lunedì 30 aprile 2018

LUTERO ieri e oggi

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" In sopraccoperta: Gruppo scultoreo progettato dagli architetti Christoph Zeller e Ingrid Moye, con il supporto dell'artista Albert Weis, collocato nel più ampio progetto di rimodernamento della piazza antistante la chiesa di St. Marienkirche a Berlino 
(Albert Weis und Zeller & Moye, VG Bild-Kunst Bonn, 2017). " 
(Testo riportato dalla II della sopraccoperta presente in ciascuno dei due volumi).


Recensione di Maurizio Abbà


Lutero Un cristiano e la sua eredità 1517-2017
direzione di Alberto Melloni
Volume I-II,  pp. XXX – XII + 1596.
Società Editrice il Mulino, Bologna, 2017,
ISBN 978-88-15-27318-5
con il patrocinio del Comitato Nazionale per la ricorrenza del quinto centenario della riforma protestante promosso dal Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo




Che cosa c’è a Wittenberg,
se togli il castello, la chiesa e l’università?
Luther Blissett, Q [1]


Alister McGrath:

“ L’idea pericolosamente nuova, saldamente incastonata nel cuore della rivoluzione protestante, era che i cristiani hanno il diritto di interpretare la Bibbia per se stessi.
Un’idea che però, alla fine, si rivelò un incontrollabile focolaio di sviluppi che in pochi, a quell’epoca, avrebbero potuto anticipare o predire. I grandi sommovimenti degli inizi del sedicesimo secolo che oggi gli storici definiscono «la Riforma», fecero penetrare nella storia del cristianesimo, da un lato, un’idea pericolosamente nuova che ha dato origine a un livello senza precedenti di creatività e di progresso, provocando però, dall’altro lato, tensioni e dibattiti che, per loro stessa natura, sono probabilmente senza soluzione. Lo sviluppo del protestantesimo come grande forza religiosa mondiale è stato plasmato in maniera decisiva dalle tensioni creative scaturite da questo principio “.[2]






Lutero denigrato oppure omaggiato, rifiutato o celebrato. Sovente, in passato, com’è noto, è stato così, il tutto, salvo eccezioni, in maniera acritica.
Poi quando erano alle viste dei tentativi di riconsiderazione del suo pensiero e delle sue opere, subito si temevano il delinearsi dei tentativi, uguali e contrari, d’inglobarne la figura: da una parte il sequestro protestante del cattolico Lutero e, viceversa dall’altra parte, preservare da espropriazioni cattoliche la figura del Riformatore per antonomasia.

Delio Cantimori affermava nel famoso saggio dedicato al Riformatore:
«Pochi sono, nella storia del genere umano, i protagonisti renitenti ad essere tali, come fu Martin Lutero»[3].

Nel Cinquecentenario della memoria della Riforma Protestante 1517-2017, è ormai frase fatta dire che una ricca messe di pubblicazioni è in uscita in libreria, il che corrisponde effettivamente alla realtà: dai libri ai saggi agli opuscoli, alle riedizioni, biografie in traduzione italiana[4]  biografie di Lutero e Calvino, di autori italiani secondo una tradizione storiografica italiana e storico-teologica che offre costantemente frutti maturi.
Sul personaggio Lutero e la conseguente storia degli effetti, la massiccia bibliografia si sviluppa continuamente e in maniera non più riluttante anzi generosa, finalmente, anche in Italia: i due importanti volumi dal taglio ‘enciclopedico’ editi da il Mulino a cura di Alberto Melloni, ne sono una solida attestazione:[5] Lutero Un cristiano la sua eredità 1517-2017.
Sergio Rostagno  in una sua interessante e incisiva raccolta di saggi ha scritto quanto segue:

« Si fa carico alla Riforma di aver spezzato l’unità spirituale dei popoli europei. Nell’attuale impegno a rifondare l’Europa sul piano tanto politico quanto culturale non può mancare la cura affinché le antiche questioni religiose siano regolate una volta per tutte, ovvero siano più semplicemente dichiarate sorpassate. A vero dire, mentre le compagini politiche trovano difficilmente accordi tra loro, sono proprio i teologi che oggi elaborano, sia pure nella ovvia varietà di accentuazioni, discorsi largamente comuni o almeno condivisibili. Si moltiplicano dunque anche gli sforzi per riconsiderare le dottrine che emersero dalla riflessione di Lutero; dottrine che attraverso riflessioni e rivoluzioni si inserirono nella trasformazione politica dell’Europa e che si propagarono poi nelle Americhe, mescolate con nuove vicende » (Sergio ROSTAGNO, Doctor Martinus Studi sulla Riforma, Claudiana, Torino, 2015, 9).

Queste parole del teologo S. Rostagno potrebbero essere poste anche all’inizio dei due volumi editi da il Mulino su Lutero e la sua eredità storico-teologica nella Storia nelle sue dimensioni e dibattiti sociali e politici. A delinearne la portata e le dimensioni di un’opera che è già imprescindibile per ricerche, tesi e consultazioni puntuali ed appropriate. Con la direzione del prof. Alberto MELLONI supportato da un comitato scientifico internazionale ed una Redazione che si è avvalsa di competenze di livello con la supervisione e coordinamento scientifico di Federica MELONI.
Siamo, infatti, in presenza di un’opera appunto dalle dimensioni enciclopediche per la quantità e soprattutto la qualità dei contenuti.

Opera di calibro internazionale, in cui la dimensione storica[6] dell’(ex) monaco agostiniano Lutero è oggetto di una rivisitazione che scandaglia il pensiero e l’opera del riformatore nell’ampiezza delle opere teologiche e della vita sociale quotidiana e nella storia degli effetti fino all’età contemporanea. Le dimensioni anche ecumeniche di un’opera di questo genere sono evidenti e forniscono una gradevole novità metodologica, almeno in Italia.
Per quanto ampia nelle dimensioni dei contenuti si può certo trovare, del tutto comprensibilmente, qualche omissione, ciò è inevitabile per ogni opera e costituisce l’impulso a cercare e ad approfondire ulteriormente.
Susanna Peyronel ha già rilevato tra le tematiche presentate nei due volumi, l’assenza de:

 «Il tema dell’Anticristo, con le sue radici medievali,  cui in questi volumi non è stato dato forse spazio sufficiente, trova in Lutero un nuovo interprete. Il  duro linguaggio molte volte usato appare stridente alle orecchie di un protestante di oggi e nessuno  vedrebbe nella Chiesa romana la Chiesa dell’Anticristo.
La rottura di Lutero tuttavia e la sua diversa  visione ecclesiologica portò a mutamenti profondissimi nella cristianità, dalla reinterpretazione del
sacerdozio all’eliminazione di cinque sacramenti, del diritto canonico, dell’istituzione papale, dei voti monastici etc. »[7]

Quello che si trova nei due volumi mette a tema quasi tutti gli argomenti classici relativi a Lutero dal percorso biografico ai temi controversi, alle dispute confessionali, ai confronti con Zwingli, Calvino, Erasmo, Müntzer, e molto altro, tra cui, ovviamente, il rapporto fede/opere,   magistralmente delineato da Sergio Rostagno:

«Lutero biasima chi vuole trovare nei propri atti prova del proprio cristianesimo. L’autentificazione del proprio cristianesimo sta unicamente in ciò che Gesù Cristo rappresenta e concretizza nella sua persona e nella sua opera. Tale opera è compiuta: è augurabile e necessario che sia seguita da atti del discepolo, ma questi atti non ne sono completamento. La teologia medievale vede negli atti umani una forma di concorso alla salvezza o di effetto pratico di essa. Qui la grazia apre un percorso alternativo a quello di Adamo ed Eva: percorso di penitenza e di opere illustranti e manifestanti la salvezza ricevuta. Lutero rifiuta l’inclusione dei propri atti nella nozione di salvezza (come effetto di salvezza o come partecipazione alla salvezza). Se questo avviene si indebolisce la nozione stessa di salvezza e se ne svuota l’effetto, rendendolo insicuro» (Sergio ROSTAGNO, Che cosa ci resta di Lutero? p. 96).


In questi due libri troviamo tanti argomenti interessanti, bilanci di tematiche e punti per successive ripartenze. Due volumi composti da  75 articoli di 72 autori di diverso orientamento storico e teologico.
Lutero appartiene alla storia del cristianesimo e vi appartiene in quanto cristiano. Dato che può sembrare banale ma che attesta il risultato di un percorso acquisito attraverso ed oltre gli schieramenti confessionali che si sono fronteggiati nell’arco di cinque secoli.

La memoria di un cinquecentenario della Riforma si può poggiare non solo sulla periodizzazione 1517-2017, ma vi sono altre date significative e, tutto sommato, più puntuali.

Oltre gli stereotipi dei miti di fondazione: il 31 ottobre 1517 Lutero non affigge le sue 95 Tesi, che saranno poi diffuse tramite la stampa (saggio di Patrizio FORESTA, L’affissione delle tesi. Storia di un mito). [8]

La seconda dieta di Spira (febbraio 1529) decretò, a maggioranza, la fine della tolleranza del luteranesimo in Germania e nell’aprile 1529 vi fu la protesta di sei prìncipi tedeschi e di quattordici città contro questo provvedimento che annullava il precedente (Prima Dieta di Spira del giugno 1526), che era stato preso invece all’unanimità nel tollerarne la presenza nei diversi territori a seconda della fede di appartenenza del rispettivo prìncipe regnante. A far data dall’aprile 1529 (19-20 aprile) si può iniziare a parlare di protestantesimo.
(Su questo: Paolo RICCA, Riforma e protestantesimo Un inventario della questione)
Con la Confessione Augustana (1530) abbiamo immediatamente a ridosso una data robusta (da rivisitare anch’essa alla luce delle Riforme radicali), su cui poggiare una periodizzazione della memoria storico-teologica. [9]


A corredo dei due volumi (indivisibili, in cofanetto, edizione prestigiosa ma sarebbe auspicabile un’edizione economica per una maggiore meritevole diffusione), completano le imponenti Bibliografie (non sempre ma sovente prive delle indicazioni delle traduzioni italiane esistenti). Nota bibliografica di Patrizio FORESTA. 


Ampio (anche qui non era possibile essere esaustivi) è anche l’apparato iconografico con carte, mappe, tavole: ritratti, sfondi, opere/documenti, rappresentazioni (compresi fotogrammi tratti da film) in tutto 198.  Poteva essere ulteriormente utile un filo narrativo a collegamento e in aggancio tra l’apparato iconografico  e i diversi articoli.
- A completare l'opera è presente l'Indice dei nomi un ausilio non secondario.

‘Segno dei tempi’ di una mutata sensibilità è la presenza dell’articolo di Helmut PUF, Lutero, la riforma  dei sessi e l’amore omosessuale.

I due volumi presentano percorsi di studio e di riflessione su tanti argomenti, da incontrare inizialmente o da scandagliare ulteriormente.

Kirsi STJERNA, docente a Berkeley in California, è autrice del saggio: Lutero e le donne Considerazioni sulla presenza femminile nella vita e nelle riflessioni bibliche.
Le donne nel mondo di Lutero lo hanno cambiato, soprattutto Katharina von Bora che diverrà sua moglie.
Katharina von Bora (1499-1552), già monaca in un convento cistercense da cui fuggì con undici consorelle, e raggiunse Lutero a Wittenberg, che le aveva aiutate a lasciare il convento. Katharina è stata una persona decisamente rilevante nella vita del Riformatore. Lutero amava far  sapere quanto le fosse cara, in una nota divenuta celebre così si riferiva ad uno degli scritti neotestamentari preferiti: la Lettera ai Galati: «È [la lettera] la mia Katharina von Bora» (p.524). In lei si è vista la donna che ha plasmato il  modello di una tradizione della figura femminile di “donna luterana” e “moglie luterana ideale”, modello con le sue luci ed ombre ovviamente.
Tra le sue ombre si può annoverare, purtroppo, anche la condivisione con il marito dei sentimenti antigiudaici, (p. 527).
Tra le donne importanti nel mondo di Lutero: non solo Katharina von Bora. Sono da ricordare altre figure di donne di assoluto rilievo, tra cui:
Argula von Grumbach (1492?-1563?/1568?) Le date della biografia non sono accertabili con precisione Collega e amica di Lutero con cui fu in contatto epistolare.

«Argula è anche una figura utile per tratteggiare il modo in cui le donne recepirono, si relazionarono e svilupparono gli insegnamenti della Riforma. Operando nel contesto della Baviera cattolica, e all’ombra dell’università cattolica di Ingolstadt, Argula si distingue come una donna eccezionalmente coraggiosa, una laica che si erse a difesa della fede e dell’insegnamento luterano, dichiarando il monaco sassone non eretico – pur non definendo essa stessa come luterana, ma semplicemente una cristiana, secondo la sua personale interpretazione del credo protestante e della sua influenza sulla vita» (p.528)

Lutero le dedicò il suo Betbuchlein un libro di preghiere.
Ma non si espose, pubblicamente a suo favore. (Forse per proteggerla?);

e Katharina Schütz Zell di Strasburgo, moglie di pastore, anch’essa in corrispondenza con Lutero. La sua vita si svolse tra il 1497 ed il 1557 Katharina Schütz Zell trovò ispirazione negli scritti teologici di Lutero. Svolse, di fatto, un’attività pastorale teologica e diaconale.
I suoi testi e quelli di Argula furono i più pubblicati di donne della Riforma. (p.530).
Di Katharina non è certo secondario ed è da evidenziare nitidamente il suo contributo alla costituzione di un cenacolo ecumenico intraprotestante sulla base della carità e della compassione come punti d’unione  superiori alle divisioni dottrinali è di valore assoluto:

«Oltre a ospitare tavole ecumeniche per la discussione teologica, offrì riparo ai rifugiati religiosi. Nella sua casa si potevano raccogliere, o nascondere, luterani, zwingliani, anabattisti, schwenkfeldiani, e così via» (p.530).



Questa pubblicazione edita da il Mulino costituisce un punto di riferimento a bilancio e, al contempo, di rilancio per gli studi e le ricerche.
I prossimi passi editoriali importanti da farsi saranno auspicabilmente un’opera di sintesi e delineamento di nuovi orizzonti di pari importanza su Giovanni Calvino ed una sulle Riforme radicali (tra cui, ma non solo: Thomas Müntzer da una parte e le diverse ‘anime’ dell’anabattismo pacifista dall’altra) e la Riforma a livello sociale popolare in Italia. Potrebbero essere dei contributi al fine di consentire una memoria riconosciuta e, in parte almeno, condivisa, per dei bilanci ermeneuticamente avanzati. Per consentire nuove prospettive di ricerca e di prassi anche ecumenica in modalità intrigantemente accattivanti. Per aiutare le chiese a ridefinire le diverse identità confessionali così da essere fedeli alle proprie radici ma, soprattutto, per lasciarsi profondamente evangelizzare.[10]
Hans-Christoph Askani, professore di teologia sistematica all’Università di Ginevra ci ricorda che: «La riforma costituisce paradossalmente il mezzo di conservazione della chiesa».[11]
Fare riforma per fare memoria, fare memoria per fare riforma.

Riuscire a fare memoria rivisitando criticamente il passato è condizione necessaria per discernere il presente e scorgere tracce di futuro possibile da realizzare e quindi da vivere.
Questo vale anche per la Riforma protestante.

Maurizio Abbà


















[1] LUTHER BLISSETT, Q, Einaudi, Torino, 2000, Nuova edizione, p. 29.

[2]  Alister E. McGRATH, La Riforma protestante e le sue idee sovversive. Una storia dal XVI al XXI secolo. Traduzione: Roberto Cappato, Edizioni GBU, Chieti, 2017, pp. 10-11.

[3]  Saggio di Delio Cantimori, su Martin Lutero, in prima uscita integrale, inserito nel volume: LUTERO, Discorsi a Tavola, a cura di Leandro Perini, Einaudi, Torino, 1969, 19752, p. VII;
ripubblicato in: D. CANTIMORI, Lutero, a cura di Adriano Prosperi, Edizioni della Normale, Pisa, 2017, p. 23; in questa edizione è pubblicata anche l’Appendice: «Il ‘No’ di Lutero a Worms (dagli appunti inediti di Cantimori)», pp. 127-129.
Questo saggio di Cantimori, annota Prosperi era già uscito in precedenza, ma non integralmente, in una dispensa su Martin Lutero per la serie «I protagonisti della storia universale», a dispense settimanali, quella dedicata a Lutero aveva il n. 38, usci il 1 marzo 1966, con la numerazione delle pagine da 533 a 560, infatti la numerazione era già impostata per rientrare poi nel volume rilegato dell’opera I protagonisti edito dalla CEI (Compagnia edizioni internazionali di Milano).

[4]  Scott H. HENDRIX, Lutero Un riformatore visionario traduzione di Riccardo Pratesi, Editore Hoepli, Milano, 2017.

[5] Nell’elaborazione dell’interessante saggio di Lothar Vogel (La Bibbia di Lutero) l’autore menziona la collaborazione per la revisione linguistica e nel delineare testi biblici in comparazione i docenti: Raffaella Malvina La Rosa, Daniele Garrone.

[6] La profonda riconsiderazione e rivalutazione teologica di Lutero in Italia da parte cattolica ha un nuovo impulso anche da due recenti pubblicazioni molto rilevanti al riguardo: la raccolta di testi in un unico volume, del vice-direttore della Rivista La Civiltà Cattolica insigne studioso di Lutero: Giancarlo Pani: - G. PANI, Lutero tra eresia e profezia, Edizioni Dehoniane Bologna, Bologna, 2017; (saggi editi precedentemente proprio sulla Rivista dei gesuiti tra il 2015 e il 2017); “1517-2017. Ricorre il quinto centenario di un evento che è alle origini del mondo moderno e che ha segnato profondamente la storia del cristianesimo e dell’Europa intera: la Riforma protestante. Questo anniversario ha una connotazione che lo distingue dai precedenti, inaugurando una nuova pagina di storia, alla base della quale c’è la realtà dell’ecumenismo, frutto delle aperture conciliari. Per secoli, nel mondo cattolico, Lutero è stato «l’eretico» per definizione e oggi, a cinquecento anni di distanza, ci chiediamo: «eretico» lo era davvero? La storia è una ricerca senza fine, che richiede grande onestà e amore per la verità. Queste due virtù dovrebbero sostenere e guidare il nostro sguardo: è infatti necessaria e urgente una rilettura del passato, libera da luoghi comuni e da «vulgate» trasmesse acriticamente; libera anche da posizioni e pregiudizi, affermatisi lungo i secoli a scapito del vero. Tale approccio dovrebbe valere sempre, ma riveste un valore fondamentale in questo quinto centenario della Riforma”, G. PANI, Lutero tra eresia e profezia, p. 9.
Altresì va rammentato il saggio di don Saverio Xeres ordinario di Storia della Chiesa alla Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale di Milano:
- S. Xeres, O Roma o Cristo La drammatica scelta di Martin Lutero (1517-1520), Àncora Editrice Milano, 2017; Xeres afferma: «Abbiamo potuto, tuttavia, constatare personalmente – in un’esperienza di insegnamento più che trentennale nell’ambito della formazione teologica – come la vicenda di Lutero venga ancora comunemente raccontata e insegnata, nelle scuole di ogni ordine e grado, non escluse quelle teologiche, secondo i vecchi stereotipi. Anche per questo abbiamo ritenuto utile e opportuno raccontarla di nuovo, dal momento che non risulta ancora diffusa, soprattutto in ambito cattolico, una conoscenza adeguata all’importanza di quei fatti che hanno segnato profondamente la storia della Chiesa, originando l’identità di una significativa componente del cristianesimo, quella “evangelica” o “riformata” e, per reazione, una caratteristica configurazione del cattolicesimo moderno, o “tridentino”. Se, infatti, risulta consolante l’acquisizione recente di nuove prospettive all’interno di ambienti ecclesiastici ufficiali, anche in riferimento al dialogo interconfessionale, appare di riflesso ancora più sconfortante l’inerzia con cui larga parte della comunità cattolica e dell’opinione pubblica continua a tramandare un’immagine deformata di Lutero, il cui solo nome evoca l’eco sinistro di una ribellione violenta. Ai molti che condividono tali luoghi comuni sono dedicate queste pagine, con l’impegno a stenderle in maniera comprensibile, possibilmente gradevole, oltre che – si spera – critica e documentata.», XERES, O Roma o Cristo, p. 7.
Sui “lavori in corso” del dialogo ecumenico:
- Dalla divisione alla comunione 500 anni dalla Riforma di Lutero, «Esodo», n.1 gennaio-marzo 2017, Anno XXXIX, (il fascicolo si sofferma anche su altri argomenti);
sul tema della domanda originaria fondamentale di Lutero: «Come posso avere un Dio misericordioso?»:
- M. WIRZ (a cura di), M. ARNOLD, E. BIANCHI, A. BIRMELÉ, CH. CHALAMET, J-F. CHIRON, S. COAKLEY, É. CUVILLIER, S.DURBER, F. FERRARIO, W. KASPER, D.G. LANGE, A. MAFFEIS, P. RICCA, B. SESBOÜÉ
L’Evangelo della Grazia Atti dell’VIII Convegno ecumenico internazionale di spiritualità della Riforma, Bose, 26-28 maggio 2017, a cura di Matthias Wirz monaco di Bose, Edizioni Qiqajon, Comunità di Bose, Magnano (BI), 2018.

[7] S. PEYRONEL, La complessa eredità di Lutero, in «Confronti», n.4, aprile 2018, pp. 29-30, qui p. 30.

[8]  G. PANI: «Il 31 ottobre 1517, vigilia della solennità di Ognissanti, non è accaduto nulla. O meglio, nulla di visibile e di clamoroso. Lutero prende carta e penna, e scrive due lettere una al proprio vescovo, l’altra all’arcivescovo di Magonza. Il primo, Hieronymus Schulze, era l’ordinario di Lutero, perché Wittenberg si trovava nella sua giurisdizione; egli tuttavia non aveva alcuna diretta responsabilità per ciò che concerneva lo scandalo delle indulgenze. La lettera  è andata perduta, anche se Lutero la menziona più volte. Il secondo, Alberto di Brandeburgo, arcivescovo di Magonza, di Magdeburgo, e amministratore di Halberstadt, era il responsabile della predicazione delle indulgenze in Germania e aveva incaricato alcuni predicatori domenicani di annunciare le lettere penitenziali. Quest’ultima corrispondenza ci è stata conservata dalla storia », G. PANI, Lutero tra eresia e profezia, pp. 84-85.

[9] MELANTONE, La Confessione Augustana (1530),
edizione a cura di Paolo Ricca, Postfazione di Holger Milkau, con testo latino a fronte, In appendice: Martin Lutero, Confessione di fede (1528), I 17 Articoli di Schwabach (1529), Augustana Variata, Art. 10 (1540), Claudiana, Torino, 2011.
[10]  Al riguardo: Herman J. SELDERHUIS, (Herausgegeben von), Calvin Handbuch, Mohr Siebeck, Tübingen, 2008, (annunciato in traduzione italiana nell’importante collana ‘Strumenti’ dell’Editrice Claudiana);
- Siegfried BRÄUER, Günter VOGLER, Thomas Müntzer Neu Ordnung machen in der Welt. Eine Biographie, Gütersloher Verlagshaus, Gütersloh, 2016, testo  importante, com’è noto, per la storia del pensiero teologico protestante e, più in generale, per la storia del pensiero cristiano, oltreché per la storia dell’Europa moderna.
Su T. Müntzer di recente in italiano: - Christopher MARTINUZZI, Allstedt 1523. Müntzer nei giorni della riforma, Edizioni Unicopli, Milano, 2017.
Nell’ambito della Riforma popolare in Italia si colloca la ricerca di: - E. CASALINO, Fanino Fanini. Martire della Fede nell’Italia del Cinquecento, Prefazione di Giorgio Bouchard, Edizioni Magister, Matera, 2017.

[11] Comunità Monastica di Bose, Convegno di spiritualità della Riforma Riformare la chiesa, 15 maggio 2015, http://www.monasterodibose.it/ospitalita/convegni/convegni-di-spiritualita-della-riforma/1350-2015-riformare-la-chiesa/9178-sintesi-dei-lavori-del-15-maggio
di ASKANI si veda anche: “Ecclesia semper reformanda”?, in: H.-CH. ASKANI,
J.-F. CHIRON, P. GISEL, G. HAMMANN, A. MAFFEIS,  L. MANICARDI, D.MOULINET, É. PARMENTIER, P. RICCA, S. XERES,
Riformare insieme la Chiesa, A cura di Matthias Wirz monaco di Bose
Edizioni Qiqajon, Comunità di Bose, pp. 13-38, su questo p. 36.
Si tenga inoltre presente che: «I contributi di questo volume riprendono a grandi linee le considerazioni sviluppate a Bose nel maggio 2015. Nel desiderare condividerle con un pubblico più largo, si è anche voluto ampliarle con alcuni interventi inediti.», dalla Prefazione di Matthias Wirz, Magnano (BI), 2016, p. 9.



Per rendersi conto dell’ampiezza e della vasta articolazione dei due volumi nella molteplicità degli argomenti affrontati, può essere utile scorrere l’indice dell’opera.
(Ringrazio Federica Meloni che ha fornito il testo dell’Indice, dei due volumi, qui di seguito parzialmente riprodotto).
Indice
Introduzione. Il cristiano Lutero, di Alberto Melloni      
Parte Prima: INTRODUZIONI
Riforma e protestantesimo. Un inventario della questione, di Paolo Ricca      

Riforme e controriforme. Termini in conflitto nella storia della Riforma,

di Wietse de Boer
Età tridentina ed età delle riforme, di Matteo Al Kalak      
Ecclesia semper reformanda. Idee medievali e tentativi di riforma della Chiesa,
di Christopher M. Bellitto

Religione, ragione e superstizione. Dalla tarda antichità alla Riforma, di

Euan Cameron
Lutero come padre della Chiesa, di Wolf-Friedrich Schäufele      
Che cosa ci resta di Lutero?, di Sergio Rostagno      

Parte seconda: LA VITA DI LUTERO
L’eredità medievale in Martin Lutero, di Jon Balserak
Le radici mistiche di Lutero, di Volker Leppin

Ispiratori e sostenitori di Lutero. Dal maestro Johann von Staupitz ai cir-

coli di Norimberga e Augusta, di Franz Posset

L’affissione delle tesi. Storia di un mito, di Patrizio Foresta

Lutero tra gli umanisti, di Richard Rex

La Bibbia di Lutero. Ermeneutica, teologia biblica e traduzione, di Lothar Vogel

Lutero e il potere politico, di Silvana Nitti

Lutero e il monachesimo, di Bradley A. Peterson

Erasmo e Lutero: libero e servo arbitrio, di Michele Lodone

Dispute sul battesimo e sull’eucarestia.1521-1532, di Jonathan D. Trigg

La dieta di Worms e il Sacro Romano Impero, di Christopher W. Close

Lutero tra contadini e principi, di Ulrich Andreas Wien

Il Sacro Romano Impero e le sue diete. 1521-1546, di Giampiero Brunelli

Lutero e i colloqui di religione, di Marco Iacovella

La morte di Lutero, di Herman J. Selderhuis


Parte terza: LA RIFORMA E GLI ALTRI RIFORMATORI
  

Lutero e Melantone, di Günter Frank

Lutero e Calvino, di Herman J. Selderhuis

Lutero e Zwingli, di Federico Zuliani

L’eredità di Thomas Müntzer. Un’alternativa nel processo di riforma, di Günter Vogler

Lutero e i riformatori radicali, di James M. Stayer

Le “terze sette”. Gli eretici italiani e la critica della Riforma protestante.
1530-1550, di Guido Mongini

Erasmo da Rotterdam e il suo ambiente, di Peter Walter

Lutero e il concilio di Trento, di Matteo Al Kalak

Di fronte all’inquisitore: mille modi di essere luterano, di Lucio Biasiori

Ignazio di Loyola, riformatore antiluterano, di Enrique García Hernán


Parte quarta: LUTERO IN QUESTIONE
     Dall’interim di Augusta alla pace di Augusta. 1548-1555, di Violet Soen      
Lutero, l’autorità, la politica, di Luise Schorn-Schütte
Lutero e l’Ordine Teutonico. Questioni politiche e riflessioni dottrinali, di Jörg Seiler      
Lutero e le donne. Considerazioni sulla presenza femminile nella vita e nelle riflessioni bibliche di Lutero, di Kirsi Stjern
Lutero e gli ebrei, di Brooks Schramm
Il luteranesimo e gli ebrei: un ambiguo silenzio, di Roni Weinstein      
Lutero e i turchi, di Gregory J. Miller      
Lutero, la riforma dei sessi e l’omosessualità, di Helmut Puff      


Volume II
Parte quinta: LE EREDITÀ TEOLOGICHE LUTERANE

La scolastica luterana. Le origini, gli sviluppi dell’ortodossia luterana e la

sua ricezione in Karl Barth, di Christophe Chalamet

La teologia della croce. Il suo significato in Lutero e alcune tappe della sua
storia degli effetti, di Pierre Bühler           

La cattura del Minotauro. Il Lutero dei controversisti cattolici, di Franco Motta           
La giustificazione per fede. Storia di un dibattito, di Antonio Gerace           
L’autocomprensione teologica delle Chiese evangeliche luterane, di André Birmelé           

Parte sesta:   LE RILETTURE ECUMENICHE
Dannazione e redenzione cattolica di Lutero, di Patrizio Foresta           

L’eredità di Martin Lutero e la tradizione della Chiesa ortodossa. Sullo

stato attuale del dialogo ortodosso-luterano, di Johannes Oeldemann

Dichiarazione congiunta sulla dottrina della giustificazione: precedenti e
reazioni, di Billy Kristanto

Il luteranesimo nel dialogo ecumenico, di Sarah Hinlicky Wilson

Lutero e il movimento ecumenico. Da scomunicato a maestro comune, di Enrico Galavotti


Parte settima: LE IMPLICAZIONI FILOSOFICHE E STORIOGRAFICHE

Lutero nella filosofia dell’Ottocento e del Novecento, di Giovanni Rota

La funzione universalgeschichtlich della Riforma secondo l’idealismo e lo storicismo nella cultura tedesca, di Fulvio Tessitore

Lutero e la rivoluzione dell’individuo, di Gabriella Cotta

Lutero e il marxismo, di Roland Boer

Il protestantesimo della Riforma e lo “spirito” del capitalismo, di Jordan J. Ballor

Lutero nella storiografia e teologia cattolica del XIX e XX secolo, di Günter
Frank  
Lutero nella storiografia e teologia protestante del XIX e XX secolo, di
Thomas Hahn-Bruckart  

Lutero e il Terzo Reich. Consenso e confessione di fede, di Heinrich Assel           

  

  

Parte ottava:            COMUNICARE LUTERO

Il passato nel presente: ricordare Lutero nel 1617, 1817 e 1883, di Thomas Albert Howard    


L’architettura della Riforma, di Marcin Wisłocki             

Martin Lutero nel ritratto, di Maria Lucia Weigel           

La musica luterana e le migrazioni del gusto, di Mauro Casadei Turroni Monti

Educazione, formazione e insegnamento al tempo della Riforma, di Otfried Czaika           

Lutero nel cinema e in televisione, di Esther P. Wipfler           
Parte nona: SNODI GEOGRAFICI

Dalle guerre di religione al mondo dopo Vestfalia, di  Johannes Burkhardt           

La diffusione della Riforma e delle traduzioni bibliche nell’Europa orientale: il caso ungherese. 1540-1640, di Pál Ács           


All’origine di ogni male: immagini e interpretazioni della Riforma e di Lutero nell’Italia di Età Moderna, di Michela Catto           

Protestantesimo e Illuminismo. 1691-1780, di Girolamo Imbruglia           

Alcuni modelli della percezione di Lutero nel mondo ispanico dal XVI secolo a oggi, di Mariano Delgado           
Lutero in America, di Christine Helmer           
Martin Lutero in America Latina. Dal mito controriformistico del cattolicesimo latinoamericano a Lutero come caudillo religioso, di Rady Roldán-Figueroa           
Missione luterana e Chiese in Africa: prospettive teologiche, di Judith Becker           
Lutero nel subcontinente indiano, di Daniel Jeyaraj           
Storia e prospettive della Chiesa luterana in Cina e nel Sud-Est asiatico, di Freerk Heule