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domande per sapere
risposte per domandare ancora
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" In sopraccoperta: Gruppo scultoreo progettato dagli architetti Christoph Zeller e Ingrid Moye, con il supporto dell'artista Albert Weis, collocato nel più ampio progetto di rimodernamento della piazza antistante la chiesa di St. Marienkirche a Berlino
(Albert Weis und Zeller & Moye, VG Bild-Kunst Bonn, 2017). "
(Testo riportato dalla II della sopraccoperta presente in ciascuno dei due volumi).
Recensione di Maurizio Abbà
Lutero Un cristiano e
la sua eredità 1517-2017
direzione di Alberto
Melloni
Volume I-II, pp. XXX – XII + 1596.
Società Editrice il
Mulino, Bologna, 2017,
ISBN 978-88-15-27318-5
con il patrocinio del
Comitato Nazionale per la ricorrenza del quinto centenario della riforma
protestante promosso dal Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del
Turismo
Che cosa c’è a Wittenberg,
se togli il castello, la chiesa e l’università?
Luther Blissett, Q [1]
Alister McGrath:
“ L’idea
pericolosamente nuova, saldamente incastonata nel cuore della rivoluzione
protestante, era che i cristiani hanno il diritto di interpretare la Bibbia per
se stessi.
Un’idea che però, alla
fine, si rivelò un incontrollabile focolaio di sviluppi che in pochi, a
quell’epoca, avrebbero potuto anticipare o predire. I grandi sommovimenti degli
inizi del sedicesimo secolo che oggi gli storici definiscono «la Riforma»,
fecero penetrare nella storia del cristianesimo, da un lato, un’idea
pericolosamente nuova che ha dato origine a un livello senza precedenti di
creatività e di progresso, provocando però, dall’altro lato, tensioni e
dibattiti che, per loro stessa natura, sono probabilmente senza soluzione. Lo
sviluppo del protestantesimo come grande forza religiosa mondiale è stato
plasmato in maniera decisiva dalle tensioni creative scaturite da questo
principio “.[2]
Lutero denigrato
oppure omaggiato, rifiutato o celebrato. Sovente, in passato, com’è noto, è
stato così, il tutto, salvo eccezioni, in maniera acritica.
Poi quando erano alle
viste dei tentativi di riconsiderazione del suo pensiero e delle sue opere,
subito si temevano il delinearsi dei tentativi, uguali e contrari, d’inglobarne
la figura: da una parte il sequestro protestante del cattolico Lutero e,
viceversa dall’altra parte, preservare da espropriazioni cattoliche la figura
del Riformatore per antonomasia.
Delio Cantimori
affermava nel famoso saggio dedicato al Riformatore:
«Pochi sono, nella
storia del genere umano, i protagonisti renitenti ad essere tali, come fu Martin
Lutero»[3].
Nel Cinquecentenario
della memoria della Riforma Protestante 1517-2017, è ormai frase fatta dire che
una ricca messe di pubblicazioni è in uscita in libreria, il che corrisponde
effettivamente alla realtà: dai libri ai saggi agli opuscoli, alle riedizioni,
biografie in traduzione italiana[4]
biografie di Lutero e Calvino, di
autori italiani secondo una tradizione storiografica italiana e
storico-teologica che offre costantemente frutti maturi.
Sul personaggio Lutero
e la conseguente storia degli effetti, la massiccia bibliografia si sviluppa
continuamente e in maniera non più riluttante anzi generosa, finalmente, anche
in Italia: i due importanti volumi dal taglio ‘enciclopedico’ editi da il
Mulino a cura di Alberto Melloni, ne sono una solida attestazione:[5]
Lutero Un cristiano la sua eredità
1517-2017.
Sergio Rostagno in una sua interessante e incisiva
raccolta di saggi ha scritto quanto segue:
« Si fa carico alla
Riforma di aver spezzato l’unità spirituale dei popoli europei. Nell’attuale impegno
a rifondare l’Europa sul piano tanto politico quanto culturale non può mancare
la cura affinché le antiche questioni religiose siano regolate una volta per
tutte, ovvero siano più semplicemente dichiarate sorpassate. A vero dire,
mentre le compagini politiche trovano difficilmente accordi tra loro, sono
proprio i teologi che oggi elaborano, sia pure nella ovvia varietà di
accentuazioni, discorsi largamente comuni o almeno condivisibili. Si
moltiplicano dunque anche gli sforzi per riconsiderare le dottrine che emersero
dalla riflessione di Lutero; dottrine che attraverso riflessioni e rivoluzioni
si inserirono nella trasformazione politica dell’Europa e che si propagarono
poi nelle Americhe, mescolate con nuove vicende » (Sergio ROSTAGNO, Doctor Martinus Studi sulla Riforma,
Claudiana, Torino, 2015, 9).
Queste parole del
teologo S. Rostagno potrebbero essere poste anche all’inizio dei due volumi
editi da il Mulino su Lutero e la sua eredità storico-teologica nella Storia
nelle sue dimensioni e dibattiti sociali e politici. A delinearne la portata e
le dimensioni di un’opera che è già imprescindibile per ricerche, tesi e
consultazioni puntuali ed appropriate. Con la direzione del prof. Alberto
MELLONI supportato da un comitato scientifico internazionale ed una Redazione
che si è avvalsa di competenze di livello con la supervisione e coordinamento
scientifico di Federica MELONI.
Siamo, infatti, in
presenza di un’opera appunto dalle dimensioni enciclopediche per la quantità e
soprattutto la qualità dei contenuti.
Opera di calibro
internazionale, in cui la dimensione storica[6]
dell’(ex) monaco agostiniano Lutero è oggetto di una rivisitazione che
scandaglia il pensiero e l’opera del riformatore nell’ampiezza delle opere
teologiche e della vita sociale quotidiana e nella storia degli effetti fino
all’età contemporanea. Le dimensioni anche ecumeniche di un’opera di questo
genere sono evidenti e forniscono una gradevole novità metodologica, almeno in
Italia.
Per quanto ampia nelle
dimensioni dei contenuti si può certo trovare, del tutto comprensibilmente,
qualche omissione, ciò è inevitabile per ogni opera e costituisce l’impulso a
cercare e ad approfondire ulteriormente.
Susanna Peyronel ha
già rilevato tra le tematiche presentate nei due volumi, l’assenza de:
«Il tema dell’Anticristo, con le sue
radici medievali, cui in questi
volumi non è stato dato forse spazio sufficiente, trova in Lutero un nuovo
interprete. Il duro linguaggio molte
volte usato appare stridente alle orecchie di un protestante di oggi e
nessuno vedrebbe nella Chiesa
romana la Chiesa dell’Anticristo.
La rottura di Lutero tuttavia e la sua
diversa visione ecclesiologica
portò a mutamenti profondissimi nella cristianità, dalla reinterpretazione del
sacerdozio
all’eliminazione di cinque sacramenti, del diritto canonico, dell’istituzione
papale, dei voti monastici etc. »[7]
Quello che si trova
nei due volumi mette a tema quasi tutti gli argomenti classici relativi a
Lutero dal percorso biografico ai temi controversi, alle dispute confessionali,
ai confronti con Zwingli, Calvino, Erasmo, Müntzer, e molto altro, tra cui,
ovviamente, il rapporto fede/opere,
magistralmente delineato da Sergio Rostagno:
«Lutero
biasima chi vuole trovare nei propri atti prova del proprio cristianesimo. L’autentificazione del proprio cristianesimo
sta unicamente in ciò che Gesù Cristo rappresenta e concretizza nella sua
persona e nella sua opera. Tale opera è compiuta: è augurabile e necessario che
sia seguita da atti del discepolo, ma
questi atti non ne sono completamento.
La teologia medievale vede negli atti umani una forma di concorso alla salvezza
o di effetto pratico di essa. Qui la grazia apre un percorso alternativo a
quello di Adamo ed Eva: percorso di penitenza e di opere illustranti e
manifestanti la salvezza ricevuta. Lutero rifiuta l’inclusione dei propri atti
nella nozione di salvezza (come effetto di salvezza o come partecipazione alla
salvezza). Se questo avviene si indebolisce la nozione stessa di salvezza e se
ne svuota l’effetto, rendendolo insicuro» (Sergio ROSTAGNO, Che cosa ci resta di Lutero? p. 96).
In questi due libri
troviamo tanti argomenti interessanti, bilanci di tematiche e punti per
successive ripartenze. Due volumi composti da 75 articoli di 72 autori di diverso orientamento storico e
teologico.
Lutero appartiene alla
storia del cristianesimo e vi appartiene in quanto cristiano. Dato che può
sembrare banale ma che attesta il risultato di un percorso acquisito attraverso
ed oltre gli schieramenti confessionali che si sono fronteggiati nell’arco di cinque
secoli.
La memoria di un
cinquecentenario della Riforma si può poggiare non solo sulla periodizzazione
1517-2017, ma vi sono altre date significative e, tutto sommato, più puntuali.
Oltre gli stereotipi
dei miti di fondazione: il 31 ottobre 1517 Lutero non affigge le sue 95 Tesi, che saranno poi diffuse tramite la
stampa (saggio di Patrizio FORESTA, L’affissione
delle tesi. Storia di un mito). [8]
La seconda dieta di
Spira (febbraio 1529) decretò, a maggioranza, la fine della tolleranza del
luteranesimo in Germania e nell’aprile 1529 vi fu la protesta di sei prìncipi
tedeschi e di quattordici città contro questo provvedimento che annullava il
precedente (Prima Dieta di Spira del giugno 1526), che era stato preso invece
all’unanimità nel tollerarne la presenza nei diversi territori a seconda della
fede di appartenenza del rispettivo prìncipe regnante. A far data dall’aprile
1529 (19-20 aprile) si può iniziare a parlare di protestantesimo.
(Su questo: Paolo
RICCA, Riforma e protestantesimo Un
inventario della questione)
Con la Confessione
Augustana (1530) abbiamo immediatamente a ridosso una data robusta (da
rivisitare anch’essa alla luce delle Riforme radicali), su cui poggiare una
periodizzazione della memoria storico-teologica. [9]
A corredo dei due volumi
(indivisibili, in cofanetto, edizione prestigiosa ma sarebbe auspicabile
un’edizione economica per una maggiore meritevole diffusione), completano le
imponenti Bibliografie (non sempre ma sovente prive delle indicazioni delle
traduzioni italiane esistenti). Nota
bibliografica di Patrizio FORESTA.
Ampio (anche qui non
era possibile essere esaustivi) è anche l’apparato iconografico con carte,
mappe, tavole: ritratti, sfondi, opere/documenti, rappresentazioni (compresi
fotogrammi tratti da film) in tutto
198. Poteva essere ulteriormente
utile un filo narrativo a collegamento e in aggancio tra l’apparato
iconografico e i diversi articoli.
- A completare l'opera è presente l'Indice dei nomi un ausilio non secondario.
‘Segno dei tempi’ di
una mutata sensibilità è la presenza dell’articolo di Helmut PUF, Lutero, la riforma dei sessi e l’amore omosessuale.
I due volumi presentano percorsi di studio e di riflessione su tanti argomenti, da incontrare inizialmente o da scandagliare ulteriormente.
I due volumi presentano percorsi di studio e di riflessione su tanti argomenti, da incontrare inizialmente o da scandagliare ulteriormente.
Kirsi STJERNA, docente
a Berkeley in California, è autrice del saggio: Lutero e le donne Considerazioni sulla presenza femminile nella vita e
nelle riflessioni bibliche.
Le donne nel mondo di
Lutero lo hanno cambiato, soprattutto Katharina von Bora che diverrà sua
moglie.
Katharina von Bora
(1499-1552), già monaca in un convento cistercense da cui fuggì con undici
consorelle, e raggiunse Lutero a Wittenberg, che le aveva aiutate a lasciare il
convento. Katharina è stata una persona decisamente rilevante nella vita del
Riformatore. Lutero amava far
sapere quanto le fosse cara, in una nota divenuta celebre così si
riferiva ad uno degli scritti neotestamentari preferiti: la Lettera ai Galati:
«È [la lettera] la mia Katharina von Bora» (p.524). In lei si è vista la donna
che ha plasmato il modello di una
tradizione della figura femminile di “donna luterana” e “moglie luterana
ideale”, modello con le sue luci ed ombre ovviamente.
Tra le sue ombre si
può annoverare, purtroppo, anche la condivisione con il marito dei sentimenti
antigiudaici, (p. 527).
Tra le donne
importanti nel mondo di Lutero: non solo Katharina von Bora. Sono da ricordare
altre figure di donne di assoluto rilievo, tra cui:
Argula von Grumbach (1492?-1563?/1568?)
Le date della biografia non sono accertabili con precisione Collega e amica di
Lutero con cui fu in contatto epistolare.
«Argula
è anche una figura utile per tratteggiare il modo in cui le donne recepirono,
si relazionarono e svilupparono gli insegnamenti della Riforma. Operando nel
contesto della Baviera cattolica, e all’ombra dell’università cattolica di
Ingolstadt, Argula si distingue come una donna eccezionalmente coraggiosa, una
laica che si erse a difesa della fede e dell’insegnamento luterano, dichiarando
il monaco sassone non eretico – pur non definendo essa stessa come luterana, ma
semplicemente una cristiana, secondo la sua personale interpretazione del credo
protestante e della sua influenza sulla vita» (p.528)
Lutero le dedicò il
suo Betbuchlein un libro di
preghiere.
Ma non si espose,
pubblicamente a suo favore. (Forse per proteggerla?);
e Katharina Schütz Zell di Strasburgo, moglie di pastore, anch’essa
in corrispondenza con Lutero. La sua vita si svolse tra il 1497 ed il 1557 Katharina
Schütz Zell trovò ispirazione negli scritti teologici di Lutero. Svolse, di
fatto, un’attività pastorale teologica e diaconale.
I suoi testi e quelli
di Argula furono i più pubblicati di donne della Riforma. (p.530).
Di Katharina non è
certo secondario ed è da evidenziare nitidamente il suo contributo alla
costituzione di un cenacolo ecumenico intraprotestante sulla base della carità
e della compassione come punti d’unione
superiori alle divisioni dottrinali è di valore assoluto:
«Oltre
a ospitare tavole ecumeniche per la discussione teologica, offrì riparo ai
rifugiati religiosi. Nella sua casa si potevano raccogliere, o nascondere,
luterani, zwingliani, anabattisti, schwenkfeldiani, e così via» (p.530).
Questa pubblicazione edita
da il Mulino costituisce un punto di riferimento a bilancio e, al contempo, di
rilancio per gli studi e le ricerche.
I prossimi passi
editoriali importanti da farsi saranno auspicabilmente un’opera di sintesi e
delineamento di nuovi orizzonti di pari importanza su Giovanni Calvino ed una
sulle Riforme radicali (tra cui, ma non solo: Thomas Müntzer da una parte e le
diverse ‘anime’ dell’anabattismo pacifista dall’altra) e la Riforma a livello
sociale popolare in Italia. Potrebbero essere dei contributi al fine di
consentire una memoria riconosciuta e, in parte almeno, condivisa, per dei
bilanci ermeneuticamente avanzati. Per consentire nuove prospettive di ricerca
e di prassi anche ecumenica in modalità intrigantemente accattivanti. Per
aiutare le chiese a ridefinire le diverse identità confessionali così da essere
fedeli alle proprie radici ma, soprattutto, per lasciarsi profondamente
evangelizzare.[10]
Hans-Christoph Askani,
professore di teologia sistematica all’Università di Ginevra ci ricorda che:
«La riforma costituisce paradossalmente il mezzo di conservazione della chiesa».[11]
Fare riforma per fare
memoria, fare memoria per fare riforma.
Riuscire a fare
memoria rivisitando criticamente il passato è condizione necessaria per
discernere il presente e scorgere tracce di futuro possibile da realizzare e
quindi da vivere.
Questo vale anche per
la Riforma protestante.
Maurizio Abbà
[1] LUTHER BLISSETT, Q, Einaudi, Torino, 2000, Nuova edizione, p. 29.
[2] Alister E. McGRATH, La Riforma protestante e le sue idee
sovversive. Una storia dal XVI al XXI secolo. Traduzione: Roberto Cappato,
Edizioni GBU, Chieti, 2017, pp. 10-11.
[3]
Saggio di Delio Cantimori, su Martin Lutero, in prima uscita integrale,
inserito nel volume: LUTERO, Discorsi a
Tavola, a cura di Leandro Perini, Einaudi, Torino, 1969, 19752,
p. VII;
ripubblicato in: D. CANTIMORI, Lutero, a cura di Adriano Prosperi, Edizioni della Normale, Pisa,
2017, p. 23; in questa edizione è pubblicata anche l’Appendice: «Il ‘No’ di
Lutero a Worms (dagli appunti inediti di Cantimori)», pp. 127-129.
Questo saggio di Cantimori, annota Prosperi era già uscito
in precedenza, ma non integralmente, in una dispensa su Martin Lutero per la
serie «I protagonisti della storia
universale», a dispense settimanali, quella dedicata a Lutero aveva il n.
38, usci il 1 marzo 1966, con la numerazione delle pagine da 533 a 560, infatti
la numerazione era già impostata per rientrare poi nel volume rilegato dell’opera
I protagonisti edito dalla CEI
(Compagnia edizioni internazionali di Milano).
[4] Scott
H. HENDRIX, Lutero Un riformatore
visionario traduzione di Riccardo Pratesi, Editore Hoepli, Milano, 2017.
[5]
Nell’elaborazione dell’interessante
saggio di Lothar Vogel (La Bibbia di
Lutero) l’autore menziona la collaborazione per la revisione linguistica e
nel delineare testi biblici in comparazione i docenti: Raffaella Malvina La
Rosa, Daniele Garrone.
[6] La profonda riconsiderazione e
rivalutazione teologica di Lutero in Italia da parte cattolica ha un nuovo impulso
anche da due recenti pubblicazioni molto rilevanti al riguardo: la raccolta di testi in un unico volume, del
vice-direttore della Rivista La Civiltà
Cattolica insigne studioso di Lutero: Giancarlo Pani: - G. PANI, Lutero tra eresia e profezia, Edizioni
Dehoniane Bologna, Bologna, 2017; (saggi editi precedentemente proprio sulla
Rivista dei gesuiti tra il 2015 e il 2017); “1517-2017. Ricorre il quinto
centenario di un evento che è alle origini del mondo moderno e che ha segnato
profondamente la storia del cristianesimo e dell’Europa intera: la Riforma
protestante. Questo anniversario ha una connotazione che lo distingue dai
precedenti, inaugurando una nuova pagina di storia, alla base della quale c’è la
realtà dell’ecumenismo, frutto delle aperture conciliari. Per secoli, nel mondo
cattolico, Lutero è stato «l’eretico» per definizione e oggi, a cinquecento
anni di distanza, ci chiediamo: «eretico» lo era davvero? La storia è una
ricerca senza fine, che richiede grande onestà e amore per la verità. Queste
due virtù dovrebbero sostenere e guidare il nostro sguardo: è infatti
necessaria e urgente una rilettura del passato, libera da luoghi comuni e da
«vulgate» trasmesse acriticamente; libera anche da posizioni e pregiudizi,
affermatisi lungo i secoli a scapito del vero. Tale approccio dovrebbe valere
sempre, ma riveste un valore fondamentale in questo quinto centenario della
Riforma”, G. PANI, Lutero tra eresia e
profezia, p. 9.
Altresì
va rammentato il saggio di don Saverio Xeres ordinario di Storia della Chiesa
alla Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale di Milano:
- S.
Xeres, O Roma o Cristo La drammatica scelta di Martin Lutero
(1517-1520), Àncora Editrice
Milano, 2017; Xeres afferma: «Abbiamo potuto,
tuttavia, constatare personalmente – in un’esperienza di insegnamento più che
trentennale nell’ambito della formazione teologica – come la vicenda di Lutero
venga ancora comunemente raccontata e insegnata, nelle scuole di ogni ordine e
grado, non escluse quelle teologiche, secondo i vecchi stereotipi. Anche per
questo abbiamo ritenuto utile e opportuno raccontarla di nuovo, dal momento che
non risulta ancora diffusa, soprattutto in ambito cattolico, una conoscenza
adeguata all’importanza di quei fatti che hanno segnato profondamente la storia
della Chiesa, originando l’identità di una significativa componente del
cristianesimo, quella “evangelica” o “riformata” e, per reazione, una
caratteristica configurazione del cattolicesimo moderno, o “tridentino”. Se,
infatti, risulta consolante l’acquisizione recente di nuove prospettive
all’interno di ambienti ecclesiastici ufficiali, anche in riferimento al
dialogo interconfessionale, appare di riflesso ancora più sconfortante
l’inerzia con cui larga parte della comunità cattolica e dell’opinione pubblica
continua a tramandare un’immagine deformata di Lutero, il cui solo nome evoca
l’eco sinistro di una ribellione violenta. Ai molti che condividono tali luoghi
comuni sono dedicate queste pagine, con l’impegno a stenderle in maniera
comprensibile, possibilmente gradevole, oltre che – si spera – critica e
documentata.», XERES, O Roma o Cristo,
p. 7.
Sui “lavori in corso” del dialogo ecumenico:
- Dalla divisione alla comunione 500 anni dalla Riforma di Lutero,
«Esodo», n.1 gennaio-marzo 2017, Anno XXXIX, (il fascicolo si sofferma anche su
altri argomenti);
sul tema della domanda originaria fondamentale di Lutero:
«Come posso avere un Dio misericordioso?»:
- M. WIRZ (a cura di), M. ARNOLD, E. BIANCHI, A. BIRMELÉ,
CH. CHALAMET, J-F. CHIRON, S. COAKLEY, É. CUVILLIER, S.DURBER, F. FERRARIO, W.
KASPER, D.G. LANGE, A. MAFFEIS, P. RICCA, B. SESBOÜÉ
L’Evangelo della Grazia Atti dell’VIII Convegno ecumenico
internazionale di spiritualità della Riforma, Bose, 26-28 maggio 2017, a cura
di Matthias Wirz monaco di Bose, Edizioni Qiqajon, Comunità di Bose, Magnano
(BI), 2018.
[7] S. PEYRONEL, La complessa eredità di Lutero, in «Confronti», n.4, aprile 2018,
pp. 29-30, qui p. 30.
[8] G. PANI: «Il 31 ottobre 1517, vigilia
della solennità di Ognissanti, non è accaduto nulla. O meglio, nulla di
visibile e di clamoroso. Lutero prende carta e penna, e scrive due lettere una
al proprio vescovo, l’altra all’arcivescovo di Magonza. Il primo, Hieronymus
Schulze, era l’ordinario di Lutero, perché Wittenberg si trovava nella sua
giurisdizione; egli tuttavia non aveva alcuna diretta responsabilità per ciò
che concerneva lo scandalo delle indulgenze. La lettera è andata perduta, anche se Lutero la
menziona più volte. Il secondo, Alberto di Brandeburgo, arcivescovo di Magonza,
di Magdeburgo, e amministratore di Halberstadt, era il responsabile della
predicazione delle indulgenze in Germania e aveva incaricato alcuni predicatori
domenicani di annunciare le lettere penitenziali. Quest’ultima corrispondenza
ci è stata conservata dalla storia », G. PANI, Lutero tra eresia e profezia, pp. 84-85.
[9] MELANTONE, La Confessione Augustana (1530),
edizione a cura di Paolo Ricca, Postfazione di Holger
Milkau, con testo latino a fronte, In appendice: Martin Lutero, Confessione di fede (1528), I 17 Articoli di Schwabach (1529), Augustana Variata, Art. 10 (1540),
Claudiana, Torino, 2011.
[10]
Al riguardo: Herman J. SELDERHUIS, (Herausgegeben von), Calvin Handbuch, Mohr Siebeck, Tübingen,
2008, (annunciato in traduzione
italiana nell’importante collana ‘Strumenti’ dell’Editrice Claudiana);
-
Siegfried BRÄUER, Günter VOGLER, Thomas
Müntzer Neu Ordnung machen in der Welt. Eine Biographie, Gütersloher Verlagshaus, Gütersloh, 2016, testo importante, com’è noto, per la storia
del pensiero teologico protestante e, più in generale, per la storia del
pensiero cristiano, oltreché per la storia dell’Europa moderna.
Su T. Müntzer di recente in italiano: - Christopher MARTINUZZI, Allstedt 1523. Müntzer nei giorni della
riforma, Edizioni Unicopli, Milano, 2017.
Nell’ambito della Riforma popolare in Italia si colloca la ricerca di:
- E. CASALINO, Fanino Fanini. Martire
della Fede nell’Italia del Cinquecento, Prefazione di Giorgio Bouchard,
Edizioni Magister, Matera, 2017.
[11] Comunità Monastica
di Bose, Convegno di spiritualità della Riforma Riformare la chiesa, 15 maggio 2015, http://www.monasterodibose.it/ospitalita/convegni/convegni-di-spiritualita-della-riforma/1350-2015-riformare-la-chiesa/9178-sintesi-dei-lavori-del-15-maggio
di ASKANI si veda anche: “Ecclesia semper reformanda”?, in: H.-CH. ASKANI,
J.-F. CHIRON, P. GISEL, G. HAMMANN, A.
MAFFEIS, L. MANICARDI, D.MOULINET,
É. PARMENTIER, P. RICCA, S. XERES,
Riformare insieme la Chiesa, A cura di Matthias Wirz
monaco di Bose
Edizioni Qiqajon, Comunità di Bose, pp. 13-38, su questo p. 36.
Si tenga inoltre presente che: «I contributi di questo volume
riprendono a grandi linee le considerazioni sviluppate a Bose nel maggio 2015. Nel
desiderare condividerle con un pubblico più largo, si è anche voluto ampliarle con alcuni interventi
inediti.», dalla Prefazione di Matthias Wirz, Magnano (BI), 2016, p. 9.
Per rendersi conto dell’ampiezza e
della vasta articolazione dei due volumi nella molteplicità degli argomenti
affrontati, può essere utile scorrere l’indice dell’opera.
(Ringrazio Federica Meloni che ha fornito il testo dell’Indice, dei
due volumi, qui di seguito parzialmente riprodotto).
Indice
Introduzione. Il cristiano
Lutero, di Alberto Melloni
Parte
Prima: INTRODUZIONI
Riforma e protestantesimo.
Un inventario della questione, di Paolo Ricca
Riforme e controriforme. Termini in conflitto nella storia della Riforma,
di Wietse de Boer
Età tridentina ed età delle
riforme, di Matteo Al Kalak
Ecclesia semper reformanda. Idee medievali e tentativi di riforma della
Chiesa,
di Christopher M. Bellitto
Religione, ragione e superstizione. Dalla tarda antichità alla Riforma, di
Euan Cameron
Lutero come padre della
Chiesa, di Wolf-Friedrich Schäufele
Che cosa ci resta di
Lutero?, di Sergio Rostagno
Parte
seconda: LA VITA DI LUTERO
L’eredità medievale in
Martin Lutero, di Jon Balserak
Le radici mistiche di
Lutero, di Volker Leppin
Ispiratori e sostenitori di Lutero. Dal maestro Johann von Staupitz ai cir-
coli di Norimberga e Augusta, di Franz Posset
L’affissione
delle tesi. Storia di un mito, di
Patrizio Foresta
Lutero
tra gli umanisti, di Richard Rex
La
Bibbia di Lutero. Ermeneutica, teologia biblica e traduzione, di Lothar Vogel
Lutero
e il potere politico, di Silvana Nitti
Lutero
e il monachesimo, di Bradley A. Peterson
Erasmo
e Lutero: libero e servo arbitrio, di
Michele Lodone
Dispute
sul battesimo e sull’eucarestia.1521-1532, di
Jonathan D. Trigg
La
dieta di Worms e il Sacro Romano Impero, di
Christopher W. Close
Lutero
tra contadini e principi, di Ulrich
Andreas Wien
Il
Sacro Romano Impero e le sue diete. 1521-1546, di Giampiero Brunelli
Lutero
e i colloqui di religione, di Marco
Iacovella
La
morte di Lutero, di Herman J. Selderhuis
Parte terza: LA RIFORMA E GLI ALTRI RIFORMATORI
Lutero
e Melantone, di Günter Frank
Lutero
e Calvino, di Herman J. Selderhuis
Lutero
e Zwingli, di Federico Zuliani
L’eredità
di Thomas Müntzer. Un’alternativa nel processo di riforma, di Günter Vogler
Lutero
e i riformatori radicali, di James M.
Stayer
Le “terze sette”. Gli eretici
italiani e la critica della Riforma protestante.
1530-1550,
di Guido Mongini
Erasmo
da Rotterdam e il suo ambiente, di Peter
Walter
Lutero
e il concilio di Trento, di Matteo Al
Kalak
Di
fronte all’inquisitore: mille modi di essere luterano, di Lucio Biasiori
Ignazio
di Loyola, riformatore antiluterano, di
Enrique García Hernán
Parte quarta: LUTERO IN QUESTIONE
Dall’interim di
Augusta alla pace di Augusta. 1548-1555, di Violet
Soen
Volume II
Lutero nella storiografia e teologia cattolica del XIX e XX
secolo, di Günter
Lutero,
l’autorità, la politica, di Luise Schorn-Schütte
Lutero e l’Ordine Teutonico. Questioni
politiche e riflessioni dottrinali, di
Jörg Seiler
Lutero e le donne. Considerazioni sulla presenza femminile
nella vita e nelle
riflessioni bibliche di Lutero, di Kirsi
Stjern
Lutero e gli ebrei, di Brooks Schramm
Il luteranesimo e gli
ebrei: un ambiguo silenzio, di Roni Weinstein
Lutero e i turchi, di Gregory J.
Miller
Lutero, la riforma dei sessi e
l’omosessualità, di Helmut
Puff
Parte quinta: LE EREDITÀ TEOLOGICHE LUTERANE
La scolastica luterana. Le origini, gli sviluppi dell’ortodossia luterana e la
sua ricezione
in Karl Barth, di Christophe Chalamet
La teologia
della croce. Il suo significato in Lutero e alcune tappe della sua
storia degli
effetti, di Pierre Bühler
La cattura del
Minotauro. Il Lutero dei
controversisti cattolici, di Franco Motta
La giustificazione per fede. Storia di un
dibattito, di Antonio Gerace
L’autocomprensione teologica delle Chiese
evangeliche luterane, di André Birmelé
Parte sesta: LE RILETTURE ECUMENICHE
Dannazione e redenzione
cattolica di Lutero, di Patrizio
Foresta
L’eredità di Martin Lutero e la tradizione della Chiesa ortodossa. Sullo
stato
attuale del dialogo ortodosso-luterano, di Johannes
Oeldemann
Dichiarazione congiunta sulla
dottrina della giustificazione: precedenti e
reazioni,
di Billy Kristanto
Il
luteranesimo nel dialogo ecumenico, di
Sarah Hinlicky Wilson
Lutero
e il movimento ecumenico. Da scomunicato a maestro comune, di Enrico Galavotti
Parte
settima: LE IMPLICAZIONI FILOSOFICHE E STORIOGRAFICHE
Lutero
nella filosofia dell’Ottocento e del Novecento, di Giovanni Rota
La
funzione universalgeschichtlich della
Riforma secondo l’idealismo e lo storicismo nella cultura tedesca, di Fulvio Tessitore
Lutero
e la rivoluzione dell’individuo, di
Gabriella Cotta
Lutero
e il marxismo, di Roland Boer
Il
protestantesimo della Riforma e lo “spirito” del capitalismo, di Jordan J. Ballor
Frank
Lutero nella storiografia e teologia protestante del XIX e XX
secolo, di
Thomas Hahn-Bruckart
Lutero
e il Terzo Reich. Consenso e
confessione di fede, di Heinrich
Assel
Parte ottava: COMUNICARE LUTERO
Il passato nel presente: ricordare Lutero nel 1617, 1817 e 1883, di Thomas Albert Howard
L’architettura
della Riforma, di Marcin Wisłocki
Martin
Lutero nel ritratto, di Maria Lucia Weigel
La musica luterana
e le migrazioni del gusto, di Mauro
Casadei Turroni Monti
Educazione,
formazione e insegnamento al tempo della Riforma, di Otfried Czaika
Lutero
nel cinema e in televisione, di Esther P. Wipfler
Parte nona: SNODI GEOGRAFICI
Dalle guerre di religione al mondo dopo Vestfalia, di Johannes Burkhardt
La diffusione della Riforma e delle traduzioni bibliche nell’Europa orientale: il caso ungherese. 1540-1640, di Pál Ács
All’origine
di ogni male: immagini e interpretazioni della Riforma e di Lutero nell’Italia
di Età Moderna, di Michela Catto
Protestantesimo
e Illuminismo. 1691-1780, di Girolamo
Imbruglia
Alcuni
modelli della percezione di Lutero nel mondo ispanico dal XVI secolo a oggi, di Mariano
Delgado
Lutero in America, di Christine Helmer
Martin
Lutero in America
Latina. Dal mito
controriformistico del cattolicesimo latinoamericano a Lutero come caudillo
religioso, di Rady Roldán-Figueroa
Missione luterana e Chiese in Africa: prospettive teologiche, di Judith Becker
Lutero nel subcontinente indiano, di Daniel Jeyaraj
Storia e prospettive della Chiesa
luterana in Cina e nel Sud-Est asiatico, di Freerk Heule

