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DOMENICA 17 MARZO - 2a DEL TEMPO DI PASSIONE - REMINISCERE
Ricordati, o Signore, delle tue compassioni - Salmi 25,6a
Salmi 22,1-4
1 Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?
Te ne stai lontano, senza soccorrermi, senza dare ascolto alle parole del mio gemito!
2 Dio mio, io grido di giorno, ma tu non rispondi,
e anche di notte, senza interruzione.
3 Eppure tu sei il Santo,
siedi circondato dalle lodi d'Israele.
4 I nostri padri confidarono in te;
confidarono e tu li liberasti.
5 Gridarono a te, e furon salvati;
confidarono in te, e non furono delusi.
BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole
La sua presenza proprio dove lo crediamo più lontano
Maurizio Abbà
Nella fede c'è dubbio e dubbio.
C'è un dubbio che sa fare qualitativamente un balzo alla fede,
un balzo appunto qualitativo. La fede allora s'interroga,
non è un restare passivi
e non è neppure un restare in disparte a vedere come va a finire...
Una fede matura si pone domande e cerca risposte seppur fragili e provvisorie
ma costruisce.
Poi c'è il dubbio che divora, quando ci pare che il dolore abbia il sopravvento.
Quando sentiamo che la religione diventa violenza non è più religione, ancora meno
è fede.
Il male sembra prevalere. Sembra prevalere nella violenza terroristica,
sembra prevalere nel dolore di una perdita di lavoro che sembra chiudere spazi vitali,
sembra prevalere nella malattia che sembra restringere orizzonti di senso.
Sembra... bisogna essere forti con tutta la nostra debolezza...
sembra una battaglia persa invece possiamo squarciare il cielo
con contenuti diversi da quelli che il male vorrebbe imporci.
La grammatica del dolore non è l'unica lingua che possiamo parlare.
Le seguenti parole del teologo luterano Dietrich Bonhoeffer (1906-1945)
martire nella lotta contro il nazismo,
ci sono d'incoraggiamento vero e profondo.
Sono parole che ci aiutano a capire come la Presenza di Dio
è dove sembra essere assente.
La vittoria sul male, sul dolore, sulla malattia, richiede grandi forze cui da soli non possiamo attingere, ma per vincere la morte in tutte le sue manifestazioni ci è richiesto di trovare brandelli di significato nella vita quotidiana.
Theologica
Dietrich BONHOEFFER
Perché mi
hai dimenticato?
Perché mi hai dimenticato? Ogni cristiano è spinto a porsi
questa domanda quando tutto gli va
male, quando ogni speranza terrena s’infrange, quando si sente totalmente
perduto nel corso dei grandi avvenimenti mondiali, quando tutti gli obiettivi
della vita naufragano e tutto appare senza senso. Ma allora è importante a chi
rivolge questa domanda. Non a un oscuro destino, ma a Dio, che è e rimane la
mia roccia, l’eterno fondamento sul quale poggia la mia vita. Io sprofondo nel
dubbio, Dio rimane saldo come una roccia; io oscillo, Dio è incrollabile; io
divengo infedele, Dio rimane fedele. […] Sopportare l’ignominia ed essere
derisi per la fede è il segno distintivo dell’uomo pio da millenni. Fa male al
corpo e all’anima quando non passa giorno che il nome di Dio sia messo in
dubbio e bestemmiato. Dov’è ora il tuo Dio? Lo confesso di fronte al mondo e a
tutti i nemici di Dio, quando nella miseria più profonda credo nella bontà di
Dio, nella colpa al perdono, nella morte alla vita, nella sconfitta alla
vittoria, nell’abbandono alla presenza graziosa di Dio.
Chi ha trovato Dio
nella croce di Gesù Cristo sa come prodigiosamente egli si nasconda in questo
mondo, e come sia più vicino a noi, proprio dove lo crediamo più lontano.
DBW
14,858s.
tratto da:
- Dietrich Bonhoeffer
Voglio Vivere questi Giorni con Voi
A cura di Manfred Weber
Traduzione dal tedesco di Andrea Aguti e Guido
Ferrari(books), Editrice Queriniana, Brescia, 2007, 91.