più