domenica 28 gennaio 2018

la Lumière - Domenica 28 gennaio 2018




DOMENICA 28 Gennaio 2018
SEPTUAGESIMA
70 GIORNI PRIMA DI PASQUA

Evangelo di Gesù Cristo secondo Marco 1,21-28
Traduzione Nuova Riveduta

21 Vennero a Capernaum; e subito, il sabato, Gesù, entrato nella sinagoga, insegnava. 22 Essi si stupivano del suo insegnamento, perché egli insegnava loro come uno che ha autorità e non come gli scribi.
23 In quel momento si trovava nella loro sinagoga un uomo posseduto da uno spirito immondo, il quale prese a gridare: 24 «Che c'è fra noi e te, Gesù Nazareno? Sei venuto per mandarci in perdizione? Io so chi sei: il Santo di Dio!» 25 Gesù lo sgridò, dicendo: «Sta' zitto ed esci da costui!» 26 E lo spirito immondo, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. 27 E tutti si stupirono e si domandavano tra di loro: «Che cos'è mai questo? È un nuovo insegnamento dato con autorità! Egli comanda perfino agli spiriti immondi, ed essi gli ubbidiscono!» 28 La sua fama si divulgò subito dappertutto, nella circostante regione della Galilea.



BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole 

       Che cos'è mai questo?

Maurizio Abbà

Gesù ebreo, laico, insegna con autorevolezza (non con autoritarismo!).
Alcune annotazioni esegetiche:

v.24 Che c'è fra noi e te, Gesù Nazareno?

(trad. CEI: “che c’entri con noi?”);

la versione della Nuova traduzione ecumenica commentata è la seguente:
"Che cosa (vi è) tra noi e te, Gesù Nazareno?";

letteralmente: Cosa a noi e a te Gesù Nazareno? 
Sembra il tentativo disperato del male di trovare un'intesa
da spartizione? Ma qui la distanza è, come dire, qualitativa oltreché quantitativa, non c'è possibilità alcuna di accordo tra Gesù e le forze del male.


(Tutt'altra situazione invece nel contesto delle nozze di Cana, in Giovanni 2,4:

Gesù dice: 
«Che c'è fra me e te, o donna? 
- frase che, com'è noto, Gesù rivolge a sua madre, 
che interveniva con l'amore 'eccedente' - ma non superfluo! - di una madre).


v.26 E lo spirito immondo, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. 


v.28 La sua fama si divulgò

       letteralmente: E uscì la fama di lui subito ovunque
 
Esodo: come sappiamo è la chiave interpretativa dell'Antico Testamento e aiuta a comprendere anche il Nuovo.
Esodo: biblicamente è un percorso di liberazione, annotiamo che:
mentre qui in Marco l,26 l'uomo è finalmente liberato in quanto: "lo spirito immondo uscì da lui"
al v. 28 letteralmente: da Gesù uscì la fama di lui subito ovunque.

Facciamo un balzo in avanti nel testo di Marco:
al v.36-38a: "Simone e quelli che erano con lui si misero a cercarlo; 37 e, trovatolo, gli dissero: «Tutti ti cercano». 38 Ed egli disse loro: «Andiamo altrove,

- già Gesù dice: "Andiamo altrove", la sua fama era uscita da lui e adesso 'ritorna' e le presenta il conto: 
della tentazione di una autocelebrazione, la tentazione molto forte del compiacimento religioso, 
la tentazione di essere un leader che sovrasta le menti e i corpi dei suoi seguaci, con il potere di distorcerle, fino a straziarle, tentazione fortissima pressoché irresistibile, è la tentazione del Potere. Non la si può affrontare si perderebbe cedendole con i migliori propositi e con lodevoli intendimenti certo. Ma non vi sarebbe scampo, la tentazione vincerebbe.
La teologia della croce è altra cosa. Per Gesù l'unica Via è: andare altrove per proseguire quanto c'è da fare evangelicamente.
Siamo e stiamo sulla linea che separa sottilmente ma distintamente e chiaramente la testimonianza verace della Buona Notizia ossia l'Evangelo che ti libera da quanto sarebbe ideologia religiosa che rende prigionieri.

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Attenzione: letteralmente non vuol dire fondamentalistico.
- Fondamentalistico: vuol dire che l'ideologia religiosa s'impadronisce del testo e lo manipola fino a distorcerlo, a straziarlo.
Il fondamentalismo è inevitabilmente autoritario.
Perciò il testo va liberato dalla gabbia fondamentalista.


- Letteralmente invece vuol dire stare aderenti al testo, anche se, a volte, è un po' spigoloso o così ci appare, anche se suona un po' aspro in qualche brano, anche se non scorre sempre ed ovunque con eleganza linguistica come vorremmo.
Letteralmente: sì ma sempre con il criterio ermeneutico (cioè interpretativo) 
di credere e comprendere:
un criterio fondamentale ma non fondamentalistico.
Stare sul 'pezzo': dove il 'pezzo' è il testo biblico denso e scintillante.
Letteralmente essere cioè attenti a quanto il testo dice e anche a quanto... non dice,
tutto questo può essere autorevole.

Gesù ebreo, laico, insegna con autorevolezza e in Sinagoga compie la sua prima guarigione.

"Che cos'è mai questo?" Domanda che risuona per una fede risanatrice e liberante.

Marco Nuova traduzione ecumenica commentata

 

Ideatore del progetto e curatore del volume: Ernesto Borghi, presidente dell’Associazione Biblica della Svizzera Italiana
Redattrici e redattori: Stefania De Vito, biblista cattolica, Gaetano Di Palma, presbitero e biblista cattolico, Luciano Locatelli, presbitero cattolico, Lidia Maggi, pastora e biblista battista, Francesco Mosetto, presbitero e biblista cattolico, Eric Noffke, pastore e biblista metodista, Angelo Reginato, biblista battista
Prefazione: Bruno Maggioni, presbitero e biblista cattolico
Postfazione: Claudio G. Bottini, presbitero e biblista cattolico
Appendici artistiche e pastorali: Stefano Zuffi, storico dell’arte, Roberto Geroldi, presbitero cattolico

www.edizioniterrasanta.it




L'angolo della preghiera
per non deporre la preghiera in un angolo 


Gesù, non c’è nessuno che parli di Dio come fai tu, e la gente se ne è accorta. 
(…)
Quello che dici è, in fondo, il respiro della tua esistenza, 
l’amore che ti lega al Padre, il rapporto unico ed originale 
da cui sgorga ogni parola e ogni gesto.

Ecco perché tutti avvertono la forza travolgente che emana da te 
e che può trasformare ogni persona, 
liberandola da tutto ciò che la tiene prigioniera, incatenata ad un male che logora, 
ad una sofferenza che non ha fine.

In effetti tu non ti limiti ad indicare la guarigione,
ma la realizzi, la rendi possibile.

Tu non tracci solamente la strada, ma trasmetti l’energia per affrontarla. 
Tu non sei uno che esorta ad una vita nuova, ma la doni concretamente 
con la tua misericordia che trasfigura, 
con la tua saggezza che orienta, 
con la tua determinazione nel lottare
contro ogni potenza oscura che attenta alla nostra dignità e alla nostra gioia.

tratto da: - La Preghiera di Roberto Laurita, in: «Servizio della Parola», n.494, Editrice Queriniana, 137.